The Belko Experiment

Era dicembre quando vi parlammo per la prima volta di The Belko Experiment. Di motivi validi per seguire l’uscita di questo film ce n’erano a bizzeffe: Greg McLean (#quellodiWolfCreek) alla regia, sceneggiatura di James Gunn, produzione Blumhouse. E poi c’era quel trailer spaccone che ci faceva intuire che saremmo stati di fronte ad una sorta di Battle Royale versione ufficio.

Dopo mesi di attesa finalmente siamo riusciti a vedere il film e possiamo dirvi che The Belko Experiment è effettivamente Battle Royale versione ufficio, ma con molto, molto più sangue.

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Durante una normale giornata di lavoro i dipendenti di un’azienda governativa vengono chiusi dentro l’edificio sede degli uffici. Una voce tramite gli altoparlanti li informa che entro qualche minuto dovranno uccidere due persone, altrimenti ci saranno conseguenze. Tutti pensano ad uno scherzo di cattivo gusto e non fanno nulla, i minuti a disposizione scadono e le teste di alcune persone esplodono (letteralmente). No, non è uno scherzo. L’altoparlante dà un nuovo ordine: entro due ore 30 persone dovranno essere morte, altrimenti esploderanno 60 teste.

E il macello ebbe inizio.

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Da un punto di partenza del genere ci aspettavamo senz’altro qualcosa di estremamente divertente. Quello che non ci aspettavamo però era una dose di sangue e violenza così alta. McLean e James Gunn se ne fregano di qualsiasi compromesso e ci regalano 90 minuti di carneficina incontrollata durante la quale nessuno dei personaggi è al sicuro, dal più inutile al protagonista. E’ chiaro quasi da subito che The Belko Experiment altro non è che un giocattolo insanguinato molto stuzzicante. Profondità zero, pretese zero, solo violenza e adrenalina. Facciamo giusto in tempo a conoscere le regole del gioco e a farci un’idea di chi saranno i buoni e i cattivi che parte la mattanza: gente giustiziata in ginocchio stile nazi, accoltellamenti, accettate in faccia, colli spezzati…un genio addirittura fabbrica delle molotov artigianali e dà fuoco alla gente. Insomma, regna una bella atmosfera.

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A dirla tutta, in un’epoca di stragi e attentati come quella che stiamo vivendo adesso fa un po’ effetto vedere persone abbattute a caso a pistolettate mentre scappano in preda al panico…per qualche secondo Bataclan e cose simili tornano alla mente e si suda un po’ freddo. Ma è comunque una sensazione passeggera.

Il ruolo dell’eroe buono è affidato a John Gallagher Jr. (il tipo di 10 Cloverfield Lane), affiancato dalla bella e cazzuta Adria Arjona. I due cercheranno di fermare il COO dell’azienda (Tony Goldwyn), determinato a giustiziare 30 persone a sangue freddo per mettere fine al gioco, e lo squilibrato John C. McGinley (il Dr. Cox di Scrubs), miglior personaggio in assoluto. Come ho già detto, nessuno sarà al sicuro.

Il film di McLean resta però poco più che un horror caruccio e divertente, buono per l’estate: manca il colpo di genio che può far alzare l’asticella, che lo renda davvero un film spesso. Nel finale c’è un mezzo spiegone su ciò che sta accadendo, ma è una spiegazione frettolosa e un po’ banalotta, che manca di quel significato di cui avrebbe bisogno il film (non è Get Out, per intenderci). Lasciamo poi perdere la satira sulla vita da ufficio e sui governi eccetera che vabbè, chissenefrega.

Ma The Belko Experiment è bastardo e veloce quanto basta per essere un ottimo passatempo e ci sentiamo in ogni caso di consigliarvelo. Se non altro per vedere Perry Cox che ammazza gente a caso in preda ad una crisi isterica. Probabilmente quello che ha sempre desiderato fare all’Ospedale Sacro Cuore.

VOTO: 6,5 


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