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The Last Witch Hunter

The Last Witch Hunter

C’era una volta Vin Diesel col barbone, tutto bardato e armato di spadone, che andava coi suoi regaz a caccia delle stregone cattivone, colpevoli di aver provocato la peste e la morte di tante brave persone (ciao Inoki). Siamo nel Medioevo e la caccia va a buon fine: l’eroe di XXX si trova faccia a faccia con la Regina delle Streghe e la annienta. Questa però, prima di tirare le cuoia, lancia una maledizione su Vin Diesel, condannandolo ad un’eterna vita di solitudine.

Bam! Siamo ai giorni nostri su un volo Abu Dhabi-New York e Vin Diesel (il suo nome è Kaulder) si è rasato, ma continua a cacciare streghe. Dopo aver sventato un disastro aereo ci spiega come funziona il mondo: dopo la morte della Regina delle Streghe avvenuta secoli prima, è stato siglato un accordo, una specie di tregua tra la multinazionale delle Streghe e l’ordine dell’Ascia e la Croce, che le Streghe le ammazza e di cui fa parte Kaulder. Tutto sembra andare per il verso giusto e Kaulder può permettersi di fare lo sbruffone e il figo in giro per il mondo provandoci con le hostess (sul serio), finchè non gli ammazzano il suo Dolan, aka un prete tutor che gli fa da braccio destro. E non è un braccio destro qualsiasi, è Michael Caine.

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Kaulder è abbastanza seccato dal fatto che gli abbiano seccato il tutor, soprattutto quando a sostituire Michael Caine compare Elijah Wood. Dopo qualche indagine Kaulder scopre che Caine non è morto ma è vittima di un sortilegio da parte di uno stregone barbone di nome Belial, che ha in mente di far tornare in vita la Regina delle Streghe. Maccome, direte voi miei cari amici, non era morta forever la Regina delle Streghe? Evidentemente no.

Grazie all’aiuto di una strega (buona) Dreamwalker (Ygritte di Game of Thrones) Kaulder torna a rivivere gli istanti successivi all’uccisione della Regina, facendo una terribile scoperta: i suoi regaz barbuti lo avevano tradito e non avevano distrutto il cuore della Strega per ragioni che scoprirete guardando il film.

Cari lettori, succedono davvero tantissime cose in The Last Witch Hunter e tutte, o quasi, contribuiscono alla costruzione di un film incredibilmente e spettacolarmente mediocre.

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Erano 5 anni che quel raccomandato di Breck Eisner non faceva un film. Il remake di The Crazies (La città verrà distrutta all’alba) del 2010 non era nemmeno poi così malaccio, ma era un altro tipo di film con un altro tipo di budget e un altro tipo di target…insomma, un altro mondo. In questo The Last Witch HunterEisner ha a disposizione NOVANTA MILIONI DI DOLLARI che vengono usati un po’ a casaccio ma con qualche buon risultato. Il cast è bizzarro ma regge, gli effetti speciali e la CGI sono usati in maniera estrema per ottenere sempre l’effetto più spettacolare possibile (ma cadendo spesso nel kitsch e nel fastidioso), lo script è inutilmente complicato nel suo essere una storiella per bambini delle elementari e Eisner sembra sempre indeciso sul percorso da seguire, sballottato tra l’action, il fantasy che limona con l’horror e Vin Diesel che ammicca.

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The Last Witch Hunter è un film confezionato talmente bene in superficie che i suoi enormi difetti sono lì, in bella mostra sotto la luce del Sole (o della spada infuocata di Kaulder). Difficile capire a che pubblico si possa rivolgere un film del genere, che non ha elementi a sufficienza per diventare un cult alla Blade nè abbastanza stupidità per essere dato in pasto a orde di ragazzini e tamarri che vogliono vedere Vin Diesel che spacca tutto. Credo che il pubblico per il quale è stato realizzato questo film sia individuabile nel sottoscritto che beve una birra sul divano di casa, guardando la tv insieme al cane. Perchè è difficile per uno spettatore pagante in sala accettare i giganteschi WTF? presenti in Last Witch, come il più veloce e ridicolo spiegone della storia del cinema recitato nel finale da Elijah Wood (che giustamente dopo pochi secondi viene fatto fuori).

Il film di Eisner è un ottovolante di ultima generazione montato con qualche bullone in meno. Compie la sua corsa in maniera sbilenca e spesso rischia di disintegrarsi al suolo ma nonostante i mille problemi e difetti riesce ad arrivare in fondo senza farti innervosire troppo. The Last Witch Hunter non è un bel film e non ve lo consiglio, ma non è nemmeno una merda come si sarebbe potuto pensare. E il merito, alla fine, è quasi tutto del faccione del caro vecchio Vin.

VOTO: 5,5


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