READING

Harry Potter and the Cursed Child: un evento monda...

Harry Potter and the Cursed Child: un evento mondano senza precedenti

Siamo nel West End, nel cuore di Londra. Intorno a noi è pieno di teatri, pub, ristoranti, turisti e gente varia che sbevazza per la strada. Davanti al celebre Palace Theatre un bel po’ di persone si scatta foto e registra filmati. Dal momento in cui la grande scritta dorata di “Harry Potter and the Cursed Child” appare alla vista si comincia a respirare un’aria di attesa, di grande evento, e resistere a un selfie è praticamente impossibile. In linea con la famosa puntualità ed efficienza inglese, le porte del teatro vengono aperte esattamente all’orario stabilito e la fila di spettatori comincia a scorrere rapida. Ci sono un bel po’ di nerd americane particolarmente su di giri, vestite con vari gadget della saga, ma anche tanti gentlemen inglesi in giacca e cravatta.

Harry Potter and the Cursed Child non sembra aver attirato una categoria di spettatori in particolare. Ci sono i fan sfegatati che hanno percorso chilometri per essere lì, ma anche i modaioli di turno che vogliono semplicemente godersi l’evento dell’estate. I grandi assenti sembrano essere i ragazzi molto giovani. Gli adolescenti sono pochi e, anche se i bambini dai 10 anni in su in linea teorica possono accedere allo spettacolo, non ce n’è nemmeno uno.

cursed

Finalmente si entra. Abbiamo fatto i selfie, li abbiamo inviati su Whatsapp per far rosicare i nostri amici rimasti in Italia e adesso siamo pronti per lo show. Il teatro si riempie pian piano. Un sacco di gente si presenta al suo posto con un costosissimo drink alla mano (e si alza regolarmente per andare a prenderne altri durante tutto lo spettacolo). Comunque, all’orario stabilito una voce zittisce tutti con qualche citazione a tema molto simpa (“Spegnete i dispositivi babbani” e via dicendo) e Cursed Child inizia. Un certo senso di magia si respira per davvero, tra getti di fuoco che escono dalle bacchette, attori che spariscono sotto le assi del pavimento, che vengono sbalzati per aria e che vengono strapazzati in ogni modo sul palcoscenico (grande invidia). Il tutto è messo in scena a regola d’arte, recitato benissimo e accompagnato da delle musiche che spaccano davvero. Il pubblico ride spesso e volentieri, ci sono anche molti cori di “aaaah” e “ooooh” nei momenti della storia più importanti. L’atmosfera generale è positiva, l’intenzione quella di lasciarsi incantare. “Bene, ve la siete tirata per mesi con questa ottava storia in teatro. Adesso stupiteci”: questo è più o meno lo spirito di chi si siede a guardare. E le promesse sono mantenute. In quanto spettacolo, “Harry Potter and the Cursed Child” è decisamente figo.

13941094_10209840851126814_503751882_n

La storia parla in particolare di Albus Potter e Scorpius Malfoy, i figli di Harry Potter e Ginny Weasley e di Draco Malfoy e una tizia il cui nome probabilmente non vi dirà nulla di che (e poi non ce lo ricordiamo). Comunque, Albus e Scorpius sono due ragazzini un po’ disagiati con diversi family issues che fanno amicizia e intraprendono una serie di pericolosi viaggi nel tempo mentre i loro genitori cercano di riacchiapparli per la collottola. Ecco, l’essenza della trama è più o meno questa.

Secondo molti fan, questa ottava storia di Harry Potter somiglierebbe un po’ a una fan fiction. Questo, in parte, è vero. Come avviene di solito nelle fan fiction, infatti, Cursed Child non aggiunge niente di nuovo a quella che è la “storia originale”, ma pesca qua e là temi ed elementi noti rimaneggiandoli e condensandoli in vario modo. A livello di trama, Cursed Child è chiaramente orientato verso i vecchi amanti della saga e, in particolare, verso quelle idee, personaggi e coppie con cui il fandom di Harry Potter si è fissato in modo particolare (Hermione e Ron, Draco Malfoy, Piton e il suo “always”, Bellatrix ecc. ecc.). Insomma, se la saga del mago occhialuto è già di per sé pop, Cursed Child si occupa del pop del pop. A parte qualche problema in termini di continuità e coerenza, e a parte un certo autocompiacimento vagamente irritante, la trama e la sceneggiatura di Harry Potter and the Cursed Child restano tutto sommato gradevoli da seguire. Vi raccomandiamo, però, di non mettervi a leggere cose a casaccio sul web, perché in quel caso Cursed Child potrebbe davvero sembrarvi una mezza schifezza. Se non potete andare direttamente allo spettacolo, leggetevi almeno tutta la sceneggiatura originale – che per ora potete trovare in inglese.

ckxlitjwsaidwzg

MOMENTO SPOILER! (per la gioia della Rowling)

Alla luce della visione dello spettacolo, ecco alcune domande che vorremmo porre alla Rowling, a Jack Thorne (lo sceneggiatore di Cursed Child) o anche a Daniel Radcliffe – tanto lui c’entra sempre. Se non vi piacciono gli spoiler, scappate ora!

1) La teoria dei viaggi nel tempo utilizzata in Cursed Child prevede che il tempo possa effettivamente essere modificato dalle azioni dei personaggi (stile “Ritorno al Futuro”), ma nella saga originale veniva utilizzata un’altra teoria: qualsiasi cosa venga fatta per modificare il futuro, il risultato finale sarà sempre lo stesso. Cioè, ehm, dimenticanza?

2) Harry e Ron non si parlano quasi mai, nemmeno se sono nella stessa scena. Non scherziamo. È successo qualcosa tra di loro in passato? Una brutta discussione su Hermione magari? Dobbiamo sapere!

3) Nel corso di tutta la storia a Harry fa male la cicatrice, ma tra lui e Voldemort non dovrebbe più esistere alcun legame visto che l’horcrux è stato distrutto. Quindi, perché?

4) Come avete fatto a concepire l’idea di far accoppiare Bellatrix e Voldemort? Cioè, non vi fa un po’ schifetto?

5) Ma…Hermione Ministro della Magia? Cioè, la ragazza è intelligente e tutto quello che volete, ma addirittura una leader? Siamo proprio sicuri?

Ah, comunque Hermione nera spacca. Harry Potter 40enne ancora di più.


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.