Hardware

Il film d’esordio del folle Richard Stanley è un mix di fantascienza e horror ambientato in un futuro post-apocalittico e delirante. In poche parole, questo film è il cybperpunk…
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Se dovessi pensare a due aggettivi per definire Hardware di Richard Stanley i primi che mi salterebbero alla mente sarebbero senz’altro industrial e cyberpunk. Da una parte lo scenario post-apocalittico di una città fatta di fabbriche fatiscenti circondate dal deserto, dall’altro la tecnologia avanzata capace di creare robots totalmente coscienti e in grado potenzialmente di prendere il controllo del mondo. Questi due aspetti si intrecciano e convivono nel film d’esordio del weirdo sudafricano Stanley, su una colonna sonora sparata a tutto volume sulle note di Ministry, Einsturzende e Motorhead. A proposito della band di Ace of Spades: Lemmy compare in un cameo nel ruolo di un tassista, così come Iggy Pop nel ruolo di predicatore. Un film punk, come dicevamo.

Hardware è tutto e il contrario di tutto: è horror, è fantascienza, è azione. Ma più di ogni cosa è la prova sorprendente di Richard Stanley che dirige in una maniera folle e sregolata, con un’immagine che spesso e volentieri prende la via della psichedelia tra flash colorati e luci sempre caratterizzate da una tonalità rossa che domina tutto il film. E’ la storia di Moses (Dylan McDermott), un ex soldato ora robivecchio che entra in possesso del teschio di un cyborg e lo dona alla fidanzata artista, esperta di sculture di metallo. La testa robot si rivelerà essere un pezzo di un pericoloso cyber-soldato sperimentale creato in segreto dal governo, il M.A.R.K. 13, che possiede la capacità di ricomporsi e riaggiustarsi by itself. Una volta tornato operativo, il robot scatenerà morte e caos nella casa di Moses e Jill (Stacey Travis), che tenteranno di fermarne la fuga.

La sceneggiatura non è di certo il punto di forza del film, lo avrete capito, ma fidatevi se vi diciamo che l’opera prima di Stanley è una bomba. E’ una realtà quella di Hardware nella quale Mad Max e Terminator si potrebbero muovere totalmente a loro agio, così come noi vecchi punkettoni (citando un coglione).

Hardware – Metallo Letale, 1990, Richard Stanley


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