Beasts Of No Nation

E’ appena sbarcato Netflix in Italia ed ecco che noi taaac, precisi come un orologio svizzero, vi parliamo di una sua produzione originale: Beasts of No Nation. Non siamo di fronte ad una serie tv, come sarebbe facile immaginarsi, ma ad un film presentato in concorso a Venezia72 (dove ha vinto il Premio Marcello Mastroianni per l’interpretazione del giovane Abraham Attah) e diretto da quel Cary Fukunaga che ha conquistato tutti con la prima stagione di True Detective.

Ma cos’è Beasts of No Nation? Risposta: un film coi controcazzi.

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Basato sul romanzo del nigeriano Uzodinma Iweala, il film è ambientato in un non precisato Stato dell’Africa occidentale in preda ad una guerra civile (strano…). Il piccolo Agu cazzeggia allegramente coi suoi amici per le strade della sua cittadina, senza minimamente preoccuparsi della crescente tensione all’interno del suo Paese. Verrà portato bruscamente alla realtà quando il Governo dichiarerà fuori legge tutti i Partiti instaurando un regime totalitario ed iniziando una specie di scontro finale contro i ribelli. L’esercito è composto da buzzurri ignoranti e sanguinari che sparano a qualsiasi cosa in odore di nemico: ecco così che padre e fratellone di Agu vengono fucilati, accusati ingiustamente dalla pazza del paese (creduta testimone attendibile da quei furboni dei militari).

Agu riesce a scappare nella boscaglia, imbattendosi nei ribelli capitanati dal Comandante Idris Elba, che lo accoglierà tra le sue fila, trasformandolo in un baby soldato. Inizierà così il lungo percorso di formazione di Agu all’interno della milizia ribelle, durante il quale il bambino spaventato dovrà gioco forza lasciare spazio ad un piccolo uomo col fucile.

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Cary Fukunaga realizza un film dall’impatto pazzesco partendo da una classica storia da romanzo di formazione (ho letto su Wikipedia che in tedesco si dice Bildungsroman) calandola nella realtà spietata e impazzita dell’Africa delle guerre civili e delle mille contraddizioni. Se l’aspetto storico-politico è trattato con un po’ di sufficienza (ma in fondo non sembra mai che sia questa l’intenzione di CF), il ritmo e la totale mancanza di filtri con la quale ci vengono mostrate le violenze della guerra rendono Beasts of No Nation un gran film. Non siamo nel Vietnam dei cecchini o nell’Iraq delle bombe e degli attentati, così come i soldati non sono i Marines muscolosi e nazionalisti nè i kamikaze integralisti. Qua siamo nella foresta con gli africani che lottano solo ed esclusivamente per la propria sopravvivenza senza guardare in faccia a nessuno.

Così ci capita di vedere esecuzioni sommarie per la strada così come agguati o stupri o decapitazioni a colpi di machete. Non esistono regole, esiste solo la volontà di vincere la battaglia per avvicinarsi sempre di più alla vittoria finale. Una vittoria finale che coincide con l’inizio di nuovi conflitti. E’ un serpente che si morde la coda.

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Abraham Attah nel ruolo del protagonista è sorprendente e toccante. Idris Elba dal canto suo in versione Major Lazer dà vita ad un Commandant spessissimo e perfetta incarnazione di tutto il dramma che ruota intorno alla guerra. Il ragazzino e il Comandante nonostante le differenze stanno in realtà compiendo il solito viaggio insensato verso l’annullamento di sè stessi. Uno troverà la forza per trovare un po’ di speranza, l’altro resterà incatenato alla logica della guerra infinita, finendo in un vicolo cieco.

Beasts of No Nation è un film teso e potente, a tratti grezzo e crudo, riuscendo a bilanciare bene la violenza e l’azione al dramma vissuto dai protagonisti, il tutto supportato alla grande dalle musiche sempre azzeccatissime (così come il rap tribale intonato spesso dai regazzini) e da un cast composto in gran parte da attori non professionisti che danno quel tocco di realismo che non fa mai male. Tanto ci sarebbe da dire sul film di Fukunaga, ma dato che in decine di centinaia di decine avete impestato le home di Facebook con “Benvenuto Netflix, addio vita sociale“, andate a cercarlo nel menù e guardatevelo. Se non siete troppo impegnati a rivedervi serie tv dell’anno scorso. Losers.

VOTO: 7,5


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