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Unfriended

Unfriended

Unfriended è il classico film a cui non avrei dato 2 lire (ah, quando c’era la lira!). Horroretto estivo, regista georgiano (di Tbilisi, non di Atlanta), trailer un po’ troppo teen oriented e la trovata furbettina dell’ambientazione online che, ammetto, mi irritava un po’. Insomma, il film di Levan Gabriadze puzzava di cazzata lontano un miglio. Però c’è il però della produzione Blumhouse che negli ultimi tempi è praticamente una garanzia per i film di genere horror e quindi non solo ad Unfriended ho dato 2 lire, ma ho dato 7,50 euro.

E alla fine ne è valsa la pena.

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Il giochino al quale si affida Unfriended è quello dell’ambientazione online su internet. Mi spiego meglio: ciò che vediamo sullo schermo altro non è che il desktop del computer della protagonsita Blaire (ammicco ammicco) che chatta col boyfriend Mitch, va su facebook, guarda filmati su youtube…insomma si fa i suoi cazzi. Le cose si fanno interessanti quando parte una videochiamata Skype con Mitch e dei suoi amici, tra i quali compare anche un tizio sconosciuto, tale billie227.

I ragazzi si chiedono chi sia questo intruso nella conversazione e provano a eliminarlo, senza fortuna. Riavviano la chiamata 2 o 3 volte ma niente, l’avatar misterioso è sempre presente. Nel frattempo arriva un messaggio su facebook a Blaire. Niente di strano direte voi e invece no perchè a mandarle il messaggio è stata…rullo di tamburi…LAURA, LA SUA AMICA MORTA SUICIDA L’ANNO PRIMA. Che cosetta sconvolgente. Insomma, viene fuori che questa povera crista si era sparata un colpo in testa dopo che qualcuno aveva messo online un video nel quale la si vedeva sbronza persa a collassare in mezzo a un prato con le mutande sporche di merda (si può dire merda? si può dire). Si, la belloccia Laura si era defecata addosso. E decide di spararsi. Ci sta.

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L’avatar misterioso inizia a fare il bullo e piano piano rivelerà un sacco di segreti ai ragazzi, mettendoli continuamente alla prova e finendo col metterli l’uno contro l’altro. Chi si rifiuta di essere sincero e di ammettere i propri peccati MUORE. Come? Eh, SI DICE CHE non bisogna mai rispondere online al messaggio di un morto altrimenti……

Unfriended sembra una cazzata, si traveste da cazzata, in alcuni momenti è una cazzata ma è molto molto molto spassoso e ben fatto. Dietro ad uno script semplice e cool c’è il lavoro certosino di Gabriadze che si diverte un casino a giocare con i programmi, i siti e i social vari per creare elementi di tensione. Ed è una tensione 2.0: non sono le scale buie che portano in cantina a mettere ansia allo spettatore ma l’attesa per il download di un video o per l’apertura di un link. Non ci sono ritrovamenti di manoscritti rivelatori ma video caricati su youtube e si sobbalza quando all’improvviso parte Spotify con How you lie, lie, lie di Connie Conway. Il desktop del pc diventa insomma il playground di Gabriadze, che non sbaglia quasi nulla.

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Quello che rende Unfriended un film apprezzabile non è tanto il modo in cui è realizzato (già c’erano stati degli esperimenti simili in passato, da The sick thing that happened to Emily when she was younger, episodio firmato Swamberg di V/H/S, a quel corto sulla storia d’amore vista attraverso Facebook di cui ora mi sfugge il titolo al più complesso The Den) ma la scelta di utilizzare una via cool come quella dell’horror per aprire una riflessione sui pericoli nascosti dietro ad un uso poco attento dei social network. Vi siete mai fermati a pensare a quante persone potrebbero ricattarvi e/o rovinarvi la vita solamente rendendo pubblica una conversazione, una foto o addirittura un videoh? La leggerezza con la quale spesso si vive la vita online viene qui messa sotto accusa e mette i protagonisti del film davanti alle loro responsabilità. E serve a poco trovare giustificazioni e scuse “MA NOI STAVAMO SCHERZANDOOO” piange disperata Blaire verso la fine del film. Grazie al cazzo, vien da rispondere.

Il film di Gabriadze più che far paura fa andare in paranoia. Ma è comunque un horror riuscito, che probabilmente potrebbe anche aprire un nuovo filone di filmetti ambientati nel mondo dell’internet, che oltre ad essere un prodotto di facile produzione (il budget di Unfriended si aggira intorno al milione di dollari e ne ha incassati più di 30 finora) sarebbe anche piuttosto divertente. Gli horror che vorremmo vedere sono sicuramente altri ma preferiamo senz’altro un film come Unfriended a fastidiosi e presuntuosi remake/reboot (Poltergeist is coming….).

VOTO: 6,5


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