Mad Max: Fury Road

Dobbiamo tutti darci una calmata e analizzare Mad Max Fury Road con pacatezza, senza farci prendere dall’entusiasmo e dall’eccitazione; la vera critica cinematografica non si lascia trascinare in modo scomposto e agitato da qualche scena action ben girata, ma deve operare una disamina approfondita del linguaggio, della sceneggiatura e dei significati del film, facendo infine anche i debiti paragoni con i tre episodi di Mad Max degli anni ’80.

Mad Max Fury Road è una bomba. Mad Max Fury Road è come farsi una riga di benzedrina e poi ascoltare per 10 minuti di fila questo pezzo degli Slipknot.

Fatto? Fatto senza benzedrina? Va bene lo stesso. L’importante è che ora abbiate voglia di prendere la macchina e andare a fare le sgommate nel parcheggio dell’Esselunga, possibilmente ascoltando sempre gli Slipknot. Ora che ci siamo capiti sul mood, procediamo con la trama.

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Max (Hardy) è ancora tormentato dal ricordo dei bambini che ha abbandonato alla fine di Mad Max – Oltre la sfera del tuono e sta guardando il panorama desertico-apocalittico in cui si è ridotta la Terra. E’ così preso dai ricordi e dai sensi di colpa che non si accorge che dietro di lui ci sono 30 matti in moto, armati fino ai denti, con la faccia pitturata e che fanno “baaaaaah”. Chiaramente lo catturano. Max diventa così schiavo di Immortan Joe, sorta di tiranno del deserto che tiene in scacco il popolo grazie al monopolio dell’acqua.

Un giorno però l’imperatrice Furiosa (Theron), una sottoposta di Immortan Joe, ruba una cisterna d’acqua e scappa nel deserto. L’esercito di Immortan Joe si lancia così all’inseguimento. (S)Fortuna vuole che Max venga scelto per essere usato come una sorta di Polena agganciata davanti all’auto di uno dei soldati urlanti. Max si ritroverà così coinvolto nella caccia all’Imperatrice, finendo per allearsi con lei contro l’orrido Immortan. Il resto è tutto esplosioni, adrenalina, spettacolo, cagnare, casino, bomberismi vari ed eventuali. Insomma una bomba. Bomber. Unambomber.

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Allora, tenete conto che nel film c’è un chitarrista che sta appeso su una specie di palco e suona dei riff metal per caricare l’esercito durante i combattimenti (foto). Questo dovrebbe bastare e avanzare per derubricare il film a capolavoro e chiudere il discorso. Ma siccome siamo buoni e soprattutto ci è passato l’effetto della benzedrina e abbiamo smesso di prendere a testate il clacson della macchina nel parcheggio dell’Esselunga, faremo una breve sintesi per punti.

Mad Max: Fury Road spacca perché:

1. c’è un chitarrista appeso che spara riff metal come un tempo in Scozia c’era quello che suonava la cornamusa a capo degli eserciti. Geni. Sì. lo so. l’ho già detto ma repetita iuvant.

2. è un film fieramente senza trama: 2 ore di FUGA pura. punto e basta. Una fuga con un ritmo così folle e forsennato che se lo vede Paul Walker nell’aldilà muore per una seconda volta, come in Dragon Ball.

3. a sopresissima è un film femminista: la vera protagonista è Charlize Theron (bravissima), con il suo piano di portare via le donne dal regno di soli uomini di Immortan e unirsi ad un esercito di sole donne che vive nel deserto. Mad Max farà da aiutante/scudiero di Furiosa. Questo, al netto della benzedrina, è molto originale.

4. perchè George Miller, sperduto nel deserto e facendo un po’ quel cazzo che gli pareva, ha girato delle scene d’azione che sono un tripudio di colori, suoni e simmetrie sbilenche che (insultatemi) sfiorano la video-arte.

5. perchè c’è una storia d’amore, ma non è quella che ci aspetteremmo. E’ invece una storia d’amore particolare, strana, buffa, tenera, anche un po’ weird. Hollywood con le sue regolette non è mai stata così lontana.

Bene. Direi che ci sono motivi più che sufficienti per sbattersene di Cannes, di Sorrentino, di Todd Haynes, di Lanthimos, del Mereghetti, di Renzi, della juve e di Salvini. Il film più bello di questa primavera èMad Max – Fury Road e noi sbandati siamo solo contenti.

VOTO: 7,5


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