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“THE EXORCIST” Premiere: bene, ma non ...

“THE EXORCIST” Premiere: bene, ma non benissimo

E’ iniziata la serie tv tratta da L’Esorcista. Stigrancazzi! Direte voi. Eh vabbè, risponderò io. Ma qualcuno ci ha sempre insegnato che non bisogna fermarsi alle apparenze e quindi tocca dare una chance anche a questa serie FOX ideata da Jeremy Slater (uno che ha nel cv la sceneggiatura del più grosso epic fail Marvel e un film bruttino come The Lazarus Effect) che ha esordito ieri in pompa magna con il pilot diretto da Rupert Wyatt, uno che ce la sa.

Come può esserci hype per la seconda serie tv sugli esorcismi nel giro di pochi mesi? Outcast è uscita piuttosto velocemente fuori dal radar del nostro interesse dopo poche puntate (nelle quali la trama verticale prendeva noiosamente il sopravvento su una trama orizzontale più intrigante), riuscirà la FOX ad avere successo dove ha parzialmente fallito la Cinemax?

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Dopo aver visto la prima puntata, And Let My Cry Come Unto Thee, possiamo tranquillamente dare un giudizio sommario e tracciare i pro e contro di una serie che prende forza quasi esclusivamente dal mito del film di Friedkin e dall’immaginario del romanzo di Blatty. Quali sono le novità inserite in questa serie? Nessuna. Vediamo Padre Tomas Ortega (Alfonso Herrera, già visto in Sense 8), un giovane prete ispanico e bonaccione, alle prese con la famiglia di una Geena Davis sciupatissima che crede che la figlia sia posseduta dal demonio. Ortega finisce col chiedere aiuto ad un esorcista, Padre Marcus (Ben Daniels), che è il suo esatto opposto: cazzuto, pieno di esperienza e con il volto segnato da una vita passata a lottare contro il Male in ogni sua forma.

Storiella standard, insomma. Però c’è del buono. A differenza di Outcast l’atmosfera è decisamente più cupa e drammatica e le due sequenze di possessione viste finora fanno ben sperare. La prima è quella con la quale ci viene introdotto il personaggio di Padre Marcus, impegnato ad esorcizzare un bimbetto sudamericano in una favela: l’esorcismo qui spacca, il bimbo indemoniato è sporco e ricoperto di croste, sbava, sputa sangue e denti e ha delle macchie schifose negli occhi. Buon materiale horror. La seconda sequenza è quella finale nella quale Padre Ortega si trova faccia a faccia con la figlia di Geena Davis posseduta: qui qualcosa non va e la resa visiva è inferiore agli standard esorcistici ma la chiusura con la ragazza che fissa dalla finestra il prete sulle note di Tubular Bells alza il livello qualitativo.

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Ma non è tutto rose e fiori, ci sono alcune cose che fanno venire voglia di dare delle testate fortissime contro il muro come i sogni premonitori di Padre Ortega e il topo. Geena Davis versione Jessica Lange e Alan Ruck con l’Alzheimer non sembrano in grandissima forma, mentre pare esserci un po’ troppa differenza tra i due protagonisti, con Herrera che ogni tanto sembra essere arrivato direttamente da Preacher con le sue facce al limite del buffo. A Daniels invece non si può dire nulla, è un esorcista serio.

Dopo questo pilot si può dire che la FOX ha fatto un discreto lavoro, puntando tutto su un’atmosfera tesa e cupa che ad ogni scena fa sentire allo spettatore il profumo della sciagura in arrivo. Resta da vedere come si svilupperà una storia finora piuttosto basic, anche se i margini di manovra non sono proprio enormi. The Exorcist per adesso ha il pregio di essere una serie horror che si vuole prendere sul serio e che non lascia spazio a virate in zone più confortevoli. Vedremo cosa ci riserveranno le prossime puntate. Siamo fiduciosi.


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