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Cannes 2017: le pagelle degli Sbandati

Cannes 2017: le pagelle degli Sbandati

Hey hey hey, siamo agli sgoccioli del Festival di Cannes, domani si assegnano Palma d’Oro e premi minori e non potevamo arrivare alla fine senza avervi dato i nostri giudizi sui film proiettati (dopo averveli presentati QUI).

A quanto pare la Palma d’Oro Sbandata se l’è guadagnata Ozon, mentre solo insulti per  Jacques Doillon. Ma andiamo con ordine e vediamo tutti i giudizi dei nostri inviati V. e Ale Z.

120 battements par minute

120 battements par minute

Concorso

120 BATTEMENTS PAR MINUTE di Robin CAMPILLO
Un grande film corale che racconta l’associazione di attivisti contro l’AIDS Act-Up Paris, all’inizio degli anni ’90. Emozionante l’intreccio del racconto di quegli anni con le storie personali dei protagonisti.
VOTO: 8

HAPPY END di Michael HANEKE
Sempre caustico con le tradizioni borghesi, Haneke non riesce pero’ ad essere intenso come in altri film. A tratti molto divertente, almeno per gli spettatori piu’ audaci, merita comunque un plauso per l’uso efficace (a 75 anni) di Snapchat!
VOTO: 7,5

Happy End

Happy End

KROTKAJA di Sergei LOZNITSA

Un film russo che parla ai russi, con una protagonista il cui solo viso è già simbolo del destino di una nazione. Loznitsa per due ore ci porta in un romanzo russo, in cui il fato segna ogni gesto, e in cui la salvezza non viene nemmeno presa in considerazione. Un film perfetto se non fosse per l’ultima mezz’ora delirante, che fa quasi pensare a uno scherzo del montatore.
Voto difficilissimo: 8 la prima parte, 4 la seconda, 6 la media.

L’AMANT DOUBLE di François OZON
Hitchcock e Polanski fanno capolino in questo gioiellino inaspettato che ci porta nella testa e – letteralmente – nel corpo di una Marine Vacht che mozza il fiato. Sornione e lucidissimo, Ozon gira un giallo che fa dell’ironia il colpo di scena più inaspettato.
VOTO: 8

L'Amant Double

L’Amant Double

RODIN di Jacques DOILLON
Sceneggiato proto-RAI sulla vita di Rodin, non si salvano nemmeno i costumi.
VOTO: 1

THE BEGUILED di Sofia COPPOLA
Torrido e sottile, The Beguiled si rivela meno diretto e più insinuante dell’originale di Don Siegel. Sofia Coppola dirige con classe un gineceo glaciale di cui Farrell è inconsapevole preda.
VOTO: 7,5

THE KILLING OF A SACRED DEER di Yórgos LÁNTHIMOS (doppio voto perchè ha creato attriti interni)
Il greco Lanthimos pesca a piene mani nella tradizione drammatica ellenica per riproporre una stentorea versione del mito di Ifigenia. Interpreti ottimi, musica da cardiopalma, trama perfetta. Anche troppo, sotto la tensione si intravede il niente.
VOTO: 6,5 (V.)
Strano, inquietante, tesissimo. Grandi interrogativi morali in un film che non perde mai la tensione. Per palati forti.
Voto 8,5 (Ale Z.)

THE SQUARE di Ruben ÖSTLUND
Ruben Östlund si conferma il regista delle idiosincrasie contemporanee. Al centro sempre un maschio (quasi) alfa alle prese con la vita, questa volta l’obiettivo prende di mira il bianco mondo dell’arte contemporanea, con filantropia annessa. Meno coeso di Forza Maggiore, ma altrettanto eccessivo, fastidioso e disturbante. Avercene.
VOTO: 7,5

the-square

Fuori Concorso

LES FANTÔMES D’ISMAËL di Arnaud DESPLECHIN
Una moglie che ritorna dopo vent’anni dal marito regista, diviso a questo punto tra due donne e in crisi creativa. Film confuso, personaggi insopportabili.
VOTO: 5

HOW TO TALK TO GIRLS AT PARTIES di John Cameron MITCHELL
Un bel pastiche tra punk e fantascienza. Senza grosse pretese ma di grande vitalità. Superlativa Elle Fanning.
VOTO: 7

HTTTGAP

HTTTGAP

Un Certain Regard

DOPO LA GUERRA di Annarita ZAMBRANO
Apprezzabile il tentativo di raccontare un vecchio terrorista rifugiato in Francia. Purtroppo manca completamente di sfumature.
VOTO: 5,5

JEUNE FEMME di Léonor SERRAILLE
Opera prima della francese Léonor Serraille, non travolge né disgusta e fa ben sperare per il futuro. Quasi due ore in compagnia di una giovane donna “larger than life”, l’amica folle con cui tutti vorremo uscire una sera col pericolo però che si installi per mesi sul divano in salotto. Fotografia notevole e a tratti davvero toccante.
VOTO: 7 

Jeune Femme

Jeune Femme

Quinzaine

L’AMANT D’UN JOUR di Philippe GARREL
Garrel è come quegli artisti di strada che dipingono tuttora quadri impressionisti. Rassicurante, ma la forza rivoluzionaria della Nouvelle Vague non c’è piu’.
VOTO: 6

Acid

LE CIEL ETOILE AU-DESSUS DE MA TETE di Ilan KLIPPER
Trionfo del vaudeville franzoso e decostruito, quest’opera prima regala un protagonista tanto irritante quanto umano. Film imperfetto e immaturo, ha il pregio di dipingere un campionario umano indimenticabile, capitanato da Bruno, degno epigono di Toni Erdmann.
VOTO: 6


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