BoJack Horseman – Stagione 3

Con l’avvento di Netflix in Italia la nostra addiction per le serie tv è aumentata in maniera spropositata. Si può discutere sulla nuova piattaforma di streaming quanto si vuole per quanto riguarda il catalogo dei film ma sulle serie tv non possiamo fare altro che inchinarci all’offerta del colosso americano, che si sta distinguendo sempre più come sinonimo di qualità. Perchè questa fellatio non richiesta a Netflix? Perchè ha il merito di aver prodotto (oltre alle ottime cose Marvel, da Daredevil a Jessica Jones) quella che è probabilmente la miglior serie che c’è in circolazione al momento: sto parlando di BoJack Horseman.

Maccome, un cartone animato? direte voi. Sì, un cartone animato. Un cartone animato arrivato alla terza stagione (uscita il 22 luglio) e che ha ormai conquistato tutti, guadagnandosi anche un bellissimo articolo sul New York Times. BoJack Horseman, ideata da Raphael Bob-Waksberg non è una semplice comedy: è un’analisi spietata e lucida sulla solitudine dell’uomo (o cavallo o gatto o cane che dir si voglia) contemporaneo, resa meno amara dall’universo folle e colorato nel quale si muovono i personaggi.

bjMa  chi è BoJack? BoJack è un cavallo che negli anni ’90 ha avuto megasuccesso con una sitcom casalinga chiamata Horsin’Around, il classico telefilm un po’ idiota e inoffensivo anni novanta, tipo Genitori in blue jeans e Otto sotto un tetto per capirci. Amata dal pubblico e stroncata dalla critica, Horsin’Around ha permesso a BoJack di diventare milionario ma ha rappresentato anche l’unico successo della sua vita, che col passare degli anni si è svuotata sempre di più rendendo BoJack apatico, depresso e insensibile a tutto ciò che gli sta intorno. Attorno a lui e alla sua villa di Hollywoo gravitano una serie di personaggi: dal miglior amico/sbandato Todd che dorme sul suo divano alla sua nemesi, il cane buono e ingenuo Mr. Peanutbutter, fino ad arrivare ai suoi due amori, quello storico e infinito con la gatta/agente Princess Carolyn e quello nascosto e fallito per Diane, compagna di Mr. Peanutbutter.

Se la seconda stagione si era chiusa con un BoJack pieno di buone intenzioni dopo la realizzazione del film dei suoi sogni (Secretariat), la terza si apre con il cavallo in piena corsa per una nomination agli Oscar e col ritorno al successo mondiale. Ovviamente il livello di stress (e di alcol nel suo sangue) si alza terribilmente e a tenere in piedi BoJack ci pensa la sua nuova pubblicista Ana Spanikopita, che cercherà in tutti i modi di portarlo verso la vittoria della statuetta. Seguiremo così il percorso tortuoso di BoJack verso l’Oscar, tra gioie e crolli, illusioni e sogni spezzati. Una stagione, la terza, che può tranquillamente essere riassunta con un the rise and fall of BoJack Horseman (again).

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Quella appena uscita è probabilmente la più matura e toccante delle tre stagioni di BoJack. Si ride, certo, si ride tantissimo soprattutto grazie alle disavventure legate alle carriere di Princess Carolyn e Diane (il top si raggiunge nell’episodio 6, con la comparsa della pop-star delfino Sextina Aquafina e la sua canzone sull’aborto) e ai personaggi minori che compaiono qua e là (Todd, vero fulcro comico e demenziale delle passate stagioni, qui risulta un po’ in ombra), ma le risate col passare degli episodi lasciano spazio ai momenti più riflessivi e commoventi.

L’episodio numero 4 (Un pesce fuor d’acqua) tutto ambientato nella città sottomarina di Pacific Ocean City è uno degli episodi più belli dell’intera serie e uno dei più particolari: completamente privo di dialoghi, l’episodio vede BoJack alle prese con il salvataggio di un cucciolo di cavalluccio marino e il tentativo disperato di chiedere perdono a Kelsey (la regista che doveva girare Secretariat, poi licenziata) . E’ una puntata commovente e splendida che può essere anche estratta dal contesto della serie ed essere apprezzata come una piccola storia a sè. Il momento più alto della stagione senza dubbio, assieme allo straziante episodio 11 (E’ troppo, amico!), basato sul rapporto tra BoJack e Sarah Lynn (una delle bambine di Horsin’Around diventata da adulta una specie di Lindsay Lohan).

Screen Shot 2016-07-22 at 5.54.02 PMIl nostro amore per BoJack Horseman è legato alle emozioni che ci fa provare. Se davanti agli occhi abbiamo una carrellata di personaggi soli, insoddisfatti, continuamente alla ricerca di qualcosa che riempia il vuoto delle loro vite, non possiamo non finire con l’avere (ancora) un po’ di speranza nel futuro e nelle persone. BoJack è l’incarnazione di tutti gli errori che un uomo può fare nella vita: ha tradito ogni persona che ha amato e vive nell’illusione di essere al centro del mondo, sapendo che in fondo non è più così. Continuamente indeciso e perso, ha sbagliato così tante volte da non sapere più quale sia la strada migliore da seguire, finendo per lasciarsi trascinare da persone ed eventi. BoJack non può fare a meno del sesso, del cibo spazzatura e dell’alcol, così come non può fare a meno di fallire continuamente nei rapporti umani, ma sappiamo che è capace anche di amare in maniera profonda e di compiere gesti sorprendenti e ammirevoli. Per questo BoJack Horseman è il vero (anti)eroe contemporaneo.

Ed è bello che sia un cavallo dei cartoni animati.

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Ma BoJack è anche satira, che in questa terza stagione si scaglia contro il gigantesco obiettivo dgli Oscars e di tutte le pagliacciate che gli ruotano attorno. Questo è un altro motivo di interesse per guardare la nuova stagione, che fa le pulci al mondo marcio e ridicolo di Hollywood, prendendo per il culo tra gli altri gente come George Clooney (rivale di BoJack agli Oscar con The Nazi who played Yahtzee) e Jessica Biel (guest star già presente in passato come ex moglie di Mr. Peanutbutter). Insomma, in questa stagione di BoJack Horseman c’è davvero tutto quello che potevamo desiderare e anche qualcosina in più.

La quarta stagione è stata annunciata il giorno dopo l’uscita della terza. Che sia in arrivo una sorpresa in autunno? Lo speriamo con tutto il cuore.

VOTO: 9


  1. ale

    19 Agosto

    Articolo meraviglioso

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