The Visit

Eccoci a parlare del nuovo film di M. Night Shyamalan, regista negli ultimi anni diventato una sorta di personificazione vivente del LOL. Dopo aver fatto un paio di thrilleroni paranormali non da buttate (Il Sesto Senso, The Village), il regista di origine indiane ha infatti inanellato una serie di film che sembrava studiata a tavolino per farsi insultare dai critici. Se E Venne il giorno e Lady in the Water trovano ancora qualche sparuto ultimo samurai che li difende, con il film “giocattolo” regalato al figlio di Will Smith (After Earth) e con la serie tv con protagonista Matt Dillon trasformato nel Vincitore Becchi Mr Shyamalan ha definitivamente trasformato la propria carriera in una barzelletta da social e sé stesso in una macchietta. Ora è tornato con un found-footage horror che in America è stato QUASI apprezzato. Attenzione! Shyamalan è tornato? Rullo di tamburi……….

No.

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The Visit racconta la storia di Rebecca e Tyler, due ragazzini mandati dalla madre a conoscere i nonni materni per la prima volta. La mamma, infatti, ebbe i due bambini durante una scabrosa relazione con un professore che portò i suoi genitori a rompere i rapporti con lei. Ora i due nonnini hanno espresso il desiderio di vedere i pargoli per la prima volta, invitandoli per una settimana di vacanza nelle loro casetta di provincia. Ecco allora che Rebecca e Tyler partono alla volta della casa dei due anziani parenti: Rebecca, che ha ambizioni da regista, si porta dietro delle telecamere e film più o meno tutto. A ogni modo, i nonnini si riveleranno molto strani e inquietanti. Mistero, paura & twist in arrivo.

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The Visit non è esattamente uno schifo, diciamolo. Rispetto agli ultimi lavori di Mister Shyamalan questo piccolo progetto riesce quanto meno ad evitare l’effetto LOL di cui si diceva sopra. Insomma, non ci sono le bambinate fuori dal mondo di After Earth e il fiabesco trash kitsch di Lady in the water; The Visitè, in contrapposizione alle sgangherate opere recenti del regista, un film più solido. Prodotto dalla rispettata Blumhouse, casa specializzata in horror, il film vorrebbe essere un found-footage horror atipico, dall’atmosfera leggermente stralunata e ironica. Il problema è che Shyamalan, forse scioccato da tuttti gli insulti che si è preso negli ultimi anni, non osa fino in fondo, limitando gli aspetti da commedia al bimbetto rapper e in genere standardizzandosi sui classici cliché found footage (con annessi difetti strutturali come l’inverosimiglianza nella telecamera sempre accesa). C’è una scena, in particolare, che rappresenta benissimo il “vorrei ma non posso” che è The Visit: ad un certo punto la nonna inquietante afferra la telecamera e inizia a girare per casa. Ecco in questa scena c’è tutto il potenziale rovesciamento dei canoni found footage in chiave anomala a cui il film ambisce. La “trovata”, tuttavia, viene abbandonata dopo pochi secondi, non facendola progredire e rimettendo il film sui binari classici del FF (la telecamera torna in mano alle vittime buone).

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Se poi ci aggiungiamo anche uno “Shpalman” mancato (sissignori, per un attimo il film stave per regalarci un bellissimo pannolone pieno di merda shapalmato in faccia al ragazzino), la sensazione del film monco e mancato si fa stabile. In un certo senso, peccato. The Visit finisce con l’essere semplicemente un FFnoiosetto e che – problemino non da poco per un horror – non fa mai paura.

Certo, in giro si leggono cose assai belle su questo film. Forse per molti critici e spettatori è sufficiente che Shyamalan abbia evitato di finire di nuovo negli abissi del LOL per urlare al “film riuscito”. Ma purtroppo le cose stanno – almeno a parere del sito di cinema più importante della zona Schengen, ossia noi – diversamente. Chiaro poi che se state cercando un horror da vedere tra joint, birre e scoregge con amici, The Visit può anche andare.

VOTO: 5,5


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