I Fantastici Quattro

Ed eccoci a parlare del film più maltrattato dell’anno. Fantastic 4 di Josh Trank, un film che sarebbe dovuto essere un successo (come tutti i film tratti da fumetti Marvel degli ultimi anni) ma che invece verrà ricordato più per le vicissitudini legate alla tribolata produzione e realizzazione che per le avventure di Mr. Fantastic e soci. Già la premessa non era delle migliori: la 20th Century Fox per non perdere i diritti legati ai Fantastici 4 decide di mettere in piedi un reboot in fretta e furia nonostante i primi 2 film (2005 e 2007) fossero stati un fiasco. Per farlo decide di puntare su Josh Trank, uno che all’esordio con Chronicle aveva fatto il botto. Cast con alcuni dei migliori giovani di Hollywood (Teller, B. Jordan, Bell, Kebbell e vabbè…Kate Mara), script affidato a Simon Kinberg che aveva già scritto vari X-Men e gli Sherlock di Guy Ritchie…insomma, sbagliare sembrava impossibile. E invece… Invece succede che Trank scazza con la produzione, la produzione ammutina Trank e lo circonda di badanti (si vocifera addirittura di alcune scene girate da Matthew Vaughn, mentre il finale è stato riscritto da Goddard in parte…), mandando il giovane Josh nel caos, tra tagli, scene rigirate e montaggio disconosciuto dallo stesso regista. Insomma, un bel casino. Ancora prima di uscire, Fantastic 4 aveva già il destino segnato. Ma siamo davvero di fronte ad un film inguardabile? Andiamo con ordine…

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Siamo davanti alla storia di Reed e Ben, giovani nerd che esperimentano e che riescono a inventare per caso o per bravura una macchina che riesce a teletrasportare le cose per poi farle ricomparire. I due giovani ignorano dove vengano teletrasportate le cose che fanno sparire ma ad illuminarli arriva il Dottor Storm, ovvero Reg E. Cathey, che spiega loro che gli oggetti finiscono dritti dritti in un’altra dimensione, su un pianeta che verrà chiamato Planet Zero. Storm è a capo di un super centro di ricerca e assume i due giovani. Qui Reed e Ben incontrano i figli di Storm, Sue e John. Ecco fatto che siamo a 4. In realtà siamo a 5, perchè il cervellone della situazione è Victor Van Doom che, sì, diventerà poi Dr. Doom. Insomma, i 5 riescono a costruire una super macchina teletrasportatrice e siccome vogliono essere i primi a metter piede sul nuovo pianeta decidono segretamente di lanciarsi all’avventura in piena notte per piantare una bandiera americana (…). Tutti tranne Sue, che è la figlia spiona e quindi viene lasciata all’oscuro di tutto dagli altri. Il viaggio va bene. La permanenza sul Planet Zero va male: il terreno non è molto ospitale e inizia a pulsare e a sparare fuori lava verde e, mentre Reed, Ben e John riescono a scappare e a tornare sulla Terra, Victor resta intrappolato sul pianeta.

Al ritorno esplode tutto e nell’esplosione viene coinvolta anche Sue, accorsa per soccorrere i ragazzi: dall’esplosione nasceranno i poteri dei 4 che diventeranno quindi La Roccia, Mr. Fantastic(#quellochesiallunga), La Torcia Umana e La Donna Invisibile. Victor restato sul Planet Zero diventerà Dr. Doom e vorrà distruggere la Terra per creare il suo mondo all’interno della nuova dimensione. Segue scontro. Segue vittoria dei 4.

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Parto dal presupposto che a parte Dylan Dog e Lupo Alberto non leggo fumetti, quindi della storia originale dei Fantastici Quattro non so assolutamente nulla. Tutti i nerds e i fumettari del mondo si sono lamentati della poca attinenza al fumetto del film di Trank ma alla fine chissenefrega. Dall’alto delle mie competenze posso però giudicare un film che, nonostante sia diventato bersaglio facile di critiche, non è poi così terribile. E’ un film riuscito? No. E’ un film brutto? Nì, nel senso che è un film confezionato in maniera talmente sbagliata che quasi fa tenerezza nel suo risultare fuori posto. Il fatto è che Josh Trank non è proprio un cretino ed effettivamente delle cose buone si vedono: tutta la prima parte, nella quale vediamo Ben e Reed da giovani, è fatta bene; le reazioni dei ragazzi alla trasformazione in mutanti sono d’impatto, di un realismo visto raramente nei cinefumetti. Il problema è dato dallo script e dal montaggio. Un’ora e quaranta di film, uno scontro finale di pochi minuti, un villain che compare dopo più di un’ora e viene sconfitto in men che non si dica… E troppi, troppi buchi e casini fatti in fase di post-produzione.

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Non sapremo mai se il film meraviglioso che aveva in testa Trank (come ha rivelato nell’ormai famoso tweet che ha decretato la spaccatura ufficiale con la Fox) sarebbe stato possibile o no. Fantastic 4 è un film cupo, che poco ha a che spartire con i film Marvel che abbiamo visto negli ultimi anni: c’è poco cazzeggio, c’è un’andatura più lenta ma intrigante e l’idea di un’altra dimensione, un nuovo pianeta dove far svolgere i combattimenti poteva essere un’arma favolosa da sfruttare. La banda Trank&soci riesce in parte a raggiungere gli obiettivi nella prima parte, deragliando clamorosamente nella seconda, con giganteschi errori che anche il pubblico meno esperto saprebbe cogliere (in primis un finale BRUTTO).Viene da dire “peccato”, perchè comunque Fantastic 4 non è il Daredevil con Ben Affleck o l’Hulk di Ang Lee o Batman e Robin: è un film abortito, qualcosa portato a termine controvoglia da parte di tutti. E i risultati sono stati quelli attesi: al weekend di apertura il guadagno è stato di 25 milioni di dollari. Il film è costato 120. Ant Man (Marvel Studios) al debutto ne portò a casa più del doppio… Fate voi.

I Fantastici Quattro è un filmetto che comunque si guarda senza urlare alla puttanata. E andrebbe visto anche solo per capire come si riesce a far fallire un film da 120 milioni di dollari.

VOTO: 5+


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