Deadpool

Ma che bello poter finalmente parlare di Deadpool! Diciamo la verità: nonostante abbiano provato in tutti i modi a creare un hype disumano per le due epiche battaglie che vedremo sugli schermi quest’anno (Batman v Superman e Civil War), il cinecomic più atteso di questa prima parte di 2016 era senza dubbio il film con Ryan Reynolds (la Skwad può aspettare…). Per tanti motivi.

Alcuni dei motivi sono legati alla storia che sta dietro alla produzione di questo film: produzione travagliata con cambi in corsa, un Reynolds che si impegna in prima persona per rendere il progetto il più genuino possibile e fuori dagli schemi marveliani, quel “Rated R” che per un film su un supereroe dovrebbe essere una ghigliottina ma che finisce con l’essere una benedizione e infine una campagna marketing che così cool non si era mai vista prima.

Insomma, niente cover eteree al piano, niente toni cupi, niente armageddon sullo sfondo: Deadpool è una ventata d’aria fresca.

Per quelli che come il sottoscritto da ragazzini invece di leggere i fumetti pensavano alle gonnelline corte e ai top aderenti faccio un piccolo riassunto sul personaggio e sulla storia di Deadpool: Wade Wilson (Ryan Reynolds) è un mercenario da quattro soldi, arrogante e violento, che un giorno scopre di essere malato terminale di cancro. Per non far soffrire la sua amata Vanessa (Morena Baccarin) decide di sottoporsi ad un trattamento sperimentale che gli viene offerto da una losca corporation che gli promette di curarlo dal male e di donargli dei poteri speciali. Niente di male se non fosse che a capo dell’esperimento c’è Ajax (Ed Skrein) che infierisce su Wade facendolo soffrire come un cane e confidandogli infine che non sarebbe diventato un supereroe ma solamente un superschiavo agli ordini del suo capo. Wade si ribella e fa saltare in aria il laboratorio, procurandosi ustioni pesissime al volto. Scopre, però, di avere il potere della rigenerazione, il chè lo rende in pratica immortale.

Avendo però l’aspetto di un mostro (vedi foto) ha paura a ritornare da Vanessa. Decide così di andare a caccia di Ajax per costringerlo a farlo tornare come prima e per ucciderlo. Ajax rapirà Vanessa. Wade, autonominatosi Deadpool, partirà in missione per salvarla, con l’aiuto di due X-Men.

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La prima cosa che dovrebbe saltarvi agli occhi della storia di Deadpool è che il nostro eroe non ha come missione la salvezza del mondo o chissà quale alto fine umanitario: Wade Wilson combatte per il proprio interesse, per salvare se stesso e il suo amore Vanessa. Questa è la prima grande differenza con gli altri supereroi. Deadpool sbeffeggia gli X-Men, prende per il culo Wolverine e tutto il baraccone che sta intorno al mondo dei cinecomics, parlando in camera, col pubblico e senza peli sulla lingua. Già, il tanto chiacchierato linguaggio di Deadpool. Bisogna farci l’abitudine alla parlantina di Ryan Reynolds perchè la stucchevolezza è dietro l’angolo. In realtà sì, è simpatico, ma alla fine sembra più un deficiente che un vero figo. Però siamo con lui, perchè teniamo alla sua storia d’amore con la spogliarellista e perchè per gli outsider si fa SEMPRE il tifo.

E Deadpool è un vero outsider, un solitario che uccide decine di persone a caso nelle maniere più violente possibili, senza il minimo ripensamento e che cerca di essere portato sulla buona strada da un divertentissimo Colossus, bonaccione indistruttibile d’acciaio e dall’accento russo che è sempre accompagnato dalla ragazza di fuoco dal nome più figo della storia, ovvero Negasonic Teenage Warhead(Brianna Hildebrand).

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L’azione spettacolare c’è. La violenza c’è. I dialoghi spassosi ci sono. I personaggi secondari sono ottimi (Dopinder is really dope). Il giochetto dissacratore del mondo dei cinefumetti funziona e regge per tutto il film. Vediamo anche Wade e Vanessa che si scopano in tutti i modi possibili e immaginabili (e forse è questa la novità maggiore rispetto agli altri film Marvel). Cosa manca a Deadpool?

Al film di Tim Miller manca l’effetto sorpresa, quel colpo di coda spiazzante che fa acquisire ad un film del genere una marcia in più. Deadpool è una macchina che sfreccia in autostrada ma in quarta, senza ingranare mai la quinta. I giri del motore sono altissimi ma ti accorgi che manca lo scatto decisivo, quelqualcosa che ti fa avere la meglio sugli altri. Perchè non basta essere diversi per essere migliori. Deadpoolinsomma non è Kick Ass, è il cugino stiloso di Ant-Man, quello sboccato che scopa un sacco e si sbronza, ma che alla fine a casa fa il bravo bambino e aiuta la mamma a lavare i piatti. Nonostante qualche limite il film con Ryan Reynolds resta una piacevole e divertente realtà dopo tanti cinecomics che si sono presi troppo sul serio. E sulla simpatia, Wade Wilson batte tutti.

Voto: 6,5


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