El Club

El Club è il film che fa compiere a Pablo Larraín il primo vero passo verso la piena maturità stilistica e autoriale, dopo la bellissima (ma qua e là frigida) trilogia sulla storia del Cile…
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L’Outsider di questa settimana è probabilmente uno dei film più belli dell’anno (scorso). El Club di Pablo Larraín è infatti il film che venne presentato al Festival di Berlino del 2015 e che quando vinse l’Orso d’Argento la giuria lo definì: “Un film che diventerà un classico della storia del cinema”. Insomma, mica cazzi. Il problema è che El Club parla di preti pedofili e ne parla in un modo assai diretto. Così, dopo aver fatto impazzire giuria, stampa e cinefili del festival berlinese, El Club è misteriosamente scomparso, non venendo distribuito da nessuna parte. I maligni dicono che non era esattamente un “Giubileo movie” e forse hanno anche ragione, visto che come diceva Andreotti “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Comunque ora El Club è diventato disponibile nei canali internet furbetti che tutti noi conosciamo ed è quindi giunto il momento che voi lo recuperiate, perché è un mezzo-capolavoro.

La storia? Siamo in un paesino sperduto sulla costa cilena. Qui la Chiesa Cattolica ha nascosto un gruppo di ex preti (e una ex suora) che hanno commesso diversi reati (pedofilia in primis, ma anche stupro, omicidio, violenza su minori, furto etc.). I preti vivono in una specie di bolla sconnessa dalla realtà, fin quando due persone arriveranno a turbare la quiete: un gesuita mandato dalla Chiesa per far pulizia, un ragazzo tarato mentalmente che da piccolo venne ripetutamente stuprato da uno dei preti. La situazione degenererà presto, prendendo una piega thriller drama inaspettata.

El Club è un filmone, è un film che prende il j’accuse alla camomilla fatto alla Chiesa da quel filmetto di Spotlight e lo trasforma in un pezzo d’arte sconvolgente. Vera e propria danza di spettri, El Club ha il coraggio di guardare i faccia i crimini della Chiesa, senza tuttavia diventare mai un pistolotto anticlericale e scontato: i preti, in fondo, sono esseri umani e noi, come loro, siamo pronti ad allearci con essi contro il primo capro espiatorio. Infine, El Club è il film che fa compiere a Pablo Larraín il primo vero passo verso la piena maturità stilistica e autoriale, dopo la bellissima (ma qua e là frigida) trilogia sulla storia del Cile (Tony Manero, Postmortem, NO – I giorni dell’arcobaleno). Fatevi un piacere e guardate El Club.

El Club, 2015, Pablo Larraín


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