La Bestia

Un marchese cerca di far sposare il figlio (Pierre Benedetti) a Lucy (Lisbeth Hummel), una giovane americana . La notte precedente al matrimonio lei fa sogni pieni di erotismo, dove rivive ciò che capitò alla sua antenata Romilda (Sirpa Lane), inseguita, aggredita e violentata da un mostro peloso nei boschi. Si scopre poi che anche il futuro marito ha qualcosa di “speciale”.

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La Bête (uscito in Italia con il titolo La Bestia) è un film del 1975 diretto dal regista polacco Walerian Borowczyk, ispirato alla leggenda popolare francese della Bestia del Gévaudan (la stessa che ha ispirato Il Patto dei Lupi).

Nato come un cortometraggio per i Contes immoraux (Racconti Immorali, 1974); il suo titolo doveva essere La véritable histoire de la bête de Gevaudin; il riferimento va ovviamente alla leggenda della bestia del Gévaudan, un’essere di provenienza e natura sconosciuta (peloso, vagamente canino) che in pochi anni nel Settecento massacrò parecchie persone nelle campagne francesi.

La Bestia uscì in Francia nel 1975 con un divieto di visione ai minori di 18 anni, e solamente a metà dell’anno successivo uscì in Italia dove, bollato dai distributori come film pornografico, fu immesso nel circuito delle sale dedicate al cinema a luci rosse.

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Piccolo cult, sorta di b-movie erotico europeo e uno dei film più riusciti di Borowczyk (probabilmente il suo capolavoro), il film è imperniato su un’atmosfera tra il surreale, l’ironico, e sospeso in uno straordinario bilanciamento tra erotismo e pornografia, reso unico da quell’ambientazione che ricorda certe novelle libertine del diciottesimo secolo.

Tra i riferimenti a situazioni buñueliane, si passa dalla rottura delle certezze nobili-alto borghesi e un’immersione nel sesso come sorta di organismo travolgente che devasta tutto, cambiando le regole del gioco. Il film è così in bilico, tra riferimenti espliciti alla natura (l’accoppiamento dei due cavalli all’inizio del film, l’ossessione per animali, cibo, carne) e riferimenti sovversivi (il cameriere di colore che si porta a letto la figlia del marchese, ossessionata dai pomelli del letto) che vanno a infrangere gli ordini sociali, per un inno all’amore carnale senza nessun doppio significato morboso o malato.

Inconscio, onirico, atti masturbatori ripetuti, eiaculazioni mostruose sono le caratteristiche che percorrono il film, che tra lungaggini (una prima parte decisamente lunga e abbastanza soporifera, nonostante la dose di ironia sottotono) e veri e propri trip (i sogni di Lucy sono da antologia, con quel clavicembalo in sottofondo e la camera che segue gli inseguimenti della bestia nel bosco), prende durante la visione sempre di più una piega hard, spinta dal nonsense generale, e un certo clima da film per adulti anni settanta, che ne fanno un gioiello unico inclassificabile.

Il film, nonostante la collocazione da parte dei distributori, ebbe comunque un buon successo, dato anche sulla scia del filone “zoofilo”, film a bassissimo costo hard come La bestia nello spazio (con Sirpa Lane), La bella e la bestia (con Lisbeth Hummel) o Bestialità. Un cinema tutto da scoprire.

Si spera nel remake con Emma Watson.

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La Bestia, 1975, Walerian Borowczyk


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