The Witch

Dopo mesi e mesi di attesa, rumors e la benedizione ufficiale dei Satanisti americani siamo riusciti a mettere le mani su The Witch. , il film di Robert Eggers è tutto ciò che ci aspettavamo dopo aver visto il terrificante trailer e forse va addirittura oltre l’essere il miglior film horror degli ultimi anni: The Witch è un film che trasuda cinema e che fa terra bruciata intorno a sè per il modo accurato in cui ha messo sullo schermo una realtà storica trasformandola in una sublime favola dell’orrore.

Diamo una veloce occhiata alla storia.

maxresdefault

Siamo nel 1631 in America, villaggio del New England. William (Ralph Ineson) viene processato davanti ad una specie di Consiglio dei saggi per i suoi comportamenti ritenuti disonorevoli per la Chiesa e la comunità e decide di andarsene dal villaggio con la sua famiglia. Costruisce una fattoria in mezzo ad un campo, al confine con il bosco. Un giorno la primogenita Thomasin (Anya Taylor-Joy, protagonista tra l’altro di questo video di Skrillex) sta giocando col fratello neonato Sam quando questo scompare all’improvviso sotto i suoi occhi. La ragazza non lo sa, ma il piccolo è stato rapito dalla strega che vive nel bosco. Dopo la sparizione del piccolo la famiglia cadrà in un vortice di paranoia e disperazione, dovuto in gran parte all’influenza malefica che la Strega avrà su di essa (ma non solo, l’estremismo religioso farà la sua parte).

Sc33_Dinner-finished_1020.0.0

Robert Eggers non sbaglia nulla: non un’inquadratura, non un dialogo, non un tappeto sonoro. E’ incredibile come ogni sequenza del film possa essere presa singolarmente e trasformata in materiale da masturbazione (metaforicamente, chiaro…). The Witch riesce, con stile e metodi diversi, a riprendere il discorso iniziato nel 1999 da The Blair Witch Project portando la figura della strega su un nuovo livello. Se il film di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez lavorava per sottrazione, non mostrando praticamente nulla della serva di Satana e puntando sulla formula novità del found footage per creare un’atmosfera tesa e piena di angoscia, quello di Eggers decide di svelare subito la presenza della Strega nella sua concretezza: la vediamo correre per il bosco con il piccolo Sam in braccio, la vediamo uccidere il neonato per compiere il suo rito sanguinario e la rivedremo nei momenti cruciali del film apparire all’improvviso per pochi, indimenticabili, attimi.

Inutile sottolineare il fatto che una figura come quella della Strega sia perfetta per far venire a galla tutti i conflitti interiori (e non) dei vari membri della famiglia protagonista: se il padre/padrone/pastore cerca in tutti i modi di tenere in piedi il castello ideologico di cartapesta sul quale ha basato la vita della famiglia (finendone travolto), la moglie Katherine (Kate Dickie) attraverserà una crisi spirituale che la porterà ai confini della follia, mentre i figli (dalla più grande ed equilibrata Thomasin, al piccolo razionale Caleb, aigemelli fottesega Mercy e Jonas) perderanno semplicemente ogni punto di riferimento e ogni senso della realtà.

3056743-inline-i-1-anatomy-of-a-scene-the-witch

The Witch è un film che fa della suggestione il suo punto di forza. C’è il sangue, certo, ci sono i momenti (come l’incredibile finale) più prettamente horror, ma è l’atmosfera che Eggers riesce a creare fin dai primi minuti la vera carta vincente. I campi lunghi, silenziosi, con i quali Eggers ci mostra di tanto in tanto il bosco nel quale si nasconde e vive la Strega sono l’emblema del film. Immagini semplici, come quelle di un animale (coniglio, caprone) in primo piano riescono a mettere i brividi. Figuriamoci quando Eggers decide di schiacciare sull’acceleratore e scatenare il caos: la sequenza del delirio di Caleb raggiunge livelli di angoscia che abbiamo visto solo nel “vecchio” Esorcista.

Quello di Robert Eggers è un film che ti si insinua sotto pelle e non se ne va più. Lo paragonerei a quelle storie di fantasmi o leggende metropolitane che le vecchie raccontavano ai nipotini nelle piazze di Paese nelle notti d’estate (assecondatemi dai…): storie semplici ma dalle radici profonde, che lasciano gli ascoltatori turbati proprio perchè raccontate con modi e tempi ben precisi. Magari quelle vecchie poi erano davvero delle streghe e i bambini ora sono tutti morti ma vabbè. Scopriremo solo col tempo se The Witch avrà avuto lo stesso impatto sul cinema che ebbe The Blair Witch Project più di 15 anni fa. Per il momento possiamo solo goderci questo filmone e ripensare a The Village con ancora più ilarità.

VOTO: 8


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.