Animali Fantastici e dove trovarli

Toy Story, Indiana Jones, Star Wars… Insomma, ormai l’abbiamo capito bene che con i franchise non è mai detto che sia finita e che anche le storie più chiuse di un conclave potrebbero sempre tornare ad aprirsi, a un certo punto. Sembrava che la Rowling avesse terminato il capitolo del “mondo magico” per sempre e invece, a sei anni di distanza dall’ottavo film della saga, è arrivato uno spettacolo teatrale sequel (QUI il nostro report da Londra) e il progetto di ben 5 film nuovi di zecca. “Oh, eccheppalle! Ma sterminateli”, sarà il pensiero comune dei cinefili puristi più logorati da queste serializzazioni. Eh lo so, ma il futuro va nella direzione dei soldi, ragazzi. E sono ben poche le storie che hanno portato tanti soldi quanto ha fatto Harry Potter (solo i film hanno incassato più di 7 miliardi di dollari). Quindi beccatevi la recensione di Animali fantastici e dove trovarli e poi, se volete dell’indi, passate da qui, qui o qui.

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Siamo nel 1926. In un America in cui le relazioni tra maghi e No-Mag (Babbani) sono al limite della tensione, il magizoologo inglese Newt Scamander (Eddie Redmayne) sbarca a Ellis Island con una valigetta piena di creature magiche. Il ragazzo, che è soltanto di passaggio, resta coinvolto in un guaio di proporzioni epiche quando le sue bestie finiscono nelle mani di un distratto No-Mag (Dan Fogler) che, accidentalmente, le fa scappare per tutta New York.

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È innegabile, Animali fantastici e dove trovarli è un buon film e sarebbe anche un po’ assurdo se non lo fosse, considerando le risorse che la Warner Bros ha puntato sul progetto nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tutto è stato organizzato fin nei minimi dettagli per costruire il prototipo del blockbuster perfetto: dalla comunicazione, alle scenografie, agli effetti speciali, agli oggetti di scena e così via. E questa cura maniacale è rintracciabile in quasi ogni scena del film e per tutta la sua durata. Detto questo, a differenza della maggior parte degli altri franchise in circolazione, Animali Fantastici non è solo un prodottone industriale fabbrica-milioni, ma ha dietro una sorta di “poetica” autoriale ben definita e rintracciabile: quella della quasi miliardaria edimburghese  J. K. Rowling che, gelosissima nei confronti delle sue storie, stavolta ha voluto mettere mano anche alla sceneggiatura.

FANTASTIC BEASTS AND WHERE TO FIND THEM

Questa “intrusione” della Rowling nel cinema acchiappa sia i punti di merito del film che alcuni dei maggiori difetti. Il riscatto degli outsider, le storie familiari difficili, gli abusi di bambini, i fallimenti professionali, la stronzaggine dei potenti… Questi temi fanno tutti parte di una sorta di poetica rowlingiana strappalacrime/stracciacuore che, se in altri contesti potrebbe suonare bella ridicola, qui trasmette una generale sensazione di autenticità. Insomma, che si tratti di piccoli orfani o magizoologi nerd, la Rowling parla sempre di questa roba qui ed è evidente che ci crede davvero. A livello narrativo, invece, siamo in pieno regime di “prevedibile imprevedibilità”. Lo svolgersi della trama, le svolte, i momenti comici e persino i saliscendi di tensione tragica sono strutturati in maniera così precisa che per lo spettatore è facilissimo capire quali “sorprese” stanno per arrivare. Come nei classici del cinema, l’intrattenimento sta tutto nel vedere in quali modi i protagonisti usciranno dai casini. Alla fine, però, sono le creature magiche a tenere in piedi la baracca. Perché, senza di loro, che differenza ci sarebbe tra questo film e un Harry Potter con gente cresciutella? Comunque, questo connubio tra novità e tradizione funziona bene e alla fin fine Animali Fantastici ricorda un po’ uno di quei film d’avventura che ci piacevano tanto da bambini e che riguardiamo sempre volentieri. Però, però… Il film un problema ce l’ha. E cioè un certo disturbante autocompiacimento. Le innumerevoli sottotrame inutilotte che la Rowling si è inventata per i suoi personaggi possono funzionare nella letteratura, ma nel cinema non è mai bene rimpinzare lo spettatore con dettagli non immediatamente spendibili. È un po’ come andare dalla nonna per il pranzo domenicale, dove berrete e mangerete un sacco di cose buonissime ma che vi metteranno fuori gioco per il resto della giornata. Otre a questo, è inutile stare a farsi dei giri su effetti speciali, montaggi e soundtrack. È tutta roba da 10+.

Conclusa questa  analisi passiamo ora al fulcro della recensione: le attesissime Pagelle degli attori!

E visto che sono le creature magiche a fare davvero la differenza, glissiamo il cast umano di Animali Fantastici assegnando a tutti un 6 politico per concentrarci sulle vere star del film.

Erumpent

Un didietro da fare invidia a Kim Kardashian, una presenza scenica dirompente con un pizzico di maliziosa civetteria: impossibile non restare sedotti da questo pachiderma dagli occhi dolci e dalla grande sensibilità recitativa. 8

Velenottero

Poteva impegnarsi di più nelle scene del volo ma il suo affiatamento con Eddie Redmayne ha regalato ai fan alcuni dei momenti migliori di tutto il film. (Gli diamo un punticino aggiuntivo per essere stato un fantastico deus ex machina). 7+

Snaso

Che irresistibile bricconcello! A vederlo non gli si darebbe una lira, con il suo naso lungo e la pelliccia arruffata, eppure lo Snaso è la grande rivelazione dell’anno. Per lui prevediamo una lunga e solida carriera a Hollywood. (E quale posto sarebbe più adatto visto il suo grande amore per i soldi?) 8++

Occamy

Sguardo vuoto, recitazione isterica, un po’ strepitante. L’Occamy avrebbe senz’altro potuto dare di più ma è un esordiente assoluto e in quanto tale lo valutiamo con elasticità. 6

Obscurus

Muti tutti, che questa è roba seria. 10

VOTO: 7,5


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