Musarañas

Thrillerone spagnolo prodotto da Alex de la Iglesia che racconta muy bien la follia di due sorelle. Escursioni nell’horror da applausi e attrici sugli scudi. Una bella sorpresa…
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Musarañas significa “toporagni”. I toporagni sono degli animaletti che possono piacerti per la loro faccia buffa e curiosa o possono farti urlare eeeww dal ribrezzo. E proprio a questi roditori assomigliano le due sorelle protagoniste del film di Juanfer Andrés e Esteban Roel, spagnoli d’assalto che con questo loro esordio prodotto da Alex de la Iglesia si guadagnano immediatamente un posto tra i nostri Outsiders.

Siamo nel primo dopoguerra. Montse vive con la sorella minore in un appartemento in un vecchio palazzo, nel quale porta avanti la propria attività di sarta. La donna soffre di un disturbo che le rende impossibile varcare la porta di casa: immaginatevi che bella personcina deve essere una che passa la sua vita in casa a cucire e pregare, orfana e con la sorella minore carina diciottenne che inizia ad affacciarsi alla vita “vera”… Insomma, una un po’ fuori. Un giorno il vicino del piano sopra, mentre sta scappando dalla fidanzata appena ingravidata, cade dalle scale e si ritrova svenuto proprio di fronte alla porta di Montse e sorella. La donna lo soccorre, lo cura e lo mette a letto. Sembra tutto normale ma di normale ovviamente d’ora in poi ci sarà ben poco.

Thriller che sfocia nell’horror, tutto ambientato tra le mura domestiche, Musarañas è un film dall’atmosfera polanskiana, con accenni a Misery e ad un certo cinema spagnolo che ci ha abituato a sbirciare dentro le vite di persone apparentemente normali che nascondono tra le mura domestiche tutte le loro perversioni, manie e malattie (pensiamo al Balaguero di Mientras Duermes ma anche al più recente Almodovar di La pelle che abito). Macarena Gomez nel ruolo della schizzata tira fuori il meglio di sè, mentre Andrés e Roel azzeccano un paio di twist che nonostante non siano proprio originalissimi danno comunque quel tocco in più ad un film già di per sè molto potente. E poi c’è il sangue. Preparate la sangria e godetevi i toporagni.

Musarañas, 2014, Juanfer Andrés e Esteban Roel


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