Concorto Film Festival 2015: DAY 4

Siamo al giorno 4 e le cose si fanno molto interessanti. Non solo perchè per fortuna siamo tornati nella splendida cornice di Parco Raggio abbandonando grazie al meteo clemente il cinema OMI ma perchè i cortometraggi in gara questa sera sono tra i più interessanti. Addirittura uno dei possibili Sbandati d’Oroera in programma questa sera e ce lo siamo goduti con molto piacere. E poi che dire, c’era l’anteprima italiana del cult di David Sandberg, quel Kung Fury che è già stato nostro Outsider e del quale abbiamo già tessuto le lodi in lungo e in largo. Ma vediamo nel dettaglio i film proiettati nella sera di martedì, con tanto di pagella e commento. Let’s go.

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Bailu Dream, di Nicolas Boone, Francia, 12′

Uno dei miei preferiti. Il corto del francese Boone ci porta in Cina, nel villaggio di Bailu. Un villaggio distrutto da un terribile terremoto e ricostruito dalle fondamenta seguendo lo stile di una tipica cittadina francese. E’ una visione surreale, che ci porta a domandarci se ciò che ci viene mostrato è la realtà o solo finzione. E su questo confine il regista gioca, con un piano sequenza affascinante e incisivo che stupisce e ci mostra una realtà ai limiti del grottesco. VOTO 8,5

Operation Rising Tusk, di Wildboar Engelhardt, Germania, 5′

Un corto d’animazione con un elefante nello spazio. Basterebbe questo per dare 10 al film tedesco, ma dobbiamo trattenerci dai facili entusiasmi. L’elefante spaziale occidentale viene salvato da una cagnetta sovietica, in un incrocio di dolcezza e risvolti politici più o meno nascosti. La collisione col panda cinese nel finale serve solo a rovinare la festa. VOTO 6,5

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Pineapple Calamari, di Kasia Nalewajka, UK, 9′

Un altro corto d’animazione dai risvolti dolceamari. La storia di una donna che sostituisce alla compagna morta il suo cavallo (facendogli indossare anche i suoi vestiti) commuove e sorprende, sia per stile che per contenuti. Una piacevole sorpresa all’interno della serata, che comunque risulta inferiore per spessore e impatto visivo agli altri film in programma. VOTO 6

Varicella, di Fulvio Risuleo, Italia, 14′

Arrivano i nostri. Applaudito a Cannes, il corto italiano è un grottesco scontro tra moglie e marito riguardo la varicella del figlio piccolo. La moglie insiste per fare ammalare subito il figlio, temendo tragiche complicazioni in futuro, il marito più realisticamente la manda a fare in culo. Una storia singolare e ben recitata, che non raggiunge sul piano cinematografico i livelli di molti film esteri ma che fa ben figurare lo Stivale. VOTO 6,5

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Hollow Road, di Drew Pautz, UK, 15′

La delusione della serata. E non perchè il film di Pautz sia brutto ma perchè inizia alla grande con un incipit pieno di pathos e di buone intenzioni per poi sgonfiarsi fino ad arrivare ad un finale moscio e deludente. Un thriller girato con maestria che muore lentamente sotto i colpi di una sceneggiatura trascurata. Peccato, perchè il tema dell’inquietante autostoppista poteva regalarci gioie. VOTO 5,5

Ramona, di Andrei Cretulescu, Romania, 20′

Arriva dalla Romania il possibile Sbandato d’oro 2015. Il film di Cretulescu è un viaggio pulp sulle orme di una misteriosa bionda sexy che uccide le sue vittime senza pietà. Girato con un cinico distacco, il corto rumeno ha l’atmosfera dei migliori film indie-horror, con una sequenza finale dal grosso carico emotivo. La colonna sonora dei Bauhaus è la ciliegina sulla torta. VOTO 9

Papa Dans Maman, di Fabrice Bracq, Francia, 6′

La commediola francese di Bracq chiude la quarta serata di proiezioni strappando risate e consensi. Il dialogo tra due bambine che sorprendono i genitori a fare sesso è spassoso ed esilarante, grazie soprattutto all’interpretazione delle piccole attrici. Un film leggero e divertente che non ha comunque grosse speranze di strappare un premio. Una pacca sulla spalla e nulla più. VOTO 6


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