John Wick: Chapter 2

E’ tornato John Wick. E’ tornato l’uomo nero. Ancora Chad Stahelski in regia, ancora Derek Kolstad alla sceneggiatura e ancora, ovviamente, Keanu Reeves protagonista.

Non serve dire altro se non che per adesso Chapter 2 è il film più esplosivo e spaccone dell’anno. Iniziamo.

Era il gennaio 2015 quando uscì John Wick, film che ci piacque non poco e che di fatto rilanciò la carriera di Keanu Reeves, che da troppo tempo cercava di scrollarsi di dosso Neo. Quello di Stahelski non era solo un film action sparatutto, era IL film action sparatutto: spettacolare, violento, ben recitato e, soprattutto, ben scritto.

Il sequel segue la scia di quel film, migliorando i personaggi secondari, aumentando (se possibile) un ritmo già frenetico e facendo fare un bel viaggetto a Wick nel nostro bel Paese, l’ITAGLIA. Eh sì, perchè il buon John si trova ricattato da Santino D’Antonio (Scamarcio), un camorrista che vuole prendere il posto della sorella (la Gerini) a capo dell’organizzazione. Ordina così a John Wick di andare ad ammazzarla, facendo leva su un giuramento che l’ex sicario amante dei cagnolini aveva fatto tempo prima. John non può rifiutare e parte per la Capitale. Lì affronterà una difficile missione, nella quale ucciderà tipo 467 persone, facendola franca. Poi tornerà in Ammerega, dove scoprirà di esser stato fregato da Scamarcio. Cercherà vendetta. Ma non sarà facile: Wick ha nuovamente una taglia sulla sua testa e tutti vogliono farlo fuori. Carneficine che volano libere. Tutto bellissimo, tutto elettrizzante, tutto fantastico. Il finale, poi, fa esplodere l’applausometro.

Giocattolini

Giocattolini

Sono talmente tante le cose fighe presenti in Chapter 2 che bisognerebbe trascrivere riga per riga la sceneggiatura per rendere bene l’idea. Non basta citare la spettacolare scena iniziale nel garage contro i russi, non basta raccontare la clamorosa sparatoria tra le catacombe, non basta citare la scena nella quale John si sceglie con cura le armi (in un’armeria privata con tanto di sommelier) e il vestito per affrontare la battaglia a Roma e non è sufficiente esaltare il clamoroso rientro di John a New York con nemici OVUNQUE pronti ad aggredirlo per fargli la pelle. Tutto questo non basta. Perchè si rischierebbe di lasciare fuori l’epica performance di Claudia Gerini, un Laurence Fishburne stile Ghost Dog capo della banda degli homeless, lo scontro finale dentro un’opera d’arte post-moderna fatta di pareti a specchio o l’elegante e scorsesiano (che termine di merda) Ian McShane

Tutto brilla e luccica ed esplode e ti colpisce quando meno te lo aspetti in John Wick. Stahelski fa dei passi in avanti significativi nei combattimenti, guardando molto di più al cinema orientale rispetto al primo film. Il ritmo è impressionante, imparagonabile a qualunque pellicola action uscita da Hollywood: i punti di riferimento qui sono The Raid, Headshot e altri compari con gli occhi a mandorla.

step

Hai capito Step?

La cosa bella di John Wick è che non scade mai nel tamarro. Non è Fast & Furious, non ti viene mai da dire “sì vabbè, che cazzata“. E’ tutto fottutamente serio e reale ed è impossibile non sentirsi coinvolti nelle missioni del protagonista. Seguiamo passo passo John attraverso risse e sparatorie come se ci trovassimo in un videogioco FPS e dopo il venticinquesimo colpo di arma da fuoco di fila ti viene quasi naturale iniziare a spostarti per cercare di schivare le pallottole. Vedere questo film in sala è, insomma, un divertimento unico.

C’è anche la ciliegina Ruby Rose, ma di quella potremmo anche non parlare. E’ sufficiente quello che fa Keanu Reeves, spietato ed unstoppable (anche se ogni tanto sembra arrancare un pochino), sempre più lontano dal mondo cyberovattato di Matrix e a suo agio in mezzo alla strada, cane al suo fianco, a cercare pace e redenzione. Se siete curiosi di sapere come se la cavano i nostri connazionali…beh, Scamarcio parte maluccio ma esce alla distanza: è un vero italiano viscido e bastardo e ci sta alla grande. La Gerini si vede poco ma ha un’uscita di scena clamorosa, con uno dei momenti visivamente più intensi del film. Insomma, promossi.

john wick e matrix

John Wick è l’emblema dell'(anti) eroe action moderno, uno che vorrebbe solo starsene in pace col suo cane e che invece si trova sempre in mezzo al casino per colpa di qualcuno. Lo amiamo per questo: John non è un egomaniaco che vuole salvare i deboli o gli oppressi, è uno che vive nel ricordo del suo amore perduto e che empatizza solo con i cani. Del mondo e delle persone non gliene può fregare di meno. Questa per me è la cosa più bella del John Wick personaggio. Faremo sempre il tifo per lui e attendiamo con ansia il probabile, inevitabile, terzo capitolo.

Vai John, ammazzali tutti.

VOTO: 7


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