Swiss Army Man

Il film con Harry Potter che interpreta un cadavere che scoreggia. Questo è il modo in cui si è fatto genericamente riferimento a Swiss Army Man dopo la presentazione al Sundance 2016. In realtà non bisogna biasimare i giornalisti di tutto il mondo che si sono trovati davanti a questo bizzarro oggetto cinematografico e lo hanno sintetizzato con una tag-line del genere. Il film è in effetti la storia di Daniel Radcliffe che recita nei panni di un farting corpse. Ora la domanda è: a parte la trovata stramba che ci fa dire “Wut??” e l’idea che sembra poter funzionare in un formato youtube o al massimo in un cortometraggio, com’è il film con Daniel Radcliffe e Paul Dano? E’ bello. E non è una sorpresa. Ma d’altronde dietro la cinepresa non c’è l’ultimo dei cioccolatai ma i Daniels.

swissarmyman_cms-638x425

Il film racconta la storia di Hank (Dano), un giovanotto che si ritrova su un’isola deserta dopo un naufragio. Determinato a suicidarsi tramite impiccagione, quando sta per abbandonarsi al tragico destino scorge un corpo umano arenato sulla spiaggia. L’uomo (Radcliffe) è insindacabilmente deceduto, ma il suo corpo continua ad emettere una serie di flatulenze rumorose. Hank non sa cosa fare, ma quando vede Radcliffe che, grazie all’effetto turbina delle scoregge, comincia a planare sull’acqua ad una velocità stimabile intorno ai 15 nodi, decide di cavalcare il cadavere e partire in direzione del mare aperto. Arrivati su un’altra isola misteriosa, i due iniziano la ricerca di aiuti. Il cadavere si rivelerà molto utile, essendo utilizzabile come moto d’acqua, ma anche come rubinetto espellente acqua potabile, accendino, slittino e, forse, amico.

ea318d20-c2a6-49ad-aaa0-c864c6bd1578

Per capire Swiss Army Man – per capire che non si tratta solo di una una goliardata da youtube – bisogna partire dai registi-autori: i Daniels. Chi sono i Daniels?  Daniel Kwan e Daniel Scheinert sono due tra i più importanti videomaker mondiali, autori di videoclip per Battles, Chromeo e Manchester Orchestra. I ragazzi si sono velocemente imposti nel panorama videoclipparo mondiale per lo stile unico, folgorante e folle (questa volta il termine è usato appropriatamente) dei loro lavori. Un’opera chiave per capire lo spirito dei Daniels (e Swiss Army Man) è il cortometraggio del 2012 Interesting Ball (stream qui),  nel quale accadevano cose interessanti come una palla che fa focosamente l’amore con una donna e un uomo che viene risucchiato dentro il culo di un altro uomo. Questi eventi surreali, potenzialmente disturbanti o malati, vengono però accompagnati da un’atmosfera sognante, ottimista, luminosa, quasi estatica. Ed  è proprio questo clash, questa giustapposizione di weird ed emo a rendere i Daniels due autori veri, con uno stile personale e spiazzante. Lo stesso vale per Swiss Army Man, vero e proprio erede del corto del 2012. Anche qui assistiamo ad una serie di sequenze assurde, bizzarre, ripugnanti, ben oltre i limiti della scatologia, che vengono accompagnante da una colonna sonora gioiosa e solare (firmata Manchester Orchestra). Esempio: Paul Dano si abbevera allo sbocco di Paul Radcliffe e sotto c’è un coro  dreamy che intona “dadadadadaaaa…dadadadadaaa”. E il valore del film sta tutto in questa fusione di di elementi disgustosi (la necrofilia è evitata di poco) e respiro Emotional.

Swiss Army Man 2

Da un punto di vista tematico, invece, il film è una sorta di pamphlet sull’importanza della stravaganza, della rottura delle regole e dell’essere se stessi nella vita. Hank, insegnando al cadavere come funziona il mondo e accettando le stramberie di quel corpo (scoregge, erezioni moleste), trova se stesso. I collegamenti con Interesting Ball, a ogni modo, non mancano, come i continui riferimenti ai ricordi, al passato e agli oggetti domestici. Infine, il film può essere visto anche come un lavoro semi-autobiografico dei due registi, ex nerd respinti da tutti, che hanno trovato la felicità nell’amicizia e, soprattutto, nelle praterie del weirdness.  Insomma, Swiss Army Man è decisamente uno spasso, un sano sberlone di stravaganza all’ingessato mondo del cinema di oggi. Certo, il giochino dopo un po’ perde forza e verso la fine si guarda l’orologio più di una volta, ma ne vale la pena. Take a walk on the weird side.

VOTO: 7


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.