Bølgen – The Wave

Il film norvegese più discusso del 2015 è questo disaster movie su una gigantesca onda che minaccia una cittadina in mezzo ai fiordi. Un film figo che surclassa molti prodotti hollywoodiani del genere.
poster-fbAh che bella la Norvegia coi suoi fiordi e i suoi paesaggi naturali. La piccola cittadina di Geiranger non fa eccezione e i turisti si riversano a fiotti negli alberghi per godersi un tranquillo soggiorno immersi nella natura. In uno di questi alberghi lavora Idun, biondona madre dello skater boy Sondre e della piccola Julia, sposata con Kristian, geologo/scienziato che lavora in una stazione che tiene sotto controllo l’attività delle montagne circostanti. Già, perchè le montagne intorno a Geiranger vivono da secoli in uno stato di equilibrio fragilissimo, che potrebbe essere rotto da un momento all’altro causando un disastro simile a quello del Vajont. Se qualcosa può andare storto state certi che andrà storto. Nient’altro da dire: preparatevi ad abbracciare il disastro.

Bølgen è il film che la Norvegia ha scelto per rappresentarla alla corsa agli Oscar di quest’anno. Scartato dalla Academy, ha comunque spalancato le porte di Hollywood al regista Roar Uthaug, che si è guadagnato addirittura la regia del prossimo reboot di Tomb Raider. Nonostante possa sembrare qualcosa di già visto, il film di Uthaug riesce a sorprendere per ritmo e compattezza, regalandoci un’escalation di tensione da leccarsi i baffi nella prima parte, tutta giocata sul bruttissimo presentimento del protagonista Kristian (un Kristoffer Joner che vedremo anche in Revenant di Iñárritu) e un’avvincente missione di salvataggio nella seconda parte. In mezzo c’è Lei, l’onda, che arriva e distrugge tutto, con una sequenza spettacolare e da brividi.

Noi Sbandati siamo da sempre fans dei disaster movies e inseriamo più che volentieri Bølgen tra gli Outsiders, con la speranza che l’Europa dichiari guerra agli Stati Uniti sul campo dei film distruttivi.

Preparatevi a brividi a fiordi pelle (metteremo il copyright su questa battuta, vi avvisiamo).

Bølgen, 2015, Roar Uthaug


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