Concorto Film Festival 2015: DAY 6

Nonostante sia partito ormai il countdown per la grande serata finale di sabato, a Concorto continuano senza sosta le proiezioni e le sorprese. Ieri è stata senza dubbio la serata di Monika Bulaj. Fotografa, viaggiatrice, scrittrice, giornalista e membro della giuria di Concorto 2015, ha incantato la platea riunitasi a Parco Raggio con il suo spettacolo fatto di foto, musica e parole. Un racconto intenso ed emozionante che ripercorre il suo viaggio alla scoperta di terre lontane a contatto con i popoli più poveri: dal Nordafrica al Medio Oriente, dal Tibet ad altri Paesi dalle tradizioni e dalle culture antiche e misteriose. Spettacolo senza dubbio affascinante, soprattutto per la bellezza delle foto della Bulaj, splendide e di una potenza rara (vedi sotto un esempio). Nonostante tutto devo ammettere che ho abbandonato il mio posto prima della fine della performance per andarmi a mangiare un piatto di pasta zafferano e pancetta di Basilio che mi ha fatto volare via verso mondi sconosciuti e magici come quelli narrati da Monika. Ma veniamo ai corti in gara ieri che per fortuna erano davvero interessanti.

pagina-festival-immagine-1

Dødstrilogien (The Death Trilogy), di Søren Grau, Danimarca, 17′

La serata parte con una mazzata sulla testa degli spettatori. La Trilogia della Morte che arriva dalla Danimarca non è certo un film facile. Diviso in tre capitoli con il tema della morte a fare da trait d’union, il corto danese viaggia tra momenti alti (l’intero secondo capitolo), a momenti di un patetismo un po’ troppo spinto, riuscendo comunque ad ottenere il risultato di trasmettere quella sensazione di ansia e di vuoto che solo il pensiero della morte può dare. Non un capolavoro ma ci sta. VOTO 6+

When I Get Home, di Aldemar Matias, Cuba, 15′

Il film cubano su una coppia di vecchietti gay inizia alla grandissima con una camera fissa che riprende una stanza degradata con all’interno un cane, una gallina e un anziano che interagiscono in maniera confusionaria. Fosse finito lì il corto di Matias si sarebbe preso un 8, invece continua per un quarto d’ora e ci fa conoscere la simpatica coppia gay cubana che parla del suo passato e che fa cose in casa tipo pulire gli occhi al cane (…). Bella testimonianza di una realtà particolare, When I Get Home non regge alla distanza, perdendo terreno. VOTO 6

L’offre (The Offer), di Moira Pitteloud, Svizzera, 15′ ‘

Un corto che potrebbe essere l’interessante inizio di un lungometraggio, L’offre ci mostra il primo approccio di un giovane svizzero-algerino nel mondo dei servizi segreti. I colloqui pieni di tensione con gli intervistatori minacciosi e misteriosi allo stesso tempo sono il fulcro del film insieme ai dubbi che assalgono il protagonista, deciso ad abbandonare le sue radici per un lavoro che lo porterà finalmente ad avere un’indipendenza economica. Un buon lavoro, con buone idee. VOTO 7

pagina-festival-immagine-2

Ghost Cell di Antoine Delacharlery, Francia, 6′

Il primo film d’animazione della serata è una mina. Tra animazione e CGI, il film francese scorre che è un piacere, con una città (o un mondo intero) fantasma che sembra essere stata tessuta da un cyber ragno. Musica elettronica in sottofondo e svarioni digitali. A tratti sembra di essere di fronte a un video dei Moderat. Promosso. VOTO 7

Asa, la Strega e il Bosco (Asa, the Witch and the Woods) di Sophie Vitelli, Italia, 15’

L’unico corto italiano della serata è l’opera prima di Sophie Vitelli (presente ieri sera tra il pubblico e protagonista di una piccola intervista alla fine del film). Ammetto di essere in difficoltà a parlare di questo lavoro. Se da una parte la fotografia, la recitazione e il risultato complessivo del corto ci fanno ricordare quanto siamo indietro rispetto al resto del mondo, le idee dell’autrice ci portano per una volta oltre i clichè del cortometraggio italiano, mostrandoci qualcosa di azzardato, di stimolante, di artistico nel vero senso della parola. Date dei soldi a questa ragazza perchè il potenziale c’è. VOTO 6

pagina-festival-immagine-3 (1)

Interior. Familia., di Gerard Quinto, Esteve Soler, David Torras, Spagna, 9′

Gli spagnoli nonostante siano uno dei popoli più fastidiosi d’Europa stanno vivendo un momento d’oro per quanto riguarda il cinema di genere, soprattutto in ambito horror, surreale e grottesco. Interior.Familia. segue questa scia e ci presenta due genitori che nel bel mezzo della notte svegliano il loro figlio ventenne per dirgli che lo odiano e che lo ritengno inutile. Grande ritmo e dialoghi super per un film applauditissimo dal pubblico. Piccoli Vigalondo crescono. VOTO 8

In The Distance di Florian Grolig, Germania, 8′

Il cortometraggio d’animazione tedesco di Florian Grolig è una delle cose più belle della serata. La vita di un uomo e della sua gallina viene sconvolta dall’arrivo della guerra, il tutto mostratoci con un inquadratura fissa sull’abitazione del protagonista, letteralmente un “buco” in un palazzo all’ultimo piano. Dolce, potente e commovente quando muore la gallina, In The Distance è una riflessione originale e profonda sul banale tema della guerra. VOTO 8,5

Small People with Hats di Sabrina Nihei, Regno Unito, 7′

Ancora un film d’animazione, ancora un film bellissimo. Sarina Nihei crea un mondo futuristico e surreale nel quale piccoli umani col cappello vengono abitualmente schiavizzati e uccisi (con i cadaveri buttati in un tritarifiuti come fossero spazzatura). La cosa più bella del corto inglese è che cerca continuamente di confondere lo spettatore, riuscendoci tra l’altro benissimo. Una scheggia impazzita. VOTO 7,5

Jag Följer Dig (I Follow You) di Jonatan Etzler, Svezia, 3′

Dalla Svezia arriva il corto che chiude la serata. Quella di Etzler è una divertente e provocante riflessione sull’impatto che i social possono avere sulle nostre vite e sul concetto di privacy totalmente inesistente che ormai popola la mente dei gggiovani. Lo stalker che imbarazza la ragazza sull’autobus funziona ma la riflessione sui social network ormai ha un po’ rotto. Resta comunque un corto divertente e senza pretese. VOTO 6


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.