Jeux d’enfants

L’outsider della settimana è il film di debutto del regista francese Yann Samuell, che nel 2003 ha sfornato l’impeccabile Jeux d’enfants, noto in italiano con il titolo Amami se hai coraggio (brutto. Ci rifiutiamo di usarlo). Si tratta di una commedia nera che vi causerà tutta una serie di sensazioni contrastanti, un misto male di vivere e benessere, di angoscia e allegria, di inquietudine e spensieratezza. Insomma, un bel parapiglia di sentimenti in subbuglio che, siamo certi, non vi dimenticherete facilmente. Perché Jeux d’enfants è uno di quei film che resta, pur senza virtuosismi di regia balordi o interpretazioni da Oscar.

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I protagonisti di Jeux d’enfants sono gli amici di infanzia Julien Janvier e Sophie Kowalski, interpretati da due giovanissimi Guillaume Canet e Marion Cotillard. Julien e Sophie da piccoli hanno creato un gioco che consiste nel sottoporre continuamente delle sfide all’altro, che non può rifiutarsi di compierle. Se, in tenera età, le sfide proposte sono relativamente innocenti e quasi divertenti, quando i ragazzi crescono il gioco si trasforma in una sorta di perversione. Julien e Sophie iniziano a calcare la mano incoraggiandosi a fare cose assurde, crudeli e occasionalmente pericolose, cercando modi sempre nuovi per ferirsi a vicenda per via della loro incapacità di dichiarare i sentimenti che provano l’uno per l’altra. Il loro gioco continua per decine di anni, in un’escalation di atti paradossali che trova il sua culmine in una decisione finale…

Perché guardare Jeux d’enfants? La risposta è per lo più in una sceneggiatura poco meno che geniale che nel raccontare la storia mette in luce, senza sbattertele in faccia, tutta una serie di contraddizioni e paradossi che si nascondono in ciascuna storia d’amore. (In che cosa sta la felicità di una coppia? Una relazione si può considerare sana solo quando segue le convenzioni?) Psicologicamente “Jeux d’enfants” ha un forte impatto: è uno di quei film che vi torce le budella per buona parte del tempo, che prende le vostre speranze e le butta al cesso senza tanti complimenti, che vi fa detestare profondamente i protagonisti senza riuscire a farveli disprezzare fino in fondo. Alla fine, terminerete la visione con una suprema sensazione di “What the fuck”, da ribaltamento di tavolini di cristallo, schermi del computer o quello che vi capita a tiro. Poi magari scoprirete che Guillaume Canet e Marion Cotillard per un periodo hanno fatto davvero lo stesso gioco dei protagonisti di “Jeux d’enfants” e che ora hanno insieme un bel bambino di 4 anni. Così le follie di Julien e Sophie verranno definitivamente esorcizzate e voi potrete andare avanti ad amare l’amore e a credere fino alla fine nel “e vissero per sempre felici e contenti”.


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