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The Walking Dead 7: Negan uccide, Rick piange (SPO...

The Walking Dead 7: Negan uccide, Rick piange (SPOILERONI)

Come iniziare una nuova stagione di The Walking Dead dopo uno dei finali più angoscianti e crudi di sempre? Come far sì che lo spettatore torni al 100% nella serie dopo aver trascorso mesi a cazzeggiare con sitcom estive, Stranger Things e annessi?

Più violenza, più sangue e più cervelli, ma con dei limiti.

The Walking Dead 7 ha puntato molto sul fattore shock proponendo agli spettatori un episodio che, a livello di orrore, è stato ben al di sopra delle aspettative del fan medio. Perché, dai, lo sapevamo da mesi che Negan avrebbe fracassato la testa a qualcuno. Ci avevamo fatto il callo, e da parte degli autori sarebbe stato scontato continuare a seguire questo sentiero senza proporre variazioni. Così, invece che uccidere una sola persona, il bastardo con la mazza da baseball spinata ne ha fatte fuori due, riducendone il cranio in poltiglia. La scelta dei bersagli non è stata poi tanto sorprendente. Stiamo parlando di un personaggio di importanza medio/bassa e di uno, sì figo, amato e tutto il resto, ma che avevamo già dato per morto una volta nella scorsa stagione.

maggie

E dunque, sangue, sangue, sangue. Brandelli di cervello, teste liquefatte e membra sparse a decorare il suolo.

Abraham Ford e Glenn Rhee sono morti tra tante lacrime (di Maggie e Rosita, soprattutto), sensi di colpa (Rick) e cattiveria (Negan) senza, però, rappresentare un vero e proprio cambiamento di stile nella serie. Questo scenario, infatti, non era certo il peggiore che si potesse presentare. Se pensiamo al fatto che tra le possibili vittime c’erano anche quattro donne (di cui una incinta) e un ragazzino, è subito chiaro come al gruppo sia andata pure abbastanza bene. Sì, certo, figuriamoci se avrebbero mai mostrato in televisione un uomo che fracassa la testa di una donna a randellate. Ma il punto è proprio questo, alla fine. La scelta di Negan era molto più limitata di quanto potesse sembrare. Le opzioni migliori, a occhio e croce, erano queste: Glenn/Daryl e Abrham/Eugene. Col senno del poi, è chiaro gli altri fossero tutti troppo importanti (Rick, Carl), troppo inutili (Spencer), o troppo donne per poter morire a quella maniera.

Tutto il resto, dopotutto, è scena. È scena Rick che sta per tagliare il braccio a suo figlio o che penzola, inerme, sopra una marea di zombie famelici. Così come è scena la sua rabbia, il suo piagnucolare e l’atteggiamento da cane bastonato con la coda tra le gambe.

Insomma, i creatori di The Walking Dead hanno “riacchiappato” i fan in modo molto intelligente, proponendo una marea di brutalità furbette e dosandole con qualche spiraglio di “luce” (si pensi a Daryl che prende a pugni Negan fregandosene della sua cattiveria, o alla rabbia assoluta di Carl nel vedere i suoi amici morire), così da non mostrare nulla che gli spettatori non potessero “sopportare” .


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