Black Mass

Black Mass racconta la vera storia di James “Whitey” Bulger (Johnny Depp), storico gangster irlandese di South Boston, partito con quattro spiccioli dai sobborghi popolari ed arrivato, dopo vent’anni, ad avere un vero e proprio impero criminale. Attraverso le confessioni di chi lo accompagnò passo dopo passo in quell’avventura personale, il film ricostruisce tutta la sua vicenda dalle origini, precisamente dalla metà degli anni ’70, quando “Whiteney” era un semplice criminale di quartiere. Grazie alla sua intraprendenza, all’aiuto provvidenziale di alcuni agenti corrotti dell’Fbi e forse anche grazie l’appoggio occulto del fratello, senatore dello stato del Massachusetts (Benedict Cumberbatch), James arrivò presto ad essere uno dei criminali più ricercati d’America. Il film è tratto dall’omonimo romanzo Black Mass: The True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob.

Morti ammazzati, soffiate, contrabbando di armi e chi più ne ha più ne metta. Insomma, non c’è che dire,Black mass è proprio un bel filmetto.

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Nonostante tra serie Tv e film dedicati ai grandi del crimine d’oltreoceano Hollywood abbia ormai spolpato tutto quello che c’era da spolpare dal genere gangster, la formula utilizzata da Scott Cooper è semplice e funziona a dovere. Il film con arguzia riprende molti dei topos del gangster-movie e senza alcuna vergogna si affida ad un linguaggio ed a una struttura sicuramente già visti, ma sempre funzionali all’intrattenimento. Pur mantenendo per l’intera durata del film un profilo basso e mai strafottente, la pellicola riesce ad essere decisamente accattivante. C’è da dire che è forse proprio qui il punto di forza principale di Black Mass: la mancanza di mitizzazione della figura del criminale. Vi è una sorta di presa di distanza da parte del regista nei riguardi dei personaggi ed in particolare del protagonista. La macchina da presa rimane sempre distante, fredda osservatrice degli avvenimenti. Gli omicidi, i pestaggi, la droga, nulla viene presentato se non per quello che era per Whiteney: “Solo affari”.

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Non si aggiunge niente a quello che realmente accadde nella South Boston governata dalla sua gang irlandese. Il regista preferisce, decisamente in controtendenza rispetto a molti altri cineasti contemporanei, rimanere narratore dei fatti realmente accaduti, a tratti diventando pedissequo forse, ma comunque sempre coerente con il proprio stile. Lontani da un coinvolgimento emotivo diretto con lo spettatore, i personaggi, proprio perché vengono tenuti a distanza, mantengono tutte le loro sfumature, intrecciando una trama di relazioni complessa. La storia avanza per accumulo, lenta ed inesorabile, come solo la vita vera sa essere. Il limite del film sta probabilmente, perché comunque, come si scriveva prima, non stiamo parlando di un’opera perfetta, nel perdersi un po’ troppo in una ricostruzione iper-fedele della vita di Whitey. A soffrirne qualche volta è il ritmo.

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Fortunatamente a tenere su la baracca non c’è solo il regista. Nota positiva di rilievo è infatti anche il ritrovato Johnny Depp. Liberato dal peso di dover fare faccette buffe e smorfiette per la gioia dei bambini di tutto il mondo, questa volta l’ex Edward mani di forbice convince per davvero. Svestito dalle collanine e dai braccialettini da pirata fattone e, soprattutto, supportato da un cast di tutto rilievo, Depp regala un’interpretazione che ha la forza di farci ricrede su quello scritto nei suoi riguardi durante gli ultimi anni (a parte riguardo al fatto che sia ingrassato, quello è vero.). Lo pensavamo perso per sempre tra fabbriche di cioccolato e bottiglie di rum, finte o presunte tali, beh, non era vero. Allora chapeau ad un’artista che sa, superati i cinquanta, fare ancora la differenza. Poi vabbè, ad un primo impatto il make up davvero estremo lo fa assomigliare ad un incrocio tra un Nonno Nanni emaciato e Bela Lugosi, ma dopo un paio di minuti di costernazione di fronte a cotanta bruttezza, la vista si abitua e tutto fila liscio.

Quindi guardatevi Black Mass, se non per il film, almeno per ricordarvi com’era Johnny Depp prima di andare ai Caraibi. Buona visione.

VOTO: 7


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