Concorto Film Festival 2015: DAY 5

Quinto giorno di proiezioni a Parco Raggio con altri ospiti internazionali che arrivano planando da ogni parte del mondo. Il focus Iran e l’omaggio al festival bolognese “TERRA DI TUTTI” sono stati gli intermezzi di una serata che ad essere sinceri è stata probabilmente la meno interessante a livello artistico, ma sempre esaltante dal punto di visto culinario e musicale con la pastazza con pancetta di Basilio che ha mandato in visibilio la folla e il dj set con fonovaligia di Les Fufies and the Rubbish. Ma veniamo ai corti in gara proiettati ieri.

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Sonambulo (Sleepwalker), di Theodore Ushev, Canada, 4′

Su una tela nera prendono forma forme e figure a suon di musica. Un’animazione che potremmo definire carina, in una serata decisamente fiacca dal punto di vista della qualità dei film proposti. Sonambulo è un trip di suoni e colori dalle tonalità jazz che in realtà non convince fino in fondo. Se comparato alle altre animazioni quest’anno in concorso, il corto viene letteralmente schiacciato dai altri film ben più corposi e strutturati, come per esempio Roadtrip o Waves ’98. Un’esperienza visiva poco innovativa che rimane sullo schermo come mero esercizio formale. VOTO 5

Bache (La bambina), di Ali Asgari, Iran/Italia, 16′

Una ragazza in difficoltà per l’arrivo improvviso dei genitori è costretta a chiedere aiuto ad un’amica per nascondere il bambino che ha appena avuto un corto co-prodotto tra Italia e Iran che porta sullo schermo una storia toccante di due donne in fuga dai pregiudizi di una società nel quale avere un bambino al di fuori del matrimonio è una colpa grave. L’interpretazione delle attrici unita ad una regia dal taglio, oserei dire, claustrofobico, rendono alla perfezione il senso di oppressione che i personaggi provano nella ricerca disperata di una soluzione al loro problema. Bache è un’opera intensa e coraggiosa, esempio di una cinematografia molto viva, attenta soprattutto a specifiche problematiche di un paese, come l’Iran, dove vigono regole morali ferree. VOTO 7

Sailor’s Grave, Creazione collettiva, Spagna, 5′

Animazione con disegni a matita e a carboncino per questa creazione collettiva spagnola davvero brutta. Mezzo voto in più per il marinaio storpio. VOTO 4,5

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Verão Polonês (Polish Summer), di André Mielnik, Brasile, 19′

Una biondina tanto carina vola dalla Polonia fino in Brasile per incontrare il padre per la prima volta. Non parla una parola di portoghese ma il linguaggio dell’amore e della lingua è universale e trova subito un bel giovanotto che la affiancherà nel suo strano vagare per le strade della città carioca. L’incontro con il padre e con la sorellastra è tanto atipico quanto freddo. Una storia che vorrebbe toccarci dentro ma che riesce solo a farci versare un altro bicchiere di bianco. VOTO 5

One Minute Art History, di Cao Shu, Cina, 1′

Non si fa in tempo a dire “che figata” che il corto è già finito. Un minuto di disegni che ripercorrono l’intera storia dell’arte pittorica. Un caleidoscopico trip che ci vedremmo volentieri altre 10-11 volte. VOTO 7

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Almost not Beautiful, di Sarah Jean Kruchowski, Stati Uniti, 13′

Lisa e Amanda sono due sorelle americane che vivono una vita agli antipodi. Posata, carina e nice (si legge all’inglese nàis) la prima, artistoide svalvolata e volgarotta la seconda. Il ritorno a casa di Lisa dopo tanti anni servirà alla ragazza per riflettere sul suo passato e sulla sua vita, mettendole di fronte una realtà decadente dalla quale è scappata e dalla quale, forse, si è salvata. Girato in maniera impeccabile, il film della Kruchowski può riuscire a far sentire intellettuale anche uno stolto. Fate voi se è un pregio o un difetto. VOTO 6

Quintal (Backyard), di André Novais Oliveira, Brasile, 20′

I brasiliani che ci piacciono. Quintal è senza dubbio il film migliore della serata, con la sua coppia di anziani che si divide tra porno e popcorn sul divano (lui) e palestre e corsi di fitness (lei). Una misteriosa vagina fosforescente e fluttuante situata nel loro giardino di casa inghiottirà il vecchietto, facendolo poi ricomparire in tempo per il sorprendente ed esaltante finale. Una chicca molto ma molto divertente. VOTO 7

60 Primaveras (60 Candles), di Ana Guevara & Leticia Jorge, Uruguay, 11′

Commedia brillante, girata bene e recitata meglio, quella uruguaiana (o uruguagia?). La festa kitsch per i 60 anni della madre mette Roberto di fronte al parentame più improbabile e caciarone. I dialoghi grotteschi e la faccia sperduta e rassegnata del protagonista sono i tocchi in più di un film facile ma dalla sicura presa sul pubblico. VOTO 6,5


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