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Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio

Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio

Qualche anno fa, correva il glorioso 2012, in una spensierata sera d’estate ebbi l’ottima idea di guardare Biancaneve e il Cacciatore, giusto per vedere come avevano deciso di violentare una delle mie favole preferite. Il film diretto da Rupert Sanders (uno a cui poi hanno dato in mano il live action di Ghost in the shell e ho i brividi solo a pensarci) era una simpatica e per nulla ambiziosa merda. Non ci provava nemmeno ad essere un bel film. Trascorreva nella sua banalità e piattezza per tutta la sua durata e finiva. Non si degnava nemmeno di creare delusione e rabbia nello spettatore ma lasciava solo un grande senso di vuoto e la voglia di provare nuove droghe.

La Universal poteva finirla lì, invece perseverare è diabolico e a loro piace essere diabolici. Quindi eccoci a parlare de Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, il primo film della storia ad essere sia prequel che sequel dell’originale. Alla regia c’è Cedric Nicolas-Troyan, esordiente dietro la macchina da presa ma con una lunga carriera agli effetti speciali. E il francese è una delle poche note liete del film. Ma andiamo con ordine.

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Il film si divide in due parti: ciò che avvenne prima della classica storia di Biancaneve e ciò che avvienedopo. Si potrebbe anche sintetizzare con un The rise and fall of Freya, la fantomatica Regina di Ghiaccio del titolo, sorella di Ravenna (Charlize Theron, la matrigna di Biancaneve). Freya (Emily Blunt) ebbe il cuore spezzato dopo che il padre di sua figlia (un plebeo), venne spinto da Ravenna ad uccidere la bambina. Perchè Ravenna fece questo? Perchè è una stronza. Il plebeo per la cronaca finì travolto da un raggio laser di ghiaccio sparato da Freya e si disintegrò in mille pezzi. Freya da dolce fanciulla innamorata diventò una fredda strega di ghiaccio e partì verso Nord, dove instaurò una dittatura basata sulla repressione dei sentimenti e si costruì un esercito di fedelissimi (che può sempre tornare utile). Di questo esercito facevano parte Chris Hemsworth e Jessica Chastain, innamorati. Ma love is forbidden, quindi vengono divisi con la forza e malmenati. Hemsworth si riprenderà, fuggirà e affronterà le avventure raccontate nel primo film al fianco di Biancaneve. SUPERFLASHFORWARD.

Ravenna è stata sconfitta da Biancaneve, la quale adesso si annoia un sacco e decide di spedire Hemsworth a recuperare lo Specchio specchio delle mie brame del quale aveva cercato di disfarsi ma che è scomparso misteriosamente insieme ai tizi che dovevano occuparsi della rottamazione. Lo Specchio è maledetto e va fatto sparire, perchè se capita nelle mani sbagliate sono problemoni. Di quali mani sbagliate stiamo parlando? Di quelle di Freya, ovviamente, che vuole lo Specchio per diventare invincibile e conquistare le terre di Biancaneve (qui c’è un po’ di Game of Thrones dentro).

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Hemsworth parte quindi con due nani alla ricerca dello Specchio perduto. Ritroverà per strada Jessica Chastain (che credeva morta), la quale si unirà all’allegra compagnia dello Specchio insieme a due nane (e non ridete sul fatto dei nani e delle nane perchè c’è tutta una storyline sulle love stories tra di loro).

Mi fermo con la narrazione, tanto lo sapete che lo Specchio finisce nelle mani di Freya e che c’è lo scontro finale con redenzione e vittoria dei buoni e dell’amore.

Se Biancaneve e il Cacciatore era semplicemente un film brutto, La regina di Ghiaccio essendo in mano ad un mago dei visual effects prova a giocarsi tutto attraverso la costruzione di immagini affascinanti. In effetti del buono da questo punto di vista c’è: la parte centrale del film nella quale vediamo la cumpa vagare per i boschi è molto suggestiva e petalosa con i suoi paesaggi bucolici e i folletti e le fatine e gli alberelli e il goblin scimmia con la catena d’oro. Anche lo scontro finale non è male, con una Theron che si trasforma in un personaggio dalle venature quasi horror e con la CGI usata a mestiere. Cedric Nicolas-Troyan sul piano dell’immagine vince la partita. Peccato si dimentichi però che deve fare un film e non curare solo la resa visiva dell’immagine.

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Va anche detto che la sceneggiatura è stata scritta da tre bambini diabetici affetti da A.D.H.D., il che non è di grande aiuto al regista. Il cast non è ispiratissimo, ad eccezione forse della Chastain che si impegna davvero tanto per risultare una buona eroina (una specie di Merida-Brave incazzosa). A Hemsworth invece sembra che del film e di recitare non freghi assolutamente nulla, tanto lui c’ha da girare il prossimo Thor, fottesega del cacciatore e dei nani.

Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è un film che fa un sacco di confusione e caciara per arrivare a dire che l’amore vince sempre su tutto, anche sui cattivi coi superpoteri. E’ un messaggio molto bello che facciamo nostro senza pensarci due volte. Mai rinunciare all’amore. Anche i nani alla fine limonano. L’amore è importante e dovrebbe essere sempre al centro delle nostre azioni e della nostra vita, altrimenti arriva la morte. Più o meno.

VOTO: 5


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