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The X-Files: il goffo ritorno di Murder e Scully tra complottismo e ufo

Sono passati 14 anni dall’ultima puntata di X-Files. Avevo 17 anni e avevo i capelli lunghi. X-Files era un’istituzione, era LA serie figa per antonomasia insieme a Twin Peaks ed era una cosa presente da sempre, un qualcosa che sembrava non dovesse finire mai. Ma tutte le cose belle hanno una fine e il 19 Maggio del 2002 Mulder e Scully si separavano dopo 202 episodi. Da quel giorno X-Files diventò leggenda: Mulder, Scully, il poster con l’ufo, I WANT TO BELIEVE e l’inconfondibile musichetta. Tutti, anche quelli che negli anni ’90 sono nati, prima o poi hanno dovuto fare i conti col fascino di X-Files.

Il resto è storia recente: la notizia della decima stagione, Duchovny e Anderson di nuovo in campo, nuovi misteri, nuove puntate, hype alle stelle e fans scatenati.

Tra domenica e lunedì sono andate in onda sulla FOX le prime due puntate della Season 10 e mi hanno lasciato profondamente turbato.

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Il nuovo X-Files è brutto. Molto brutto. A tratti comico. Ci sono anche sequenze interessanti (bella la bimba pesce) e del sangue inaspettato in primo piano ma…insomma…no. Sì, c’è il disco volante che si schianta, c’è il rapimento alieno, c’è l’alieno (povero, lo mitragliano), c’è il piano segreto del Governo, c’è il mistero. Ma è tutto brutto. Molto brutto. Adesso, so che può sembrare semplicistica questa analisi che racchiude tutto sotto l’etichetta di “molto brutto” ma dopo averci pensato per ore credo che sia l’espressione giusta da usare.

Le 2 puntate che hanno aperto la nuova stagione sono talmente piene di cose che dovrei utilizzare 140 righe solo per descriverle tutte. Vi basti sapere che tutto parte da una star del web, diventata famosa (e molto ricca) grazie alle sue teorie complottiste sull’11/09, che coinvolge Mulder e Scully nelle sue ricerche, convinto che ci sia una cospirazione governativa contro i cittadini americani. I due si fanno tirare in mezzo da questo paranoico che gira con l’elicottero e dopo aver assistito ad una serie di cose matte mattissime decidono che è ora di rimettersi al lavoro.

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Mulder dopo 10 minuti di puntata sta già sclerando urlando a Scully che tutti mentono, hanno mentito e mentiranno e che he wants to believe. Per poi cambiare idea 10 minuti dopo. E di nuovo 20 minuti dopo.Mulder perde la bussola di continuo ripetendo le solite frasi fatte sugli alieni e sul Governo ad una Scully che dovrebbe far la parte della razionale ma che passa per una nichilista all’ultimo stadio. Mulder, per farla breve, parla come un elettore del Movimento 5 Stelle che si è guardato qualsiasi video complottista possibile e immaginabile su Youtube e che intravede davanti a sè la possibilità di dimostrare al mondo quello che ha sempre sostenuto.

Spesso Mulder parte con degli spiegoni di 5 minuti pieni di nozioni e incastri allucinanti che come risposta meriterebbero da Scully solo un “Ma cosa cazzo stai dicendo? Io me ne torno a casa.“. Invece Scully, che aveva disperatamente bisogno di una botta di vita che la facesse uscire dalla sua esistenza noiosa e triste, lo asseconda di continuo. I due vanno incontro a cose già viste: ufi, abductions, ragazze fecondate da alieni, segreti governativi, mutanti, poteri paranormali. Con qualche flashback qua e là per dare un tono al tutto.

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I problemi del nuovo X-Files comunque vanno oltre i semplici contenuti delle due puntate. Una delle cose che salta maggiormente agli occhi è come la serie di Chris Carter paghi l’essere stata in naftalina per tutti questi anni. Anni nei quali il genere sci-fi ha fatto passi da gigante a livello di scrittura, così come su un altro livello si è portato il mondo delle serie tv, ormai sempre più deciso a pareggiare i conti col cinema. Il nuovo X-Files sembra non tener conto di questa evoluzione: Gillian Anderson e David Duchovny si rivelano interpreti inadatti e goffi di situazioni improvvise e improvvisate, non curate nei dettagli nè approfondite dagli autori. Tutto accade troppo in fretta e i dialoghi sono di un didascalico che irrita, quando non strappa addirittura una risata. Anche l’alternarsi di narrazione verticale e orizzontale è piuttosto confuso.

In questi 14 anni di assenza di Mulder e Scully abbiamo visto Lost, Fringe, Utopia, Black Mirror…ma anche i fratellini minori Roswell, Jericho, Heroes…tutte serie che in un modo o nell’altro hanno portato avanti un certo tipo di discorso legato al mistery/sci-fi. Non si può semplicemente ignorare tutto questo. Non può bastare il fattore revival per far andare bene una serie tv. Può funzionare forse al cinema, ma non in una serie. X-Files rischia di pagare in maniera pesante questo suo essere fuori dal tempo e questo suo non rispondere alle regole moderne delle serie tv.

Ma siamo solo all’inizio. The truth is still out there. I want to believe. Speremmu ben.

 


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