10 Cloverfield Lane

Dopo la fine della caciara degli Oscar, per il cinema americano si apre ogni anno un periodo abbastanza pacco. Sono due mesi paludosi, in cui di base non succede nulla e le major puntano a buttare fuori filmacci tendenti al mediocre che sperano di incappare nella gente che va al cinema a caso, filmacci tipo Il mio grasso grosso matrimonio greco 2. Se ve lo state domandando, la risposta è sì, hanno fatto il sequel ed è in sala ora. Insomma, prima che arrivi maggio con i suoi blockbuster cazzari e con il Festival di Cannes, al cinema bisogna andarci con attenzione, altrimenti si rischia di incappare in roba mediocre oBatman v Superman.

Venendo al punto, l’unico titolo americano interessante uscito in sala (in USA e in Francia) nelle ultime settimane è 10 Cloverfield Lane, l’atteso sequel (?) di Cloverfield, il super cult del 2007 prodotto da J.J. Abrams. Nonostante gli incassi al tempo furono magri, il film è con il tempo diventato una pepita osannata qua e là sul web, un Godzilla movie cupo e oscuro girato con camera a mano che tuttora lascia le briciole al Gojira con Bryan Cranston o ai noiosi robottoni di Del Toro. Così, quando due mesi fa uscì a sorpresa il trailer di un film prodotto da J.J. Abrams e che portava nel titolo la parola ‘Cloverfield’, le antenne dei cinefili e dei smanettoni web si sono drizzate: il misterioso e pessimista finale del film del 2007 avrebbe avuto una continuazione? Si sarebbe scoperto qualcosa sulle origini del mega-mostro invulnerabile che attaccò New York? La risposta non ve la do perché sennò entrerei in zona spoiler e per una volta non vale la pena. Al via la sinossi.

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Michelle (Winstead) è una ragazza americana che, una sera, apparentemente litiga con il fidanzato e parte in macchina. Durante il viaggio, Michelle viene coinvolta in un brutale incidente stradale, proprio pochi momenti dopo che alla radio lo speaker aveva parlato di un evento catastrofico capitato nelle vicinanze. La ragazza si risveglia incatenata in uno scantinato, dove è sorvegliata da un ciccione di nome Howard (Goodman), il quale le dice che, di base, all’esterno c’è l’apocalisse e lui l’ha salvata. Per Michelle inizierà una lunga convivenza sottoterra insieme all’uomo misterioso e a un altro ragazzo (Gallagher) apparentemente sopravvissuto: Howard è solo uno psicopatico che l’ha rapita o fuori c’è davvero la fine del mondo?

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Allora 10 Cloverfield Lane ci sta o no? Riesce a non mandare a rotoli l’atmosfera cupa e misteriosa con cui si chiudeva il primo film? Rullo di tamburi……si, ci riesce! J.J. Abrams congeda il Drew Goddard diCloverfield e assolda alla sceneggiatura Josh Campbell, Matthew Stuecken e addirittura Damien Chazelle(il regista di Whiplash), i quali hanno tirato fuori dal cappello qualcosa di decisamente rispettabile, che funziona anche in autonomia dal predecessore. Come si sarà capito, il film è nei fatti un thriller da camera, tutto giocato sullo scontro tra le personalità dei tre protagonisti e con il mondo esterno che viene ridotto a piccoli brandelli di cielo che a volte si intravedono.

Ecco, al netto di spoiler, possiamo dire che il giochino funziona assai; la sceneggiatura lascia lo spettatore in dubbio fino in fondo, indeciso se vedere in Howard un “normale” serial killer-psicopatico o farsi abbindolare dalla sua storia complottista. E il dubbio funziona anche in chiave, diciamo, meta-cinematografica: ci troviamo dentro un thriller o un film di fantascienza? Il dubbio, come detto, rimane fino in fondo ed è già considerabile un successo.

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Da un punto di vista più cinéphile, infine, 10 Cloverfield Lane risulta essere un interessante ribaltamento del primo capitolo. Se prima c’era una catastrofe macroscopica girata in stile minimal-found footage, qui assistiamo ad un dramma minimale e domestico girato invece come un film tradizionale, con tanto colonna sonora e abuso di campi-controcampi. Ma il rovesciamento di Cloverfield continua anche nel significato più profondo del film: se il primo capitolo parlava, in chiave fanta-simbolica, della minaccia astratta del terrorismo post 11 settembre, dove un male oscuro, sconosciuto e invincibile distruggeva il mondo che conosciamo, in 10CL il discorso viene portato avanti, mostrando come, da quasi 15 anni ormai, l’uomo occidentale viva in uno stato di tale paranoia e frustrazione da essersi chiuso in casa, lasciandosi travolgere dal complottismo e dalle teorie più assurde che escono dai computer.

Per il resto, il finale e l colpi di scena li discuteremo magari al bar, di fronte ad un moscow mule. Per quanto mi riguarda, funzionano in modo non stupefacente, ma funzionano. Forse il finale in stile McGyver-Tomb Rider danza in modo pericolo sullo strapiombo che dà sugli abissi del meh, ma alla fine poco male. Ah, date un oscar a John Goodman.

VOTO: 7++


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