Somnia

Per qualche motivo che ancora mi sfugge ho visto tutti gli ultimi film di Mike Flanagan. Il regista di Salem si è fatto conoscere dal grande pubblico nel 2013 con Oculus, film che è stato un po’ oscurato dall’uscita nello stesso periodo di The Conjuring di James Wan ma che non era per nulla male (aveva, anzi, un gran finale). Quest’anno il ragazzo ha voluto strafare regalandoci addirittura 2 film: il primo è Hush, uscito per Netflix ad aprile, slasher che vede una scrittrice sorda assediata in casa da un pazzo mascherato armato di balestra che vuole farla fuori (buon passatempo), il secondo è il film del quale parliamo oggi, appena uscito nelle sale italiane, ovvero Somnia (Before I Wake nella versione originale).

Siamo di fronte al film più ambizioso di Flanagan, un film venduto come horror ma che horror, come vedremo, non è.

Mark e Jessie (Thomas Jane e Kate Bosworth) sono una coppia benestante che ha perso il figlio Sean per colpa di un incidente stupidissimo: il bimbo (di circa 7-8 anni) è affogato nella vasca da bagno (a 7-8 anni…). Decidono di adottare un bambino per superare il trauma e riportare gioia nella loro vita. Il bimbo adottato è Cody, faccetta simpatica, aria sveglia, sguardo furbetto. Anche lui di 7-8 anni. Cody ha un passato turbolento: rimasto orfano a 3 anni, ogni volta che è stato affidato ad una famiglia si è ritrovato in situazioni poco piacevoli. L’ultimo padre affidatario, per esempio, ha cercato di sparargli. La famiglia prima era addirittura scappata di casa abbandonandolo. Povero Cody bimbetto sfortunato. Da dove deriva tutta questa sfiga? Dal suo potere.

Cody infatti possiede la capacità di trasformare i propri sogni in realtà. E così se nel sonno il bimbo sogna delle bellissime farfalle, intorno a lui compariranno bellissime farfalle. Se sogna un gatto compare un gatto. Se sogna un libro di Gramellini compare un libro di Gramellini. I genitori, inizialmente affascinati dal dono del bambino, si troveranno spiazzati quando Cody sognerà Sean, il figlio annegato, facendoli andare in crisi. Senza contare che non solo i sogni di Cody diventano reali…ma anche gli incubi. Problema non da poco.

Bimbetto simpatico

Bimbetto simpatico

Flanagan sotto l’involucro del film di genere nasconde un film sull’elaborazione del lutto, sul senso di colpa e sulla lotta contro le proprie ossessioni e paure. Di certo non è facilissimo far convivere atmosfere horror-fantasy con discorsi che sfiorano la psicanalisi ma il tentativo è apprezzabile. Tentativo però fallito, non tanto perchè il regista dimostri di non essere capace ad affrontare temi di un certo spessore ma perchè esagera nel voler inserire vari livelli di lettura all’interno di un film che avrebbe potuto funzionare meglio se fosse stato più snello.

Per fare un esempio, in film come The Babadook e The Canal (che adoperano lo stesso schema di Somnia) il simbolismo è chiaro, ma viaggia deciso su una linea sola, dando in questo modo possibilità agli autori di gestire al meglio l’elemento fantastico. Flanagan invece ingolfa il suo film riempiendolo di contenuti, palesando difficoltà quando deve esaltare il lato oscuro del film, quello spettacolare e più prettamente horror. Se sono affascinanti le farfalle colorate che invadono la casa dei coniugi Hobson la notte, per nulla convincente è il mostro che vive nel subconscio di Cody (legato al ricordo della madre defunta), una specie di golem a metà tra la creatura burtoniana e il pupazzo di gomma chiamato Uomo-cancro. Siamo vagamente dalle parti del Mama di Muschietti per capirci, ma in maniera più confusa.

Per far funzionare un film come Somnia ci sarebbe voluto un mezzo miracolo. Flanagan parte bene, sa come creare tensione e dà al suo film un’atmosfera dark fantasy che potrebbe anche starci se poi non prendesse il sopravvento la missione della madre coraggio disposta a tutto pur di scoprire la verità sul bambino (anche commovente per certi versi, per carità, però a tutto c’è un limite).

C’è una cosa poi che ho fortemente odiato in Somnia ed è lo spiegone finale. Non siamo di fronte a Memento, il film è di facile lettura, ti sbatte in faccia tutte le soluzioni e quando la madre libera dagli incubi Cody riportandolo a casa ti viene anche quasi da pensare che Flanagan abbia chiuso la questione in maniera dignitosa. Invece no. Senza alcun motivo ci vengono mostrati altri 5 minuti di film nei quali la protagonista letteralmente SPIEGA al bambino TUTTO quello che ha scoperto: dalla causa dei suoi incubi, ai significati simbolici dei suoi sogni alla ricetta segreta della torta della nonna del vicino. Un’offesa all’intelligenza di ogni spettatore. Nonostante tutto comunque Somnia non è proprio una merda, lo etichetterei come “bruttino”.

Mezzo voto in più per le farfalle.

VOTO: 5,5


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