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Concorto Film Festival 2015: DAY 2

Concorto Film Festival 2015: DAY 2

Nonostante ieri sera la classica nuvola fantozziana incombesse sul parco di Villa Raggio, alla fine il tempo e gli dei sono stati clementi con il Festival, permettendo finalmente alla seconda serata di Concorto di svolgersi senza troppi intoppi. Tanti gli ospiti intervenuti sul palco, intervistati per l’occasione da uno spumeggiante Alessandro Zucconi e da un democristianissimo Simone Bardoni. Il primo ad essere invitato a salire sul palco è stato Francesco Vecchi, regista dell’interessante animazione “La Flèche Delta”. Il suo corto, realizzato attraverso tecniche miste, ombre cinesi unite ad interventi al computer, racconta una festa immaginaria in un edificio nel bel mezzo di un bosco. Il regista, parmigiano doc, come ci ha tenuto a ribadire più volte incurante del fatto che si trovasse in territorio piacentino tendenzialmente ostile alla città ducale, ha ripercorso i passi che lo hanno portato a produrre il suo lavoro, sottolineando come tanti siano nel corto i riferimenti al suo territorio di provenienza. Il battistero di Parma in particolare, a sentire Vecchi, è stata una vera e propria ossessione per lui, dal quale a tratto ispirazione per l’illustrazione dell’edificio nel corto dove si svolge la tombolata delle ombre cinesi. Ad intervenire nel corso della serata sono stati inoltre la graziosa Aino Suni, regista finlandese del corto “Next Level” e l’attore machile principale del film “Fire”. La prima, accompagnata in Italia dalla produttrice Niina Virtanen e dal direttore della fotografia Kerttu Hakkarainen, ha spiegato come una ragazza all’apparenza così innocente come lei sia finita a raccontare nel suo cortometraggio di sette religiose e suicidi collettivi. All’origine di tutto, ha confessato la regista, è stato il suo interesse per un macabro evento di cronaca nera avvenuto in California anni or sono, dove un’intera setta religiosa americana, composta da decine di persone, decise di suicidarsi in massa per seguire il proprio guru. Da questo spunto è partita l’idea per Next Level. Film girato con un budget contenuto, il corto è un’opera semplice ma ben costruita, che narra le vicende di Nilo, giovane membro di una setta religiosa che, irretito da una guida spirituale ormai abbandonata da tutti i suoi discepoli, dovrà decidere se seguirla o meno nel suo ultimo viaggio spirituale oltre la morte. Aino ha poi messo al corrente il pubblico riguardo ai progetti sul quale sta lavorando attualmente e tra i più interessanti, almeno per noi Sbandati, c’è sicuramente un film horror molto particolare. La sceneggiatura sembra non essere ancora pronta ma il soggetto, ha detto sempre Aino, a grandi linee racconterà la storia di una donna che divora il fratello durante una passeggiata nei boschi. Vai Aino sei tutti noi! Ultimo in ordine di apparizione ieri sera sotto i riflettori del Concorto Film Festival è stato il poco modesto Florian Wolfrom, attore presente nel corto francese in concorso Fire. L’attore francese, che nel corto interpreta un ragazzo di paese che si approfitta sessualmente di una ragazza durante una festa di paese, ha voluto sottolineare come durante le riprese abbia dato un suo personale contributo dispensando consigli per la scena della stupro, sia all’attrice che impersonava la vittima, sia alla regista del corto, entrambe a suo avviso a “disagio nel girare la scena”. Se la temperatura al parco era già rigida, vi assicuro che in quel momento si è ulteriormente abbassata. Comunque, concluse le proiezioni la serata è terminata tra le intriganti video installazioni dei Bellagio Bellagio ed il solito buffet di salumi. Insomma, anche ieri una giornata intensa ma appagante al Concorto Film Festival. Qui di seguito vi lasciamo alcune recensioni dei film proiettati ieri, le mancanti saranno postate domani. Stay Tuned!

