Dealer

Una giornata nella vita di uno spacciatore di Budapest raccontata con poetico realismo da uno dei maggiori esponenti del nuovo cinema ungherese. Imperdibile e subliime…
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Dealer è un viaggio nella giornata di uno spacciatore. No, dimenticatevi Trainspotting, Pusher e cose simili. Il film di Benedek Fliegauf è un film d’autore a 360° e nonostante proceda lentamente e spesso tra lunghi silenzi per più di 2 ore è uno dei film più fighi che potete trovare sul tema droga, trattato qui dal punto di vista di un venditore, un dealer appunto, che vede le vite dei suoi clienti (dal guru al malato, dalla madre tossica al junkie tradizionale) intrecciarsi inesorabilmente con la sua.

Fliegauf è considerato insieme a György Pálfi (regista di un altro film della madonna come Taxidermia) uno degli autori di punta del nuovo cinema ungherese. Accostato un po’ a casaccio a Béla Tarr (come se tutti gli ungheresi dovessero ispirarsi a lui), Fliegauf è conosciuto al grande pubblico soprattutto per aver diretto Womb con Eva Green (che avevamo recensito qui), nel quale provava la strada del surreale. Dealerè invece un film più diretto e genuino, che affianca alla crudezza del tema trattato una delicatezza e una poesia invidiabili. Felícián Keresztes nella parte del pusher è perfetto e i personaggi secondari con le loro storie disperate sono i perfetti testimoni di situazioni borderline, nelle quali solo la dose può essere d’aiuto.

Si parla di droga, certo, ma Fliegauf ci vuole mostrare soprattutto esseri umani in cerca di una via d’uscita dal dolore e dal disagio quotidiano. Una via d’uscita che può essere una liberazione momentanea dal dolore, da un problema o una soluzione definitiva ai mali della vita.

Un film triste e bellissimo.

Dealer, 2004, Benedek Fliegauf

 


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