The Boy

Il 2016 è un anno piuttosto florido per il genere horror. Non parliamo solo delle produzioni indie che han fatto gridare al milagro (i titoli sono i soliti noti) ma anche di film un po’ più pompati che riescono a ottenere discreti e a volte addirittura buoni risultati.

The Boy è un film che ha creato piuttosto hype fin dall’uscita delle prime immagini ufficiali, che ci mostravano l’inquietante protagonista, ovvero il pupazzo Brahms. Ecco una foto del pupazzo Brahms.

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Paura eh? Beh, diciamo che l’idea del bambolotto creepy era buona, non originalissima certo, ma è sempre qualcosa che fa presa. E poi non siamo di fronte ad un Chucky che arriva col coltellaccio e te lo pianta nella schiena ma ad un pupazzo che crea tensione con la sua sola presenza, senza fare nulla.

La storia di The Boy è semplice: Greta (Lauren Cohan) è una ragazza americana che parte per fare la babysitter in UK. E’ stata ingaggiata dagli anziani coniugi Heelshire per badare al figlioletto Brahms. Il fatto è che Brahms non è un bimbo umano bensì un bimbo pupazzo. Greta lì per lì pensa ad uno scherzo ma poi si rende conto che i vecchi sono un po’ fuori e, dopo aver avuto conforto e conferme dal belloccio che porta la spesa agli Heelshire (Rupert Evans), decide di accettare l’incarico e di passare l’estate insieme al pupazzo. Sembra una passeggiata ma non la è: Greta ha una lista molto precisa di obblighi che spiega cosa deve fare al/col pupazzo Brahms ogni giorno. Ovviamente la ragazza se ne sbatte e lancia il pupazzo su una sedia per farsi gli affari propri. Big mistake. Il pupazzo Brahms inizierà a dare cenni di “vita“, spaventando a morte Greta che col passare dei giorni inizierà a credere che il pupazzo sia effettivamente vivo. Segue love story col belloccio dell’alimentari; seguono rivelazioni sul passato di Greta; segue imprevisto; segue incredibile e scioccante twist.

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Il pupazzo Brahms mi ha un po’ deluso. No, la mia non vuole essere una stroncatura perchè il film è abbastanza solido e con il twist finale guadagna moltissimi punti ma ci sono troppe cose all’interno di The Boy che fanno gridare alla stupidaggine (uno su tutti l’arrivo improvviso dell’ex fidanzato violento di Greta nella casa).

William Brent Bell era reduce da un trittico di film piuttosto mediocri, ma nel corso degli anni, partendo dall’osceno Stay Alive e finendo con l’accettabile Wer, passando per The Devil Inside, si è sempre notato un miglioramento. The Boy è il miglior film di WBB e caso strano per la prima volta il regista non si occupa della sceneggiatura, in mano invece all’esordiente Stacey Menear. Un caso? Noi crediamo di no.

Senza girarci troppo intorno possiamo dire che The Boy merita di essere visto per il modo in cui cambia le carte in tavola col twist finale. Fino a quel punto siamo di fronte ad un film che oscilla tra i soliti giochetti scary e costanti inquadrature del pupazzo Brahms. A me il pupazzo Brahms piace e lo guarderei per ore, quindi ho sopportato volentieri 40 e passa minuti dello stesso schema ripetuto all’infinito. Perchè poi arriva il twist che non ti aspetti e il film prende forza: non una grande e sconvolgente trovata a dire il vero, ma azzeccatissima per le dinamiche di un film che rischiava di inabissarsi stile Titanic minuto dopo minuto.

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Si poteva fare di più? Non lo so, sicuramente si poteva inserire un ostacolo di metà percorso diverso da quello del palestrato schizzato interpretato da Ben Robson, uno che dopo 20 secondi dall’entrata in scena già rischia di rovinare il film. Per fortuna c’è Lauren Cohan (Maggie di The Walking Dead) che tiene botta e che si porta tutto il film sulle spalle assieme al pupazzo: con un’attrice peggiore non ci sarebbe stato scampo.

Dopo il colpo di scena che dà lo scossone al film ci sono un paio di altre stupidaggini da facepalm ma in un modo o nell’altro WBB riesce a portare la nave in porto e si guadagna la sufficienza piena. Il mio consiglio è di andare a vedere The Boy al cinema. Se non vi piacerà potrete sempre usarlo come riscaldamento in attesa di The Conjuring 2, in uscita il mese prossimo. Evviva il pupazzo Brahms.

VOTO: 6


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