R100

Hitoshi Matsumoto firma questo folle carosello sadomaso nel quale tutti gli aspetti più stravaganti del cinema giapponese sono esaltati per raccontare una storia che viaggia a cavallo di più generi. Perla weird con gli occhi a mandorla.

R100

Pazzi pazzi giapponesi. E’ inutile negarlo: solo dal Paese del Sol Levante possono arrivare certe pellicole totalmente fuori controllo e senza regole. La cosa bella ed esaltante è che spesso a realizzare questi film folli, surreali e senza tabù sono degli autori con gli attributi e non solo dei giovani freaks a caccia di trasgressione. Di questa filosofia Sion Sono può essere considerato il Maestro assoluto (Miike è già più legato alle dinamiche di genere) e sulla sua scia si muove il regista dell’Outsider di oggi, Hitoshi Matsumoto. Il film che vi presentiamo oggi è l’ultimo lavoro di Matsumoto, datato 2013, e si chiama R100.

Takafumi (Nao Ōmori) è un medioman dalla vita regolare: lavora in un negozio di arredamento, ha un figlioletto piccolo e una moglie in coma. L’uomo ha però la passione segreta per le pratiche sadomaso e decide di contattare un club privato che offre servizi speciali ai propri clienti…servizi molto speciali. Takafumi sigla un contratto che prevede che per un anno potrà essere sottomesso e picchiato dalle donne dominatrici del club a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi luogo. Per farvi capire: stai tornando a casa coi sacchetti della spesa tranquillo e beato? Arriva dal nulla una stanga di due metri vestita in latex e ti prende a calci in pancia. Vai al gabinetto per fare i tuoi bisogni in santa pace? Spunta una bulla e ti prende a frustate. Il bel programmino non dispiace per nulla a Takafumi, finchè il gioco non si spinge un po’ troppo oltre…a quel punto l’uomo deciderà di combattere contro il club SMBD, dando vita ad una serie di avvenimenti che sfoceranno in una vera e propria guerra.

Dopo il concettuale, futuristico e surreale Symbol del 2009, Matsumoto con R100 torna a giocare con i generi e a mischiare le carte partendo da una riflessione sul dolore e sulla perdita per poi viaggiare tra black comedy, thriller, spy story e addirittura film sui ninja (a sort of). Le sequenze indimenticabili sono moltissime, così come restano nella mente molti dei personaggi bizzarri con i quali Takafumi ha a che fare, su tutti la CEO del club S&M, una specie di lottatrice gigante (Lindsay Kay Hayward) che ha un ingresso in scena pazzesco. R100 non è solo bizzarro e curioso, è l’ennesima prova della versatilità di un mezzo genio come Hitoshi Matsumoto che in mezzo a tutto il casino che coinvolge il protagonista trova anche il tempo di avventurarsi in parentesi metacinematografiche.

Da guardare in versione unrated, ovviamente.

R100, 2013, Hitoshi Matsumoto


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