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The Devil’s Candy

The Devil’s Candy

Oggi parliamo di un film horror che fa paura. Certo, tutti i film horror se ben fatti dovrebbero far paura, ma sono tempi bui e ormai non è cosa scontata. The Devil’s Candy fa paura. E’ il secondo film di Sean Byrne (il primo è stato il carinissimo The Loved Ones), che dopo aver girato i Festival di mezzo mondo per quasi 2 anni (ha debuttato a Toronto nel settembre 2015) è stato finalmente distribuito in VOD pochi giorni fa. Si parla di Satana e di una casa maledetta, ma non ci sono di mezzo preti, esorcismi e possessioni. Il Diavolo si palesa attraverso sussurri nelle orecchie delle sue vittime, spingendole a compiere atti violenti ed estremi. In The Devil’s Candy Satana ha sete di sangue di bambini, le vittime col sangue più dolce. Le sue candies, appunto.

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Il film inizia con un panzone inquietante, Ray, che si sveglia in piena notte sentendo delle voci. Il suo metodo per non cedere a ciò che le voci gli dicono di fare è attaccare una chitarra elettrica all’ampli e suonare accordi distorti a tutto volume. La vecchia madre però non è molto d’accordo e piomba in camera minacciando di rispedire il figlio nell’ospedale psichiatrico da cui proviene. Il figlio smette di suonare. Le voci riprendono. La vecchia finisce col cranio spaccato giù dalle scale.

La casa del delitto viene comprata tempo dopo dagli Hellman, allegra famiglia metallara capitanata da un pittore, Jesse (un Ethan Embry in versione Rust Cohle). Ascoltare Sunn O))) e Slayer però non renderà la vita più facile agli Hellman di fronte a Satana. Non solo Jesse cadrà vittima dei sussurri malefici, ma dovrà anche difendere la sua famiglia dal ritorno di Ray, ormai completamente abbandonato ai voleri del Diavolo e trasformatosi in un serial killer.

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Sean Byrne fa due cose per indirizzare subito il suo film sul binario giusto: ci fa empatizzare al massimo con la famiglia protagonista (come non si può voler bene a padre e figlia metallari che cazzeggiano e ascoltano in macchina roba tipo i Cavalera Conspiracy? La OST heavy tra l’altro è davvero un’arma in più e sarebbe ora che il cinema horror iniziasse ad usare con più frequenza il metal) e parallelamente ci mostra l’orrore delle gesta di Ray Smilie (un viscido e bravo Pruitt Taylor Vince), personaggio che mette davvero i brividi.

Il Diavolo si manifesta solo attraverso flebili voci che si insinuano nelle orecchie degli uomini spingendoli a uccidere e a fare del male. Non c’è una presenza concreta e visibile del Demonio nel film (il crocifisso che si rovescia a inizio film viene presto sostituito da un poster dei Ghost) e questo serve a rendere ancora più spaventoso Ray (che comunque con la sua corporatura imponente e la sua scarsa igiene fa già paura al primo sguardo), vero pazzo che agisce in preda ad una forza più grande di lui, scusandosi anche con le sue vittime prima di farle a pezzi.

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Il film di Sean Byrne ha inoltre dalla sua una grande forza visiva. Già nel suo primo film il regista aveva mostrato una particolare attenzione per la costruzione dell’immagine (Simon Chapman è di nuovo alla fotografia), ma qui perfeziona il suo lavoro, lasciandosi alle spalle quell’ipersaturazione dei colori che fa molto teen horror e che aveva caratterizzato The Loved Ones. Il fatto che Jesse dipinga su tela i delitti ha dato la possibilità a Byrne di costruire sequenze di grande impatto, incentrate sul parallelo dipinto/omicidio e colore/sangue. L’arte è inoltre un tema importante all’interno del film: se Ray cerca di allontanare le voci suonando la chitarra, Jesse si sfoga sulla tela. Only art can save us, insomma. Un po’ da Smemoranda, ma va bene così.

The Devil’s Candy ha tutto quello che serve per essere uno dei vostri horror preferiti di questi primi mesi del 2017: il sangue, il Diavolo, la violenza, gli incubi, il metal, la tensione. Il finale spettacolare in mezzo al fuoco e alle fiamme ci fa anche perdonare l’ingenuo accostamento Jesse/Jesus. Sean Byrne sei bravo, non farci aspettare altri 6 anni per un tuo film, grazie.

Se siete dei merdallari, la bella OST potete trovarla QUI.

VOTO: 7


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