Snowden

La cosa migliore da scrivere per una recensione esaustiva di Snowden sarebbe “Guardatevi Citizenfour“, chiudendo la faccenda subito. Non lo farò, perchè Oliver Stone è pur sempre il vecchio Oliver che tante gioie ci ha regalato in passato e quindi si merita un po’ di rispetto. Il concetto di base, però, non può cambiare, perchè il biopic sull’informatico più odiato d’America (almeno dal Governo) è un film tendenzialmente inutile.

A quattro anni dal suo ultimo film di fiction (quel coso strano intitolato Le Belve) Stone torna a raccontare il potere oscuro dell’America, questa volta prendendo di mira il controllo che il Governo americano esercita sulle vite dei propri cittadini attraverso l’uso indiscriminato delle intercettazioni e della raccolta dei dati digitali. Ma in Snowden c’è anche la volontà di mostrare come un ragazzo nerd infottato con computer, CIA e difesa della Patria arrivi al punto di ribellarsi gridando Fuck the system.

snowden metal jacket

Snowden film politico quindi, ma con più di un occhio all’uomo Edward. Chi è Ed Snowden? Non ve lo dico, GUARDATEVI CITIZENFOUR o leggete qui. Comunque, Edward Snowden è una persona noiosissima. Se avete visto i documentari su di lui vi sarete accorti che è un uomo senz’altro brillante e intelligente ma di una freddezza e di una noia spaziali. Però è un imparanoiato peso e questa caratteristica permette a Stone di dare un po’ più di pepe ad una storia che altrimenti si perderebbe tra computer, colletti bianchi della NSA, giornalisti e camere d’albergo. Se c’è una cosa che Stone riesce a fare bene in questo film è raccontare la nascita della paranoia in Edward Snowden, quella paranoia che poi sfocerà in malattia e che lo porterà a mollare tutto.

Se la parte iniziale del film è piuttosto didascalica e serve solo ad introdurre Ed come un buon americano che vuole servire la Patria nell’esercito (salvo poi sfracellarsi una gamba scendendo dal letto a castello come un idiota), qualcosa inizia a muoversi con l’ingresso in scena della fidanzata di Ed, Lindsay (Shailene Woodley), che col passare del tempo diventerà una sorta di specchio/confessionale per Snowden. E’ proprio nel rapporto con Lindsay che Ed inizia a dar segni di sclero, stalkerando i social della ragazza e temendo di essere ripreso dalla webcam del portatile mentre fa sesso. La paranoia di essere spiato diventerà un chiodo fisso per Ed, facendo nascere in lui la questione morale che poi lo porterà al tradimento (non della donna ma del sistema).

snowden-movie-joseph-gordon-levitt-shailene-woodley

Se i tormenti interni del giovane hacker e la sua storia d’amore complicata dopo un po’ rompono sonoramente i coglioni, ecco arrivare l’Oliver Stone politico, qui in versione semplificata per famiglie. In pillole, Oliver vuol farci sapere che:

  • il Sistema è marcio;
  • dopo l’11 settembre il Governo e le agenzie di sicurezza americane han fatto un po’ il cazzo che han voluto;
  • Obama delusione totale: non è cambiamento ma è kasta;
  • i politici mentono, i militari mentono, il Governo mentono!
  • in Medioriente si bombarda a caso schiacciando pulsanti in ufficio mentre si mangia una ciambella e si ride col collega;
  • con la scusa del terrorismo gli Stati Uniti controllano il mondo, economicamente e politicamente;
  • se sei un austriaco in vacanza a Barcellona e tradisci la tua ragazza con un puttanone locale dopo 10 long island, la NSA lo sa;
  • siamo spiati attraverso internet, attraverso i cellulari, attraverso i satelliti, attraverso i droni;
  • gli inglesi son peggio degli americani;
  • è tutto un po’ kasta;
  • c’è omertà.

 

gordon levitt

No, nemmeno il lato politico del film, quello un po’ più thrilling, dà la forza giusta a Snowden. La (poca) forza il film la prende dall’esperienza e dalla messa in scena di Oliver Stone, che realizza comunque un film solido e nel suo stile (che poi sia uno stile ormai un po’ sorpassato e vecchiotto, amen…) e dalla ottima performance di Joseph Gordon-Levitt che non ci stupiremmo di vedere candidato all’Oscar. Insomma, Snowden è un film del quale potevamo fare a meno, un film che poco aggiunge a quanto già sapevamo sullo scandalo scoppiato nel 2013 e che non riesce a farci appassionare alle vicende personali dell’uomo.

Non siamo ai livelli patetici di World Trade Center o a quelli un po’ comici di W., il film è comunque piacevole da guardare, ma mmmh…no. Diamo una pacca sulla spalla a Oliver e proseguiamo oltre.

Però c’è Nicolas Cage che fa una comparsata, quindi mezzo voto in più.

VOTO: 5,5


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