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Batman v Superman: Dawn of Justice

Batman v Superman: Dawn of Justice

Il cinecomic DC più atteso dell’anno è un grande incompiuto: non basta l’atmosfera cupa e realistica data da Snyder alla prima parte del film, l’uomo pipistrello e Clark Kent naufragano urlando Marthaaaa…

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Nella classifica dei più grandi cazzomene di questo inizio 2016, Batman v Superman occupava un posizione di tutto rispetto. Non che avessi qualcosa di particolare contro Zack Snyder e la DC (a quanto pare il resto della critica mondiale sì, anche se la motivazione non mi è chiarissima) – anzi, l’idea di cinefumetto un po’ più cupo e adulto rispetto alle scemenze della Marvel la trovo apprezzabile – tuttavia è tutto l’universo del comic movie che ormai mi provoca prolassi anali andanti.

Sarò snob, ma per me le saghe dei supereroi rappresentano il definitivo ritorno al potere delle major a Hollywood, che attraverso i vari Iron Man e Spiderman sono riuscite a ritrasformare il cinema americano in un industria che produce oggetti di consumo uguali a se stessi senza prendersi un millimetro di rischio. Dopo la parentesi libertaria della New Hollywood e i decenni di assestamento ’80 e ’90, il cinema americano è tornato a creare scarpe e hamburger, a investire in brand e non più in idee. Quindi ecco, della sfida tra Marvel e DC, con annesse masse di nerd che si consumano le dita sulle tastiere scazzando a proposito dei ricami sui costumi di Ant-man o Lanterna Verde, me ne fregava meno di nulla. A ogni modo, sono stato designato per recensire Batman v Superman e quindi la pianto di lamentarmi e procedo al mio lavoro di critico for dummies non pagato. Via con la trama.

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Metropolis. Superman (Cavill) è ormai un semi-dio che si prende cura del mondo salvando persone in giro per il pianeta grazie ai suoi superpoteri. Nella vita di tutti i giorni lavora come reporter sfigato ed è fidanzato con Lois Lane (Adams), collega carrierista, grintosa e simpatica come una lisca di pesce conficcata in gola. La vita del superuomo è tuttavia destinata a prendere una brutta piega. Nel mondo non tutti sono suoi fan e anzi, qualcuno comincia a chiedersi quanto il suo ruolo di correttore dei mali sia compatibile con lo stato di diritto. Ci sono infine anche personaggi che vedono la situazioni in termini più radicali, volendo togliere di mezzo il buon alieno proveniente dallo spazio: uno è Lex Luthor (Eisenberg), scienziato semi squilibrato; l’altro è Bruce Wayne aka Batman (Affleck), milionario che di notte fa il giustiziere notturno nella sua Gotham City. Questi due personaggi cercheranno, in modo indipendente, di far fuori Superman impadronendosi della famosa Kryptonite.

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Dunque Batman v Superman: Dawn of Justice andrebbe diviso in due parti da giudicare separatamente: i primi ¾ e l’ultimo ¼ . Sì, perché al mio occhio anti-cinecomic annoiato e colmo di pregiudizi contro gli imbecilli mascherati che appestano il cinema da 10 anni circa, le prime due ore di film non sono dispiaciute affatto, anzi. Cupo, lento, pomposo e a suo modo “realistico”, il film procede con passo “epico”, costruendo la storia intorno allo scontro “filosofico” (notare l’abundantia di aperte e chiuse virgolette, a scanso di equivoci) tra Superman e Batman. Il primo rappresenta Dio, la divinità, il non-umano irrazionale che interviene dall’alto per salvare la plebaglia inferiore e leggermente retarded; il secondo invece rappresenta proprio l’uomo geniale, razionale, scienziato e individualista che, attraverso la tecnologia e la determinazione, rifiuta e sfida la divinità.

Ecco, ora non voglio dire che in Batman v Superman vi sia racchiusa la storia della filosofia moderna da Pascal a Kierkegaard fino a Nietzsche, ma quanto meno ha uno script che può essere considerato tale. Insomma, le prime due ore per me sono assolutamente godibili: Snyder evita saggiamente di passare subito agli sganassoni high-tech e spinge sul pedale del barocco-goth – arricchito dalle riflessioni sborone su Uomo e Dio – e il risultato complessivo, per quanto mi riguarda, è qualcosa che si lascia guardare senza dare particolare fastidio. Le prime due ore del film, più che a un film, assomigliano a due ore di trailer-teaser iperdilatati e rococò e, siccome i trailer e i teaser di base gasano e teasano, io ho apprezzato. Come esperienza di tipo visivo-sensoriale, per quanto mi riguarda, è piacevole; e la caciara colorata per bambini non cresciuti di The Avengers è un cattivo ricordo.

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Peccato poi che, dalla fine della mega-rissa (secondo me ben girata) tra Batman e Superman, il film di Snyder diventi, a velocità supersonica, una merda totale. C’è un momento particolare in cui il film si sfracella come un auto nei crashtest – un momento che rischia di diventare una delle scelte di sceneggiature più ridicole della storia del cinema dai tempi de La grande rapina al treno – ed è quando Batman cambia idea e decide di allearsi con Superman. Dopo 2 ore di paranoie su Dio, superuomo, Nietzsche, stato di diritto, separazione dei tre poteri dello stato e via dicendo, Bruce Wayne aka l’uomo pipistrello decide di allearsi con Superman perché….perché le loro mamme hanno lo stesso nome (!!!!!!!!!!!!). Non è una battuta, giuro, Batman cambia idea perché sua mamma e la mamma di Clark si chiamano entrambe Martha.

Io non so se Goyer e il suo team di stagisti sceneggiatori abbiano concepito questa svolta durante una seduta di Ayahuasca o abbiano deliberatamente trollato-sabotato il progetto dall’interno, fatto sta che, da quel momento, il film cola a picco come il Titanic. Batman v Superman, post-svolta mammona, diventa una specie di betoniera del trash e del già visto che, con ingressi forzati di nuovi supereroi, una Wonder Woman mai chiamata con il suo nome, un mostro banalissimo sosia deigli orchi de Lo Hobbit e un colpo di scena finale talmente telefonato che lo spettatore non ci crede neanche per una micro-frazione di secondo, manda totalmente in vacca il buon lavoro svolto nella prima parte. Qui una foto dell’orco de Lo Hobbit che interpreta Doomsday:

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Insomma, non pensavo di poterlo dire, ma lo dico: peccato. Il film di Snyder fino a ¾ non mi stava neanche dispiacendo, o meglio, si stava lasciando guardare senza farmi pensare di fare un attentato dinamitardo agli studi della DC e della Marvel che hanno rovinato Hollywood. Invece no, un finale così continua a titillare il Salah Abdeslam che è in me. Chiudo tuttavia con una considerazione: le prime due ore di Batman v Superman valgono tutti i film della Marvel messi insieme; quantomeno è cinema, non è un colorato videogioco di bassa lega comprato dalla Disney.

VOTO: 5


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