Incarnate

Ogni volta che esce un film su esorcismi e possessioni dentro di me una voce grida “Ooohhh noooo…” e mi intristisco subito tanto perchè so già che nonostante cerchi di resistere alla fine cedo e me lo guardo, buttando due ore della mia vita nel cesso (le eccezioni sono firmate Mr. Wan). Febbraio 2017, esce Incarnate e ovviamente non me lo perdo. Ma questa volta c’è almeno qualcosina che stuzzica la mia curiosità: in primo luogo c’è di mezzo la Blumhouse (che è già un buon punto di partenza) e poi alla regia c’è quel Brad Peyton del quale per qualche strano gioco del destino ho visto TUTTO ultimamente, compresa la sua serie tv con Jason Momoa. Non che Peyton sia un genio, anzi, però è un mestierante che ultimamente si sta guadagnando un sacco di credito a Hollywood (gli han dato dei soldi per fare il sequel di San Andreas, fate voi…). Totalmente a caso poi i protagonisti sono Aaron Eckhart e il regazzino che fa Bruce Wayne in Gotham. Gli ingredienti per vedere per lo meno qualcosa di divertente potrebbero anche esserci.

Risultato? Incarnate è un film brutto.

incarnate ciccio

La storia è basic: un bimbetto di nome Cameron viene posseduto da un demone dopo esser stato aggredito in casa sua da una barbona entrata dalla finestra. Who you gonna call? No, non un prete. Questa è la “novità” che lo sceneggiatore Ronnie Christensen (uno che ha all’attivo capolavori come questo e questo) inserisce nella storia: a combattere il demone non arriva il classico esorcista ma uno scienziato (il Dr. Ember, Aaron Eckhart) che possiede il dono di riuscire durante il sonno ad entrare nella mente della persona posseduta. In pratica il buon Ember si fa riempire di flebo e aghi e aggeggi dai suoi collaboratori, si fa addormentare e plana nella mente del bimbo indemoniato per combattere contro il demone, in una realtà fasulla creata dal maligno per intrappolare per sempre le sue vittime. Esatto, Inception. Perchè Ember fa tutto ciò? Perchè anni prima ha fatto un frontale con un’auto guidata da una donna posseduta, perdendo moglie e figlioletto. E ora va a caccia del demone che ha causato la morte della sua famiglia per vendicarsi. Il demone si chiama Maggie (lol).

aaron

Volendo essere onesti e buoni potremmo riconoscere al film di Peyton che l’idea scopiazzata ad Inception non è malaccio e ci sta, così come l’effetto Altrove/Insidious quando il Dr. Ember si muove all’interno delle menti delle persone possedute. Ma le note positive si fermano qui, sovrastate da quelle negative o, per meglio dire, comiche. Partiamo dai personaggi: Aaron Eckhart sulla sedia a rotelle trasandato con capello unto per far vedere che ha sofferto si trasforma in figo elegante quando entra nelle menti dei posseduti (ma perchè?!?); gli aiutanti del Dr. Ember, Oliver e Riley, sono rispettivamente un metallaro e una tipa emo di trent’anni (…), esperti in computer e medicina (a caso); l’inviata del Vaticano è la meno credibile di tutta la storia degli horror (giudicate voi); il padre del bambino è il classico alcolizzato che stai nei bar di terza mano con delle peripatetiche.

Insomma, sui personaggi non c’è stato questo gran lavoro di scrittura, cosa che non avviene nemmeno per quanto riguarda il resto della storia, talmente scarna e povera da trovare dei sussulti solo quando Eckhart si mette a fare a cazzotti. Sì, il protagonista prende i demoni a pugni in faccia (questa è una cosa bellissima, ammettetelo). Purtroppo nemmeno il sangue viene in soccorso al film di Peyton, che oltre ad un paio di colli spezzati e ad una gola tagliata non va.

thumbnail14

Incarnate nella sua bruttezza non risente della pesantezza di molti suoi colleghi che abbiamo visto negli ultimi anni, risultando comunque un prodotto piuttosto fresco e digeribile per il grande pubblico. Resta il fatto che sembra di assistere ad una puntata di una serie tv e non ad un film con una sua profondità, un suo stile, un suo perchè. Tutto il film è piuttosto piatto e anche il colpo di coda finale con il giochetto nolaniano del realtà/finzione va a sfociare presto in una conclusione piuttosto risibile.

Vade retro.

VOTO: 4,5


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.