The Great Wall

Medioevo cinese. William (Matt Damon) e Tovar (Pedro Pascal) sono due mercenari europei in Cina con una missione: recuperare la ricercatissima “polvere nera”, sorta di polvere da sparo, e portarla in Occidente. Catturati dall’esercito alla difesa della Grande Muraglia finiscono per combattere con loro contro dei mostri verdi, denominati Taotie, che ogni sessant’anni minacciano il mondo degli uomini.
Intanto, punti fermi: The Great Wall è segnato nei cinema UCI sotto il genere Storico. E già qui siamo veramente al top.
Seconda cosa: il regista è Zhang Yimou, che un tempo faceva film intimisti e #sensibili come Lanterne Rosse o La Locanda della Felicità e poi è passato al filone Hero, Foresta dei Pugnali Volanti, La città proibita fino ai mostri di quest’ultimo, la più grossa produzione cino-americana della storia. Tanto di cappello.
The Great Wall soddisfa le aspettative: la muraglia (anche se si vede poco in larga scala) è grandiosa, Matt Damon un po’ ingrassato e invecchiato sempre una garanzia, i mostri si vedono dopo neanche mezz’ora di film e ci troviamo immersi nella battaglia, effetti speciali a non finire fatti da dio, costumi pazzeschi e ritmo incalzante. Tutto quello che si poteva volere da un giocattolone così c’è.
Matt Damon, formidabile arcere, sorta di marines-mercenario-Robin Hood medievale.

 

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E ci si risparmia pure la deriva love story che Hollywood avrebbe preteso: qui crisi di coscienza, riflessioni sulla fiducia, codici militari, rispetto, amicizia, incontro occidente-oriente. Insomma, un sacco di cose buttate lì che non stonano, quasi un pamphlet del buon rapporto tra Cina e Usa per difendersi dai mostri che possono distruggere il mondo. Significato ambiguo, ma vabbè.
Inoltre con la presenza di star cinesi (che faranno piacere a Pechino) come Andy Lau, ma soprattutto Jing Tian, eroina femminista che fa dei bungee jumping con lance contro i mostri insieme ad altre fortissime guerriere coraggiosissime (in Cina sono avanti). Grande Jing, nuova Gong Li, sorta di ibrido tra Final Fantasy e una locandina di un centro massaggi.
Eccola:

 

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Tra immagini visivamente splendide e sequenze di massa impressionanti, il film porta a casa il risultato.

 

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Le bellissime mongolfiere create nel film

Un tipo che balla sulla Muraglia:

Un plauso speciale alla parte di Willem Dafoe, uno dei ruoli più inutili e prescindibili della sua carriera. Un personaggio in equilibrio tra un frate del Nome della Rosa, un cattivo avido della Mummia che finisce male e Rasputin.

 

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 Non puoi competere con la Cina [cit.]

 

 VOTO: 7


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