Neighboring Sounds

In concorso al Festival di Cannes da poco concluso c’era Aquarius, film brasiliano di Kleber Mendonça Filho. Il film è un interessante (ma non totalmente riuscito) atto d’accusa  – tramite il dram-thriller –  contro il disboscamento del Brasile. Il regista aveva fatto molto meglio nel 2012, quando il suo Neighboring Sounds fece in giro del mondo, raccogliendo applausi e buone recensioni  ovunque (tranne chiaramente in Shitaly).

Cos’è Neighboring Sounds? Il film di Kleber Mendonça Filho (ex critico qui all’esordio) è diciamo la versione figa, riuscita e brasiliana di quel bidone di High Rise di Ben Wheatley, ufficialmente la delusione cinematografica dell’anno. Ci troviamo in un complesso residenziale a Refice (capitale della regione di Pernambuco), dove la piccola borghesia/middle class vive asserragliata dietro muri e sbarre per difendersi dalla “pericolosa” società esterna. Il film è diviso in tre sezioni e segue 12 inquilini del complesso residenziale, che tra sospetti, pregiudizi e paure presto finiranno per farsi inghiottire da uno stato di paranoia pronto ad esplodere in violenza. Mischiando commedia e cinema leggermente sperimentale, il film è un treno lanciato in corsa che per 2 ore e passa lascia incollati allo schermo, diventando un inquietante specchio dei nostri atteggiamenti verso i “vicini”. Vero e proprio studio sociale infilato dentro un thriller semi-grottesco, Neighboring Sounds ha anche una OST tribale che sembra composta dai Ninos du Brasil. Insomma, enjoy. E se qualcuno può farlo avere a Ben Wheatley ne saremo contenti.

Neighboring Sounds, 2012, Kleber Mendonca Filho


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