How I Ended This Summer

Popogrebski realizza una sintesi perfetta tra spettacolarità dell’immagine e forza del contenuto. How I Ended This Summer è un finto thriller, un finto survival movie ma un vero e profondo film sulla natura dell’uomo. 

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La prima cosa che mi viene da dire su How I Ended This Summer è: che bello!

Potrei terminare qui l’introduzione al film di Aleksey Popogrebski ma vi spiegherò il perchè della mia profonda affermazione iniziale. Vincitore di numerosi premi all around the world, compresi gli Orsi d’Argento a Berlino per i migliori attori e la migliore fotografia, HIETS racconta la storia di Pasha, un giovane tirocinante di una stazione meteorologica sperduta in un’isola russa nel Mare Artico, che si ritrova a dover comunicare al suo tutor Sergei la morte della sua famiglia in seguito ad un incidente stradale. Il ragazzo, spaventato dal modo di essere rude e da vero “orso russo” di Sergei, non riesce a dire la verità all’uomo, precipitando in una spirale di bugie, inganni ed errori che lo porteranno a vedersela brutta.

How I Ended This Summer è l’ennesimo film sul rapporto uomo-natura e sull’incapacità di comunicare tra esseri umani ma si posiziona su un livello superiore per una fotografia che lascia a bocca aperta con le sue luci sublimi e per una performance davvero da applausi degli attori protagonisti, Grigoriy Dobrygin e Sergey Puskepalis. I paesaggi sono quelli del Mare Artico, glaciali, freddi, deserti, che ricordano da vicino quelli di un altro Outsider, quel Somnambulance di Keedus che si muoveva però su un terreno al limite del surreale. Qui invece di fantastico c’è ben poco, c’è solo la cruda realtà di un giovane uomo in difficoltà a gestire se stesso, che preferisce affrontare la natura più estrema rischiando la vita anzichè una discussione faccia a faccia con un uomo che gli fa paura. Sono tanti i temi sviscerati da Popogrebski in poco più di 2 ore e sarebbe superficiale metterli giù in una riga. E’ più utile dire che How I Ended This Summer è probabilmente uno dei film visivamente più potenti degli ultimi anni, un film che regala quadri magnifici e che riesce a far convivere il classico thriller sui ghiacci con il cinema d’autore più riflessivo e lento. All’interno del film ci sono dei campi lunghi e delle panoramiche che tolgono il fiato, immagini che vorresti fermare e restare a guardare all’infinito o più semplicemente salvare e usare come sfondo del desktop. 

L’Estate è finita, è giunto il momento di prepararsi alla stagione fredda. Fatelo nel migliore dei modi con questo, bellissimo, film russo.

How I Ended This Summer, 2010, Aleksey Popogrebskiy


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