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Tisina Mujo (Quiet Mujo), di Ursula Meier, Svizzera/Francia/Bosnia, 11′

Durante un allenamento di calcio, Mujo calcia il pallone nel bel mezzo di un cimitero non lontano dal campo sportivo. Allontanatosi dal resto della squadra per recuperare la palla incontrerà tra le tante tombe una donna. Una fiction girata nella Sarajevo odierna e che racconta un evento banale quanto simbolico: l’incontro di due generazioni diverse in un luogo di memoria. Il corto sembra raccontare come il segno indelebile della guerra dei Balcani, più che negli edifici diroccati o nell’economia devastata, sia nei sentimenti delle persone che in quella guerra hanno subito perdite gravi. Il bello di questo cortometraggio sta forse nella mancanza assoluta di retorica e nella capacità di trasmettere empatia attraverso i piccoli gesti degli attori. #memoriesfrom1994 . VOTO 7

Yaar, di Simon Gillard, Belgio, 20′

L’estrazione dell’oro in Africa vista dagli occhi di un artista. Un viaggio in una terra piena di colori e suoni. Un documentario a tratti spettacolare che narra in maniera originale tanti dei passaggi che portano i minerali preziosi ad essere estratti dal ventre della terra. I colori sgargianti della savana sono bilanciati dall’oscurità delle miniere nelle quali migliaia di persone lavorano e muoiono ogni giorno. L’utilizzo di un estetismo a tratti estremo porta lo spettatore letteralmente ad immergersi nei suoni e nelle immagine proposte dal corto. #laviadell’oro VOTO 8

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Roadtrip, di Xaver Xylophon, Germania, 22′

Julius soffre d’insonnia e proprio non capisce il perché. Decide allora di partire per un lungo viaggio in moto. Tuttavia lasciare Berlino sembra essere più difficile del previsto. Il corto, attraverso gli occhi di un ragazzo insonne, ci mostra una Berlino senza contorni definiti e senza contrasti. Un’opera davvero interessante che ha nella sceneggiatura il suo punto di forza principale. Come già accaduto nelle passate edizioni del festival, le animazioni riescono a trasmettere emozioni davvero uniche. Road Trip sostiene la tesi della leggerezza calviniana e ci accompagna, senza strappi, attraverso la lenta ricerca di una risposta all’insonnia del giovane Julius. Un soggetto banale forse, ma reso con grande maestria. #insomniainBerlin VOTO 8,5

Next Level (2015) di Aino Suni (Finlandia)

Nilo è deciso nel seguire la sua guida spirituale nell’ultimo viaggio al di là della morte. La voglia di vivere prenderà però il sopravvento. Una vicenda semplice, resa in modo efficace da una regia asciutta e mai ripetitiva. Next Level non vincerà certo l’Asino d’Oro, ma colpisce nel segno, mostrando le tutte le potenzialità di uno shortfilm. Il cortometraggio finlandese fotografa il preciso momento in cui il giovane apprendista di una setta religiosa riceve l’illuminazione che con tanta abnegazione andava cercando. Le immagini raccontano più di qualsiasi parola, sembra dirci il regista. Ci vogliono pochi minuti per affezionarsi a questo adolescente irrequieto. Un film in qualche maniera disturbante, in un equilibrio formale perfetto. #suicididimassa  VOTO 7

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A Single Life, di Job, Joris & Marieke, Olanda, 2′

Cosa succederebbe se fossimo in grado di mandare avanti e indietro il tempo a nostro piacimento? Difficile scrivere qualcosa riguardo ad un’animazione di appena due minuti. Diciamo subito che nel 2015 ha ricevuto una nomination agli oscar, senza però raccogliere nessuna statuetta. Purtroppo il corto a mio avviso rimane letteralmente schiacciato tra le ben più corpose opere della serata. Certo le due siure piacentine della fila accanto a me, dalle risate sguaiate con le quali hanno accompagnato i titoli di coda, lo hanno sicuramente apprezzato e in fondo Concorto è anche questo: un gruppo di hipsters illuminati nel bel mezzo della pianura padana. Come diceva il personaggio della suora ne La Grande BellezzaLe radici sono importanti”, ben vengano quindi cortometraggi nazionalpopolari tra una mattonata e l’altra, ma soprattutto prima del lauto buffet.#risateafineserata  VOTO 5


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