West Coast

Quattro ragazzini rappusi francesi e una giornata fuori controllo. Un’avventura un po’ sboccata tra il coming of age anni ’80 e la commedia indie moderna. 

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Qualche tempo fa ho visto questo film sull’ultima giornata d’estate di 8 teens americani prima di partire per il college. Quel film è l’esempio perfetto di come non si deve fare un film sui giovani, soprattutto se ti prendi anche la briga di buttarci in mezzo filosofia da quattro soldi, sesso e un orribile discorso di crescita. Per fortuna c’è qualcuno che ancora sa come fare un bel coming of age movie in maniera naturale e cristallina, prendendosi anche il lusso di renderlo molto divertente. Quel qualcuno è il francese Benjamin Weill, collaboratore di Romain Gavras, e il film di cui stiamo parlando è West Coast.

In un piccolo paese della Bretagna vicino a Lorient quattro teenagers sono uniti dalla passione per il rap: si vestono larghi, indossano cappellini e parlano in maniera improbabilissima buttando lì dei bitch e dei nigga a casaccio. Hanno anche dei nomi d’arte: Delete, Flé-O, King Kong e Copkiller. Quest’ultimo tra l’altro è figlio di un poliziotto, il che rende la cosa piuttosto ridicola. Un giorno in classe uno di loro viene ridicolizzato da un tamarro col ciuffo alla Bieber, mezzo bulletto famous della scuola, e i 4 decidono di vendicarsi. Come? Rubando la pistola di ordinanza al padre di Copkiller e facendo irruzione alla festa del Bieberscemo. Ovviamente nulla andrà come previsto e dopo mezzora dall’inizio della missione i ragazzetti si saranno già divisi, avranno perso la pistola e si troveranno in mezzo ad improbabili e buffe situazioni. Alla fine della giornata avranno imparato di più su loro stessi e sulla vita, mantenendo comunque alto il loro nome da veri gangsta.

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In un periodo di revival anni ’80, con Stranger Things che ormai ci ha scassato i maroni, West Coast si guadagna il suo bel posticino tra le migliori pellicole del genere, per lo meno per quanto riguarda il 2016. Prendete i protagonisti di Stand by Me e dei Goonies e fategli ascoltare in loop Tupac, Body Count e N.W.A.: vi troverete davanti i 4 giovani bretoni del film di Weill, quattordicenni che aspirano ad essere dei gangsta, a scoparsi le bitches e a fare i matti. In realtà i protagonisti sono dei bravi guaglioncelli dal cuore d’oro e tutta la faccenda del West Side è solo un modo come un altro per sentirsi uniti e meno emarginati a scuola e in quel paesino sperduto nel quale si trovano a vivere. L’atmosfera è quella del cinema indie contemporaneo, roba da Sundance per intenderci, ma il french touch risulta particolarmente efficace e il film alla fine è più divertente che riflessivo-malinconico, con l’hip hop che rende tutto più colorato e cool. Da vedere solo ed esclusivamente in lingua originale. Disponibile su Netflix.

West Coast For Life.     

West Coast, 2016, Benjamin Weill


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