Crimson Peak

Il trailer di Crimson Peak ha toppato alla grande presentando come horror qualcosa che effettivamente horror non è. Lo stesso Guillermo del Toro ha da poco spiegato che il suo nuovo film deve piuttosto essere considerato “una fiaba” o un “romanzo gotico” in cui ci sono i fantasmi. Se questa sia una paraculata o la spiegazione di un semplice fraintendimento è da vedere – ma vogliamo bene a del Toro quindi proviamo a optare per la seconda scelta. Quel che è certo è che il regista ha ragione: se andate a vedere Crimson Peak aspettandovi di restare aggrappati alla poltrona del cinema con gli occhi socchiusi e il fiato sospeso, uscirete dalla sala inappagati e pure un po’ abbacchiati. In Crimson Peak ci sono un sacco di elementi horror, ma più che far paura il film offre un senso di vaga e in qualche modo attraente inquietudine.

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Crimson Peak è ambientato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Edith Cushing (akalaAliceinWonderlanddiBurtonelapazzasuicidadiCronenberg, Mia Wasikowska) è un’aspirante scrittrice figlia di un ricco industriale di Buffalo da cui il baronetto inglese sir Thomas Sharpe (Tom Hiddleston) cerca di ottenere un investimento per la progettazione di una macchina scavatrice da utilizzare nelle sue cave di argilla rossa. Al contrario della figlia, Carter Cushing non è impressionato dai loro ospiti (Thomas Sharpe e la sorella Lucille, aka Jessica Chastain) e nutre su di loro dei giustificati sospetti. Dopo la violenta e improvvisa morte del padre, Edith si ritrova a sposare Thomas e a trasferirsi con i due Sharpe nella loro magione di Allerdale, diventando inconsapevole coinquilina anche di un gruppo di raccapriccianti fantasmi.

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Siamo di fronte ad un film carino ma un po’ pasticciato, con trovate decisamente meglio riuscite di altre. Dico pasticciato perché c’è talmente tanta roba dentro da rendere molto difficile inquadrarne il genere. Non che catalogare sia importante ma la completa assenza di un elemento preponderante in questo caso rende molto difficile capire che cosa si sta guardando. Sì, okay, c’è il romanzo gotico e la fiaba, ma c’è anche l’elemento creepy, quello erotico, quello violento, quello horror naturalmente, un pizzico di classico in costume nonché una spolverata di thriller hitchcockiano. Poi 45 minuti in forno ed è pronto Crimson Peak. Visivamente, però, del Toro ha messo insieme uno dei lavori meglio riusciti di quest’anno. La cura delle inquadrature, i contrasti di colore, la forza delle scenografie e dei costumi rende incredibilmente sexy quelle che dovrebbero essere delle tematiche ripugnanti. La trovata dell’argilla rossa che permea dal pavimento della casa “ferita”, come il sangue che le scorre dentro, è un colpo di genio assoluto che rafforza il concetto dell’abitazione in quanto personaggio immobile ma vivo e pulsante. Efficace anche la scelta di rendere i fantasmi insanguinati, deformi e orrendi – seppur realizzati con una CGI discutibile – degli “aiutanti” buoni, in contrapposizione all’eleganza e al fascino dei due fratelli, così perfetti fuori ma marci dentro.

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Quello di Del Toro è un film emotivo, interpretato molto bene (grande Tom Hiddleston, non hai deluso le fan!), con un’ottima sceneggiatura ma una trama volutamente scontata. Quest’ultima scelta, così come quella di rivelare tutto subito – forse in linea con i parodici richiami al classico che aleggiano prepotenti per tutto il film – in questo caso si rivela fallimentare. È qui che arriva la sensazione che Del Toro abbia sprecato il colpo legando degli elementi dal potenziale altissimo a una storia così prevedibile e francamente noiosetta – in particolare per quanto riguarda la parte ambientata a Buffalo, tirata fin troppo per le lunghe. Il finale, invece, è forse la cosa più riuscita di tutto il film, nella sua violenza passionale e in una retorica delicata che si conclude con un bel monologhetto conclusivo. Forse ci aspettavamo un pelino di più da del Toro ma il film in sé è complessivamente soddisfacente.

VOTO: 7-


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