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Terminator Genisys

Terminator Genisys

Degli ultimi due Terminator (Le Macchine Ribelli e Salvation) ho ricordi confusi e scriteriati, eredità di distratte visioni su Sky facendo zapping tra la Champions League, Skytg24 e qualche talk televisivo. Di Terminator 3 ricordo per esempio che finiva con l’olocausto nucleare che i protagonisti avevano cercato di evitare per 2 ore e 20 di film e di Terminator 4 ricordo dei robot-motocicletta che inseguono Christian Bale in un’autostrada del futuro. Poco altro. D’altronde, nei confronti di questi infiniti sequel/remake/reboot che altro non sono che prodotti concepiti per fare soldi senza investire in idee nuove, rivendico il diritto alla disattenzione. Tanto questo tipo di film non chiede allo spettatore attenzione o concentrazione, ma solo denaro. Con questo spirito, passiamo alla recensione del nuovo capitolo della saga: Terminator 5 aka Terminator Genisys.

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La trama è un casino. Dunque, nel solito futuro apocalittico in cui gli esseri umani fanno la guerra alle macchine, John Connor (Jason Clarke) ha praticamente sconfitto SkyNet. Prima di venire distrutto, però, il computer cattivissimo manda indietro nel tempo (nell’1984) un T-800 per uccidere Sarah Connor e impedire la nascita del futuro capo della resistenza. Gli umani, allora, mandano nel passato il soldato Kyle Reese (Courtney) per fermare il cyborg. Il giovane tuttavia scopre che Sarah Connor (Emilia Clarke) non solo ha già sconfitto il nemico, ma vive da circa 10 anni con un altro T-800 buono (Schwarzenegger) che la protegge. Kyle è infatti finito in una timeline alternativa in cui Skynet prenderà il potere non più con le bombe nucleari nel 1997 (come nei film precedenti) ma nel 2017, attraverso un app per smartphone che si chiama Genisys e che è entrata in tutte le vite delle persone del mondo (vedi alla voce “metafora” su Treccani). Insomma, Kyle, Sarah Connor e il Terminator buono decidono di fare un altro salto temporale e andare nel 2017 per fermare il social-SkyNet. Ma troveranno un nemico che non si aspettavano.

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Evitando di ripetere lo stesso j’accuse di cui dicevo sopra contro il cinema ormai ridotto a serie televisive dilatate in saghe vuote e succhia-soldi, vorrei concentrare l’attenzione su una delle principali scelte narrative del film e sul momento in cui gli sceneggiatori, durante una riunione di pre-produzione, l’hanno approvata. Voglio immaginarmi il momento in cui, durante un teso c.d.a., uno sceneggiatore prende coraggio, si asciuga il sudore, alza un dito e dice: “Ho un’idea. E se traformassimo John Connor in un Terminator?” Sì, perché per chi non lo sapesse o non avesse guardato il poster ufficiale del film, John Connor diventa un Terminator. Per l’esattezza un T-5000 che ha dei poteri paragonabili a quelli di supereroe della Marvel. Ecco, come dicevo, mi piacerebbe avere una registrazione audio-video del momento esatto in cui questa idea viene proposta e successivmanete approvata dalla produzione. Sarebbe una bella testimonianza con forti valenze simboliche del buco nero in cui le major si stanno cacciando con questo trend dei remake, reboot, sequel, prequel, spin-off e sticazzi. Stanno andando verso il nulla, o meglio, nel caso specifico di Terminator Genisys, verso scelte ridicole a causa della frustrazione e della mancanza di idee.

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Crisi di Hollywood a parte, Terminator Genisys è un piatto e sconclusionato sequel della saga inventata da James Cameron negli anni ’80. Spettacolarmente assai deludente (unica scena degna di nota è un pulmino della scuola che decolla sul ponte di San Francisco), il film soffre una sceneggiatura inutilmente intricatissima, ingolfata da troppi colpi di scena che si auto-depotenziato per inflazione e da personaggi con il carisma di una sedia. Se infatti l’Emilia Clarke prelevata da Game of Thrones è una Sarah Connor teenager poco credibile ma comunque gnocca, Jay Courtney più che un attore sembra un aggregato di carne che cerca di recitare. Per quanto riguarda Schwarzie sì, è simpatico e gigioneggia tantissimo, ma non basta per salvare un film (o per governare la California).

Insomma, il consiglio è di rimanere in spiaggia e non andare al cinema a vedere Terminator 5.

VOTO: 5-


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