Ant-Man

L’uomo-formica! Non è bello solo il concetto? Boh vabbè, a me piace molto l’idea dell’uomo-formica, mi sembra uno di quei supereroi che ti inventi quando sei alle elementari e stai giocando in cortile a ricreazione coi soldatini. La Marvel ci ha fatto un fumetto. La Marvel, ora, ci ha fatto anche un film. Siccome l’estate è lunga e il prossimo monumentale Civil War uscirà solo a maggio 2016, la casa di Burbank cazzeggia con qualche uscita minore (ad agosto usciranno i Fantastici 4 dei quali non mi è mai fregato assolutamente nulla). Ecco quindi l’uomo-formica! Paul Rudd protagonista, Michael Douglas a comandare le danze, Michael Pena a fare quello simpatico, Kate di Lost a fare la donna e Corey Stoll (#quellodithestrain) a fare il cattivo. Ecco gli ingredienti per la fresca torta gelato Marvel.

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La storia dell’uomo-formica la ignoravo totalmente: Scott Lang è uno scassinatore che si trova a fare qualche anno di gabbio a St. Quentin e quando esce non ha nessuno su cui contare se non il suo amico latino Luis e la sua combriccola di ladruncoli fessacchiotti. Vuole iniziare una vita normale e lasciarsi il crimine alle spalle ma quando Luis gli propone un colpo che sembra facile e redditizio cede alla tentazione. La cassaforte che riesce ad aprire però non contiene soldi nè oro nè gioielli ma una strana tuta. LA TUTA DELL’UOMO-FORMICA. Scott la porta a casa e se la prova e diventa, indovinate un po’, grande come una formica. Vabbè, tagliando corto: la tuta è di Michael Douglas che è il fondatore dellaPym Tech, un’azienda che fa ricerca e crea nuove tecnologie superfiche. Tipo la Stark Industries, ma sua rivale. Douglas ha inventato il rimpicciolimento formicale e dopo il fallimento di un paio di missioni (nelle quali perde la vita la moglie) tiene nascosta la sua invenzione a tutti, da Stark al suo braccio destro Darren Cross, che cercherà in tutti i modi di trovare la ricetta giusta (un po’ come per la Coca-Cola). Sfortunatamente Cross ci riesce e non è una cosa buona perchè il rimpicciolimento formicale può cambiare le sorti del mondo. Soprattutto se l’Hydra mette gli occhi sull’invenzione. Douglas incontra Scott e lo convince a diventare l’uomo-formica per andare a distruggere le tute per il rimpicciolimento inventate da Cross. Partirà una missione molto fica che si concluderà con lo scontro finale tra l’uomo-formica e Cross, che una volta indossata la tuta si trasforma in Yellowjacket.

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Scritto tra gli altri da Edgar Wright e diretto da Peyton Reed,  Ant-Man nasce già come progetto minore dei Marvel Studios, come filmetto da inserire nel mezzo della strada che porta a Civil War. In realtà i nerd apprezzeranno Ant-Man proprio per i riferimenti più o meno velati ai prossimi film Marvel che per la storia di Scott in sè. Non sarebbe poi così tanto assurdo dire che la scena più interessante del film è la post-credits, nella quale l’uomo-formica non compare neppure. Però dobbiamo parlare dell’uomo-formica e del film a lui dedicato, quindi dimentichiamoci il resto e concentriamoci su Paul Rudd e la sua faccia inutile. Paul Rudd, appunto. Carisma zero, siamo ai livelli di Capitan America come espressività, forse di meno. Per fortuna ci sono i due Michael (Douglas e Pena) che tengono in piedi la baracca, uno con le parti serie e uno con quelle comiche. Vista la particolarità del personaggio, l’attesa poteva essere solo per le sequenze ambientate nel mondo rimpicciolito nel quale le formiche fanno il brutto e il cattivo tempo.

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L’aspetto più interessante del film è proprio il rapporto che lentamente si crea tra Scott e gli insetti. Le piccole formiche (ogni tipo di formica ha la sua caratteristica e la sua funzionalità nella missione di Ant-Man) regalano infatti momenti divertenti quando interagiscono con Scott, sia durante il training che durante la missione vera e propria. Il combattimento finale con Yellowjacket è deludente, se si esclude l’ormai celebre scena del trenino. Molto più interessante è invece lo scontro con Falcon, incontrato sul tetto della base degli Avengers. Questo ruolo di outsider fa guadagnare qualche punto al personaggio di Ant-Man che in realtà viene messo in ombra un po’ da tutti, Evangeline Lily compresa, che con un piccolo accenno al suo futuro nei panni di The Wasp crea più hype di Paul Rudd in tutto il film.

Per il resto il film scorre come un film Marvel deve scorrere, ovvero in maniera leggera e piacevole. I momenti di tensione e di stallo sono ridotti al minimo per lasciare spazio a toni più leggeri e a scene d’azione che cercano più una spettacolarità giocosa for kids che un impatto potente. Prendiamo Ant-Man per quello che è e non perdiamo troppo tempo ad analizzarne pregi e difetti. L’uomo-formica tornerà, la Guerra Civile è alle porte e sappiamo già da che parte starà Ant-Man (zero spoiler, guardatevi il film).

VOTO: 6


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