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Threads – Ipotesi sopravvivenza

Threads – Ipotesi sopravvivenza

Tra docu-fiction e dramma apocalittico, Threads è probabilmente il film che narra nella maniera migliore le conseguenze di un’ipotetica guerra nucleare in Occidente. Da brividi.
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Nella settimana dell’uscita del nuovo capitolo di Guerre Stellari per il nostro consueto consiglio aka Outsider abbiamo deciso di restare in ambito bellico. Non siamo di fronte a spade laser, robot e navicelle ma ad un pericolo più concreto, più reale, più tristemente attuale. Stiamo parlando di ciò che ha terrorizzato mezzo mondo durante tutta la durata della Guerra Fredda e che ancora oggi torna a minacciare la nostra tranquilla vita da pigri ciccioni occidentali: il conflitto nucleare.

Mick Jackson è un autore che ha firmato negli anni ’70-’80 alcuni dei più interessanti e validi documentari (nonchè film di fiction) per la BBC, per poi trasferirsi ad Hollywood e svaccare con film come Guardia del corpo e Vulcano. Nel 1984 realizza Threads (da noi, Ipotesi Sopravvivenza), scritto da Barry Hines, altro autore cardine della tv di Stato inglese nonchè assiduo collaboratore di Ken Loach. Threads esce quasi in contemporanea col più famoso tv movie americano della ABC The Day After, che narra anch’esso delle tragiche conseguenze di un’esplosione nucleare. Ma col film americano il film di Jackson non ha nulla a che fare.

Con uno stile che oscilla tra il docu-fiction e il drama, Threads racconta dell’inesorabile escalation che porterà l’URSS a sganciare ordigni atomici sull’Inghilterra e le disastrose conseguenze che seguono alle esplosioni. E’ difficile riuscire ad immaginare come un film come Threads possa essere un prodotto per la tv pubblica, almeno per noi italioti: la drammaticità e la crudezza di certe sequenze (nonchè il finale shock) rendono Threads uno dei film più difficili e dolorosi da guardare degli ultimi 30 anni. Lo shock non sta nel vedere la bomba esplodere col suo bel funghetto ma nel vedere i sopravvissuti che lentamente muoiono nei mesi e negli anni successivi in un mondo scaraventato nel giro di pochi istanti in pieno Medioevo.

Ciò che fa paura del film di Jackson è l’assoluta plausibilità di tutto ciò che ci viene mostrato. Se pensiamo che una delle cause scatenanti del conflitto nel film è l’attacco ad una nave turca da parte dei sovietici e gli attriti causati dai diversi interessi in medioriente (in Iran precisamente), capiamo subito che ci sono elementi sufficienti per perdere il sonno almeno per una notte. Oltre ad essere estremamente accurato in tutti i suoi dettagli e ad avere un valore cinematografico indiscutibile, Threads è uno di quei film che ha/avrebbe la forza di riuscire a colpire la coscienza delle persone nel profondo. E mandarlo in onda in prima serata adesso che si parla di guerra con la stessa leggerezza con la quale si parla della vittoria dell’Alessandria contro il Genoa in Coppa Italia sarebbe un atto utile, oltre che molto intelligente.

Buona visione.

Threads, 1984, Mick Jackson


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