Blair Witch

Adam Wingard mi ha fregato. The Blair Witch Project è da sempre uno dei miei film preferiti. Da fan del cinema horror non potrò mai dimenticare l’esperienza in sala di quell’inverno del 2000, quando ai titoli di coda l’intero pubblico rimase ammutolito per più di un minuto senza alzarsi dalle sedie. Zero commenti, zero risatine, solo silenzio. Era già piuttosto chiaro che il film di Sanchez&Myrick sarebbe diventato di lì a poco un cult. E così è stato. Il sequel che uscì l’anno dopo non lo prendo nemmeno in considerazione. Veniamo a quest’anno. Esce la notizia che Wingard e Barrett (suo fedele sceneggiatore) stanno lavorando ad un nuovo film ambientato nel bosco. Il titolo è The Woods e il primo, fighissimo, trailer è questo QUI. Beh, hype. Wingard viene da quella bombetta di The Guest, ha nel cv V/H/S (tutti e 2) e You’re Next, fidiamoci.

Poi arriva il Comic-con e c’è la rivelazione. Esce un altro trailer, bruttino. L’entusiasmo si raffredda di colpo, un po’ perchè sembra un’operazione suicida, un po’ perchè i found footage ci hanno stracciato le palle e un po’ perchè davvero non riesco ad immaginare quali elementi di novità potrebbe la coppia W&B inserire in un contesto così particolare come quello di Blair Witch. Vabbè, fidiamoci.

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Volete la sinossi di Blair Witch? Il fratello della Heather del primo film è convinto che la sorella possa ancora essere viva nel bosco e parte con degli amici per andare a cercarla. Una sua amica girerà un documentario sulla spedizione. i ragazzi si fanno accompagnare da una coppia di sudisti un po’ sbandati. Una volta entrati nel bosco è lo stesso film del 1999. Lo. Stesso. Film.

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Blair Witch più che un sequel è un reboot con più giovanotti che si immolano nel bosco. Wingard e Barrett decidono di non rischiare e di prendere gli elementi di forza del primo film elevandoli all’ennesima potenza, sperando di ottenere il solito effetto: più suoni notturni, più sparizioni, più legnetti, più sassi, più presenza della Strega. Ma se nel primo film quella della Witch era una presenza appena accennata, a volte con semplici fruscii o con rumori lontanissimi ed inquietanti, qui ci troviamo di fronte a boati ed esplosioni improvvise di rumore, giusto per far fare due salti al pubblico in sala. E’ quasi imbarazzante dover parlare di Blair Witch perchè è davvero difficile trovare qualcosa di nuovo e positivo su cui soffermarsi.

Ok, qualche novità c’è. Due-tre novità. La tecnologia: siamo nel 2016 quindi non c’è più solo la telecamerina a mano del 99 ma ci sono droni, gps e altri ammenicoli. Hanno una funzionalità particolare? No. Il drone serve a fare un paio di panoramiche dall’alto del bosco (belle, per carità) per poi finire incastrato in un albero, il gps serve a rompersi e a far capire che i regazzi non hanno più il gps. Paura. Poi c’è l’infezione al piede di una delle ragazze: cosa sarà mai? Cos’è quel “coso” che si muove nella gamba della ragazza? Questa è una novità che avrebbe potuto smuovere un po’ di interesse se portata avanti in maniera decente e invece niente…mollata lì, senza spiegazioni, senza un perchè. E vabbè. Ma veniamo alla novità più grossa: la Strega di Blair.

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La Strega si vede. Più di una volta. La vediamo che si aggira furtiva tra i rami degli alberi, poi ce la ritroviamo di fronte nella casa, prima immobile di fronte a noi poi che si aggira furtiva per i corridoi. E’ a mio avviso una Strega convincente, soprattutto quando si vede appena in mezzo agli alberi, sembra un mostro-alieno, qualcosa di davvero spaventoso arrivato da un altro mondo. Qui gli autori si son presi il rischio più grande e non han fallito. Però anche qui…decidi di mostrarla, sfruttala al massimo! E invece Wingard tira di nuovo indietro la mano e non spinge quanto avrebbe dovuto. Hai fatto un horror infarcito di jumpscares e clichè? E mettici un faccia a faccia finale, terrorizzante per il pubblico medio, che fa fare il saltino definitivo sulla sedia prima dei titoli di coda. No, niente. La sequenza finale nella casa è quasi come quella del primo film solo tre volte più lunga, con un’interferenza ridicola in mezzo e una scena presa in prestito da The Descent in un cunicolo sotterraneo. No way.

Blair Witch è una delusione per i fans di lunga data della Strega ma che, se vogliamo dirla tutta, potrebbe avere una certa presa sul pubblico più giovane che non ha visto il primo film. La gente in sala saltava e urlicchiava. Questo alla fine è l’obiettivo che gli horror commerciali si prefiggono e quindi bene così. Ma guai a parlare di un grande ritorno, non ci siamo nemmeno vicini.

VOTO: 5,5


  1. Giordano

    16 Settembre

    Ciao Steiner, ho letto il tuo articolo e vorrei condividere un punto di vista alternativo. La storia di questo sequel esce fuori dalla tipica freccia evolutiva che vuole un qualcosa in più rispetto a quanto già si conosceva e non credo che questa scelta sia stata un modo di fare soldi con “l’ennesimo film che tutto sommato non serviva”. A me sembra che qui ci sia più una sorta di realtà incontrovertibile qualora decidi di percorrere “quella strada”. L’intento è quello di confermare quanto già si sapeva: se entri in quel bosco condividerai lo stesso destino vissuto dagli altri, vanificando le sceneggiature odierne che impongono l’arricchimento della trama creando nuovi contenuti. Ho trovato sia stata una scelta coraggiosa e orchestrata molto bene. Il gps, il drone e quant’altro sono degli strumenti che in un altro film avrebbero sicuramente trovato utilità funzionali alla crescita della narrazione, ma proprio per ribadire il concetto che in questo film c’è poca America ed eroismo spicciolo, questi stessi strumenti falliscono proprio come potrebbe succedere alla media degli sfigati decisi di calarsi in quella realtà, senza nessuna eccezione. La parte finale, prendendo in esame quest’ottica, non poteva finire diversamente. Anzi bisogna ammettere, proprio come hai detto tu, che la strega è qualcosa che non sembra di questo mondo e restituisce un quadro molto convincente. La sua figura si sottrae dal film, non ne fa parte. Quell’istante in cui è inquadrata sembrerebbe più il frutto della casualità di trovarsi girati nella sua direzione, piuttosto che dalla volontà dei registi di farla vedere. Per concludere nel finale denso di ansia, si svelano degli indizi che nel primo film erano solamente ipotizzati dai più accorti. Ci chiarisce la dimensione parallela e alcuni poteri della strega e di come opera, che nell’economia generale di un film che non vuole essere svelato (ma dedotto) è come scoprire la formula per la fusione a freddo.

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