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La notte brava del soldato Jonathan

La notte brava del soldato Jonathan

La notte brava del soldato Jonathan è il cretino titolo italiano di The Beguiled (1971), film di cui Sofia Coppola ha da poco girato il remake con Kirsten Dunst, Elle Fanning, Nicole Kidman e Colin Farrell.

Siamo allora andati alla scoperta dell’originale e abbiamo trovato una bella perla torbida della New Hollywood.

Metà Ottocento, Guerra di secessione. Il soldato nordista Jonathan McBarney (Clint Eastwood) si trova in una zona controllata dai sudisti. È gravemente ferito alle mani e a una gamba. Viene trovato da una bimba di 12 anni che sta raccogliendo dei funghi e portato in salvo in una scuola femminile poco lontano. L’arrivo del belloccio  Jonathan (quanto era figo Clint da giovane? altro che le fighette di oggi) crea scompiglio nel collegio. Dalla matura direttrice (Page) alla castigata insegnante di francese (Hartman) fino alla ninfetta Carol (Harris), tutte le donne o quasi della scuola perdono la brocca per il maschio nuovo arrivato. Il soldato, da parte sua,  dopo anni di guerra senza vedere una femmina, è totalmente obnubilato dal figame e flirta praticamente con tutte. La situazione, come prevedibile, sfugge di mano e vendette, gelosie e violenza (molta violenza) sono in agguato.

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Tralasciando il ridicolo titolo italiano – che tra l’altro non rispecchia la trama, svolgendosi questa nel giro di diverse settimane e non in una sola notte – passiamo direttamente a tessere le meritate lodi del film.

Girato da quel vero duro di Don Siegel (L’invasione degli ultracorpi; Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo; Fuga da Alcatraz), The Beguiled è un thriller ambiguo e lento, che con il passare dei minuti fa salire la tensione erotica nella scuola. Si tratta di un film decisamente osé, che parla della guerra tra i sessi in un modo sfacciato, coraggioso e forse un pelo disturbante (Clint Eastwood si limona la bambina 12enne dopo 5 minuti di pellicola, così per fare un esempio).

Chiudendo i protagonisti dentro la casa/prigione, il regista mostra lo scompiglio che porta la comparsa di un uomo dentro un gruppo di sole donne: sempre pronte a farsi la guerra tra loro, queste diventano ancora più perfide quando si tratta di farla pagare al maschio traditore. Caratterizzato da un approccio leggermente misogino, il film descrive l’inclinazione al crocerossismo delle donne come il rovescio della medaglia della possessività, in cui il confine tra cure e torture è estremamente labile. Dall’altra c’è il maschio, descritto come un fesso che ragiona solo con il pisello e che non si rende conto di star innescando nn effetto domino che lo travolgerà.

In un certo senso anticipatore di Misery non deve morire, il film è l’ennesima testimonianza della grandissima libertà in cui lavoravano i registi americani negli anni ’70: sesso, violenza, egoismo, sopraffazione, (quasi)pedofilia, perversione. Tutto concentrato in un film che procede come un drama-thriller e che fa della lentezza e dell’atmosfera le sue armi più affilate. Gran prova di Clint Eastwood.

Una considerazione finale sul remake dell Coppola che vedremo a Cannes tra poche settimane: The Beguiled sembra una versione soft-horror de Il Giardino delle vergini suicide. Vedremo.

La notte brava del soldato Jonathan, 1971, Don Siegel


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