Christine

Un biopic preciso ed intenso che ti prende allo stomaco dal primo all’ultimo minuto. Antonio Campos racconta la storia della giornalista americana nel modo migliore possibile. Rebecca Hall grandiosa.

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Christine era una giornalista televisiva di Sarasota, Florida. Il 15 luglio 1974, durante la diretta del telegiornale del pomeriggio, tirò fuori dalla sua borsetta una pistola e si sparò alla tempia. Christine aveva 29 anni.

Antonio Campos dopo un paio di film interessanti ma mai davvero convincenti (Afterschool del 2008 e Simon Killer del 2012) decide di raccontare la storia di Christine Chubbuck (con sceneggiatura di Craig Shilowich) e pesca il jolly, realizzando al tempo stesso il suo miglior film e il dipinto malinconico di una donna che ha deciso di mettere fine alla sua vita in un modo così violento e sconvolgente. Ma Christine non è un semplice biopicè un film sul giornalismo, sulla depressione e sulle donne. Rebecca Hall è bravissima nei panni della Chubbuck, una donna intelligente e complessa, che si ritrova alla soglia dei 30 anni a lottare su più fronti, perdendo progressivamente le forze e la speranza nel futuro che ha sempre sognato. Il sogno di Christine è quello di fare carriera nel giornalismo televisivo, il lavoro che ama e che odia veder declassato a semplice contenitore di news scandalistiche da dare in pasto a spettatori decerebrati. Siamo negli anni ’70 e non è facile per una donna emergere sul lavoro, figuratevi in tv. Christine le prova tutte e ci mette il cuore, ma non basta mai. Il sogno di Christine è anche quello di avere un marito, dei figli, una famiglia, l’amore. Ma non è facile per una ragazza chiusa, scontrosa all’apparenza e che è immersa 24h su 24 nel suo lavoro. Senza contare la depressione. E un tumore alle ovaie che la colpirà poco prima del suo suicidio.

Sì, è un film di una tristezza disarmante che prende lo stomaco e lo contorce. Ma è un film importante per capire il suicidio, per capire la depressione e per capire Christine. Campos fa un ottimo lavoro nel tracciare il profilo psicologico di una donna che fa fatica a trovare pace in ogni ambito della sua vita, così come ottima è la ricostruzione di una redazione televisiva anni ’70, tra anchor man bellocci e cocainomani (Michael C. Hall) e direttori ossessionati dallo share (Tracy Letts). Anche se vi ho parlato quasi solo della protagonista finora, questo è un film che mette sotto i riflettori in maniera pesante il mondo dei media e del giornalismo tv (inventatevi un riferimento a caso a Quinto Potere che va bene, siamo da quelle parti).

Non importa se siete tristi, non importa se siete insensibili e non importa se siete emotivamente instabili: guardate Christine perchè è un gran bel film che vi lascerà dentro qualcosa di importante. Sta a voi capire cosa. E come gestirlo. Vi aiuterà a capire meglio voi stessi e/o qualcuno che vi sta a fianco. Ecco, magari non sparatevi. Scherzo.

:'(

Christine, 2016, Antonio Campos


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